Sapienza romana … “incarichi” … contestati …

Progetto o Ricerca? è sempre la solita storia …
Sono anni (forse decenni …) ormai che si dibatte … o ci si dibatte … attorno al trito argomento: possono delle strutture pubbliche come i dipartimenti universitari “firmare” dei “progetti” di architettura? … oppure si debbono limitare alla elaborazione di eventuali “ricerche” di tipo progettuale … elaborazioni complesse, ma che “progetti” nel senso giuridico del termine evidentemente non sono … né potranno mai esserlo? …
Non ci appassionano affatto gli aspetti tecnico-legali della querelle … ché abbiamo una certa allergia a questioni del genere … ma, visto che della cosa si parla tanto alla Sapienza … e che ormai anche i giornali hanno dato rilevanza alla questione … soffiando, anche con un certo gusto, sulla scintilla dello scoop e dello scandalo … tanto vale rifletterci un po’ sopra …

Leggiamo su “La Repubblica “ del 13.02. u. s. a firma di Mario Reggio sotto il titolo: “Sapienza, le nuove sedi decentrate? Tutte ‘fatte in casa’ dai professori”
e di seguito:
La Sapienza si espande a macchia d’olio nella città: Centro Poste di San Lorenzo, Grottarossa, Sdo Pietralata, ex Snia Viscosa, ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà e Borghetto Flaminio. Spesa prevista attorno ai 370 milioni di euro. Onorari per i progettisti non ancora definiti, ma attorno ai 20 milioni di euro. E chi sono? Sei famosi e potenti direttori di dipartimento di Architettura ed Ingegneria della Sapienza. Tutto fatto in casa. Peccato che le leggi italiane e le direttive europee sugli appalti vietino espressamente una procedura del genere. …
Lo puntualizza, con dovizia di particolari, un ricorso presentato l’11 dicembre scorso al Tar del Lazio, presentato dall’architetto Carlo Sapia, funzionario della Sapienza. La richiesta è l’annullamento delle procedure adottate dal Consiglio d’amministrazione della Sapienza.
” …
Dal canto suo, Roberto Palumbo prorettore della Sapienza con delega all’edilizia, dichiara: “Ho la coscienza a posto. L’affidamento dei progetti la consideriamo come una ricerca universitaria. La Sapienza dispone di oltre 300 docenti che sono in grado elaborare cose ottime. E poi i soldi restano all’interno dell’università” … “Non abbiamo fatto la gara esterna proprio perché le professionalità interne vanno incentivate …

Se poi si va a guardare sul sito della “Sapienza” …
Alla voce “Politica edilizia e strategie d’attuazione; …
La qualità architettonica e la gestione del processo edilizio

troviamo scritto:
“La politica edilizia della “Sapienza” ha assunto l’impegno di assicurare la riqualificazione urbanistica e la qualità architettonica degli interventi che sta programmando.
All’interno dell’Ateneo numerosi sono i Dipartimenti che hanno – a vario titolo- qualificate competenze disciplinari sulla progettazione ospitando al loro interno docenti tra i quali alcuni noti a livello nazionale ed internazionale; altri Dipartimenti invece offrono competenze specialistiche e quindi integrative.
Per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi si utilizza pertanto il know-how interno all’Ateneo attraverso convenzioni con la formula “conto terzi” a Dipartimenti che potranno, in collaborazione fra loro, fornire studi di fattibilità e progetti caratterizzati da una marcata interdisciplinarità valorizzando inoltre i giovani laureati che saranno invitati a collaborare con i propri docenti.
L’Amministrazione centrale, le Ripartizioni competenti e l’Ufficio Tecnico garantiscono sinergia con i Dipartimenti in modo da assicurare piena organicità e concretezza alle iniziative.
Il management del processo edilizio ed il coordinamento tecnico delle varie iniziative è assicurato dal Dipartimento ITACA
Con Decreto del Rettore in data 12 ottobre 06 i seguenti Dipartimenti sono stati incaricati della progettazione:
– Campus Pietralata (quota parte) – Dipartimento DI AR
(Direttore Prof. A. Terranova)
– Campus Pietralata (quota parte) – Dipartimento AR_COS
(Direttore Prof. F. Purini)
– Campus Snia Viscosa – Dipartimento DAU
(Direttore Prof. P. Colarossi)
– Campus Santa Maria della Pietà e ristrutturazione del
Borghetto Flaminio – Dipartimento ITACA
(Direttore Prof. F. Terranova)
– Centro Poste a San Lorenzo – Dipartimento CAVEA
(Direttore Prof. V. Bordini)
– Ampliamento Sant’Andrea – CITERA
(Direttore Prof. L. De Santoli)”

a questo punto viene ragionevole il sospetto che, …
abbagliati dalla “luce” … della Sapienza,
gli architetti romani … non sappiano più distinguere …
un “progetto” … da una “ricerca” …

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2 risposte a Sapienza romana … “incarichi” … contestati …

  1. marco melani ha detto:

    Che dire… l’unica parola che posso trovare è… SCHIFO.
    Purtroppo la facoltà di architettura è ormai un cadavere di carne putrida che emana fetore… i professori… solo l’espressione mediocre di un’architettura italiana morta o che forse non c’è mai stata. Fossero, le loro, almeno delle opere accettabili, ma, purtroppo, sono solo orride espressioni autocelebrative ed autocompiacenti… invece di costringere poveri ricercatori o validi professionisti ad espatriare per trovare lavoro (visto che, come al solito, qui si lavora solo se si è amici di… figlio di… ecc… luogo comune ma grande verità) ed essere giustamente gratificati per meritocrazia… perchè non se ne vanno loro? Tuttosommato nessuno li vuole e nessuno sente la loro esigenza… e magari, fuori, qualcuno riuscirebbe a metterli di fronte ad una grande realtà: Il loro Anacronismo, il loro essere indietro, la loro incolmabile mediocrità. Certo che si attaccano alla poltrona e che si fanno autocommittenza… altrimenti non avrebbero futuro, ma ne presente e passato. Spero che abbiano una coscienza e che per il bene del mondo e della nostra società si mettano a fare qualche altra cosa… io una idea ce l’ho…

  2. filippo de dominicis ha detto:

    1-Fammi un nome di chi si sottrae alla logica dell’autocelebrazione e dell’autocompiacimento nell’architettura contemporanea.
    2-Se tu potessi solo immaginare quanto potrebbe smuovere le acque una patata bollente come questa, nel mondo universitario…solo e soltanto per gli interessi in gioco…
    3-Il problema è un altro, cioè quello di chiamare le cose col loro nome.essere onesti e trasparenti, in due parole metterci la faccia (Quella che non ci mette il professionista, il quale sa quanto il suo progetto PESI sulla collettività,e quante siano le zavorre di porcheria che ha celate dietro “bei” rivestimenti in pannelli di gres…).
    Che non vuol dire solo mettere la firma sul progetto. Sarebbe un’ occasione per mettere tutti al corrente di tutto, laureandi, laureati e i “poveri ricercatori” ,come li chiami te, che il piu delle volte preferiscono restarsene a scaldare la sedia del dipartimento.
    4-……..

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