Dopo Moretti … anche Meier … ar gabbio …

TORTRETESTE

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Informazione … televisiva …

BOOH

pensiero profondo …

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Tornare … a tremare? …

tornare a tremare

atomo o grattacieli … tanto è sempre la stessa … ditta …

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Sotto smentite … spoglie …

toriromane

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Ce mancava solo er … Festival … dell’Architettura …

zazàbetile

Si apre domani a Cagliari il Festarch – Festival internazionale di architettura …
Nell’Italia delle sagre … delle feste … dei festival … dei premi … dei congressi e dei convegni quotidiani … ci mancava solo questo: Il Festival dell’Architettura …
certo il turismo langue … non c’è una lira … le basse stagioni sono un inferno e allora … daje coi Festival …

Leggiamo testualmente dal programma: …
“Perché un festival?
Il fenomeno è in forte espansione, ed è stimolato dalle amministrazioni locali, che vedono in un festival molti elementi di interesse. In primo luogo, un evento capace di richiamare un gran numero di cittadini e di turisti ha una evidente ricaduta economica e di immagine, soprattutto sul medio periodo. Chi si muove per assistere a un festival culturale è in genere una persona curiosa, di fascia socioeconomica medio-alta, distante da un frettoloso turismo “mordi e fuggi”. Investire nella promozione del territorio nei confronti di questa fascia di utenza è importante e si rivela alla lunga una strategia vincente.
C’è poi da considerare l’elemento simbolico, molto potente, di una identificazione della città con il suo festival. …

Perché l’architettura?
Tra le proposte del ricco e articolato panorama dei festival culturali italiani, l’architettura manca. …
L’architettura si presta particolarmente a essere oggetto di un festival. È infatti una componente fondamentale della vita di tutti i cittadini, che vivono in città e territori segnati, modellati, modificati dall’intervento di chi progetta e costruisce. È davvero un argomento di interesse universale.
L’architettura segna il territorio e gli dà nuovi sensi, ed è quindi centrale nel discorso pubblico. Le amministrazioni locali che investono con intelligenza nel plasmare lo spazio comune innescano un circolo virtuoso di visibilità, convergenza di idee, nuovi investimenti. Il caso eclatante di Bilbao deve fare riflettere: una città industriale in crisi, in cerca di una nuova identità, diventa centro di cultura, magnete attrattore di turismo e investimenti, punto di attenzione dei media internazionali, grazie a un “segno” architettonico emblematico, il Museo Guggenheim di Frank O. Gehry. …
A Cagliari accadrà proprio questo, grazie alla presenza di vere e proprie star di fama mondiale e di altri professionisti …

Il tema
Il tema scelto per la nuova edizione è il “turismo planetario” …
E’ proprio la sfida culturale che proviene da questa isola, uno dei luoghi nel mondo dove l’architettura contemporanea ha messo le radici più salde, a dare a questo appuntamento un rilievo internazionale. …
Non solo linee di demarcazione tra “naturale” e “costruito”, ma soprattutto tra lecito e illecito, tra sensato e insensato, tra sostenibile e insostenibile. …”

E quindi … daje cor Festival …
e giù cazzate … sull’architettura … ché già se ne dicono poche …
verrebbe da proporre una nuova laurea magistrale … per …
architetti addetti … ai Festival …

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Un … Sirica … “epocale” …

Riceviamo da Pietro Pagliardini: …

“Gent.mo Prof. Giorgio Muratore
Prenda fiato, faccia iperventilazione e trovi il coraggio di leggere questo incipit di un foglio, dal titolo Archiworld magazine, mandato a tutti gli architetti dal Consiglio Nazionale Architetti ecc. ecc, scritto dal Presidente Arch. Raffaele Sirica.
Se, con la dovuta calma, volesse dedicare un po’ del suo tempo a spiegarmelo, anche sinteticamente come lei è capace, le sarei molto, molto grato.

Titolo dell’articolo:
Da Palermo a Torino
“con la Democrazia Urbana trasformiamo le periferie in ecocittà”

Democrazia urbana per la qualità: è stata questa la parola d’ordine del Congresso di Palermo, espressione con la quale noi architetti intendiamo la corretta programmazione delle opere, attraverso meccanismi di partecipazione, di cittadini e di utilizzatori.
Insomma quel processo che fa leva su opportune consultazioni nelle comunità, e sull’intreccio equilibrato tra architettura e urbanistica, per trasformazioni condivise. Con l’obiettivo di superare definitivamente “l’urbanistica vincolistica del dopoguerra”, tutta quantitativa, che ha prodotto anche il disastro dei condoni, attenti, però, a non ricadere in una sorta di “iperliberismo senza regole”, che pure è in auge in alcune realtà, laddove si affida acriticamente tutto ai privati, con possibili preoccupanti ricadute sulla collettività.

Mi fermo qui perché dopo segue un resoconto del Congresso di Palermo.
Credevo, fino ad oggi, di possedere intelligenza e cultura media ma io non ci ho capito niente.
Già il titolo: si lega la Democrazia Urbana – che non so cos’è ma, a lume di naso, potrebbe anche essere meglio di una malattia – alla trasformazione delle periferie in ecocittà. Qui mi perdo. Cos’è l’
ecocittà? Immagino una città ecologica (era troppo poco una semplice città invece che una somma di case, che già mi sarebbe sembrato un bello sforzo?) ma perché attraverso la Democrazia Urbana? Forse nel senso che, attraverso la partecipazione i cittadini potrebbero chiedere più verde? Ma quello lo stanno già chiedendo da anni, talvolta anche in luoghi impropri, e ci vuole un Congresso degli Architetti per scoprirlo?
Io, nel mio blog, sono mono maniacale nel chiedere la partecipazione dei cittadini alle scelte importanti della città, ma qui mi ci ritrovo davvero pochino, perché mi sembra, senza ironia o offesa, un linguaggio rifondarolo, ma scritto con spirito molto politically-correct.
Ma il meglio deve venire.
Non infieriamo sull’italiano e veniamo ai contenuti: per fare trasformazioni condivise si farà leva su opportune consultazioni e su un equilibrato intreccio tra architettura e urbanistica. Una scelta sconvolgente, la definirei una verità. E l’obiettivo è quello di superare
“l’urbanistica vincolistica del dopoguerra”. Se ho ben capito attraverso i cittadini si supererà l’urbanistica vincolistica (ma allora si mura di più o si fa più verde, mah!), però attenzione a non ricadere nell’iperliberismo, quindi attenzione a non cadere dalla padella nella brace, dall’ipervincolismo (che però ha prodotto condoni) all’iperliberismo senza regole.. Chiarissimo, concetto semplice, essenziale ma molto penetrante: in medio stat virtus.
Confesso candidamente che in questo incipit l’unica cosa che ho capito è che il Presidente del CNA ecc. ecc. è l’Arch. Raffaele Sirica, però lo sapevo già, quindi non mi è servito a molto
archiworld magazine.
C’è una zanzara che mi gira intorno; shaff, shaff!
Pietro Pagliardini

P.S. Mi è arrivato, e quindi sarà arrivato a tutti gli architetti, l’avviso del Congresso Nazionale che si terrà a Torino. In questo si parla, con una certa dose di misura e modestia, di “evento epocale“.
Anche qui necessito di spiegazioni (chi meglio di un professore può darmele!) perché io credevo che l’attributo “epocale” fosse più adatto, che so, alla rivoluzione americana, o a quella francese, alla seconda guerra mondiale o alla caduta del muro di Berlino, mi potrei spingere fino all’11 settembre ma non immaginavo che si potesse attribuire ad un Congresso Mondiale di Architetti per il fatto che si svolgerà a Torino.
Temo di dover rivedere il mio giudizio su me stesso”
.

—————-

caro Pagliardini … ho preso fiato, ma … che dire? … qui ci vuole la maschera …
innanzitutto (evidentemente, sono un po’ distratto…), non pensavo nemmeno che Sirica fosse ancora al suo posto … la sua lettera me lo ha ricordato …
ho incontrato per la prima e forse unica volta Raffaele Sirica qualche anno fa in un pubblico dibattito … e ne rimasi subito colpito …
mi era capitato di prendere la parola appena dopo di lui e …
molto politicamente …
esordii dicendo che se quello era il nostro rappresentante più elevato …
per quanto mi riguardava …
era meglio strappare subito la tessera …
ricordo ancora la sua reazione …
(disse, tra l’altro, che “non gli era mai capitata una situazione del genere” …
e credo di avergli risposto che “c’è sempre una prima volta” …)
poi, però…
un po’ per dimenticanza …
un po’ per pigrizia …
un po’ per nostalgica affezione …
un po’ per quello che mi è costata in tutti questi anni …
quella tessera la conservo ancora … da qualche parte, …
ma anche il personaggio, … evidentemente, … è rimasto al suo posto ed è …
quello che tutti conosciamo …
a voler esser buoni … un “politico” …
e con questo ho detto tutto …

P.S. caro P. … mi raccomando … non riveda il giudizio su se stesso, …
ma … soprattutto … la smetta …
di leggere certa letteratura … certi documenti …
di frequentare, anche alla lontana, certe situazioni, certe figure …
ché fanno male alla salute …
io ho smesso nel sessantotto e fin qui … mi sono trovato benissimo …
è questione “ecologica” … chi li conosce … li evita …
anche diminuire la dose quotidiana di quotidiani e di rotocalchi non guasta affatto, anzi …
credo che siano più che sufficienti quelli che troviamo, usati, dal barbiere …

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Fuksas … doppia smentita … mezza ammissione …

BUFALE ROMANE

1) – L’intervista? … una bufala colossale …
“nessuna conversione religiosa, ideologica o politica è in atto” …
meglio così, …
ma allora bravi quelli di Petrus …
che hanno inventato un personaggio, talmente assurdo, …
da sembrare … praticamente … vero …

2) – Gli incarichi … “ad personam” … cui faceva riferimento il sindaco? …
quando mai …
“Progetto Ostia … Risorse per Roma e Veltroni mi chiesero di fornirgli un’idea …
Un anno di lavoro, e un rimborso spese di 73mila euro …
Un altro mio progetto, anche questo regalato alla mia città, è stato quello relativo al futuro dei Fori Imperiali …
Gratuito anche un terzo progetto … un teatro alla Casa del Cinema …
”

fermiamoci qui … altrimenti …
per finanziare qualche altro “regalo” …
ci toccherà mettere mano al portafogli, …
ma tanto …
con quello che guadagnano gli “statali” …

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A volte ritornano? …

Principi e Cavalieri … Carlo e Paolo … in marcia … su Roma …
verso la rocca di Re Gianni? …

Alemanno … effetti collaterali …

In questi ultimi giorni non saranno sfuggite a nessuno alcune inquietanti, ritrovate, presenze sulla stampa romana …
Paolo Portoghesi e Carlo Aymonino … alla riscossa …
due membri togati di un famoso gruppo di “trombati” al concorso per la sistemazione di Piazza Augusto Imperatore …
di nuovo insieme sulla piazza mediatica romana …

Pensavamo infatti che “Paolo” …
anzi per essere più precisi il “Cavalier Paolo Portoghesi Architetto Romano Professore di Progettazione alla Sapienza” … classe 1931… sire di Monte Menutello di Calcata e dell’ultimo “Rinascimento” capitolino … onusto di glorie e ormai (“malgrado” … Bettino …) … anche di incarichi … con alle spalle un’ininterrotta serie di progetti a partire dalla ineguagliata “Casa Baldi” dell’ormai remoto 1960 … sì, proprio, millenovecentosessanta … mezzo secolo fa, praticamente, … guardasse ormai a Roma … dall’alto … in basso …

e che l’altrettanto venerato e accademico … “Carlo” … il “Rosso” … classe 1926 … gran “maestro” dello IUAV … inquilino e principe di San Luca fin dal ’76 … autore di opere straordinarie … dalla prima Tartaruga romana nei lontani, primi, cinquanta … fino all’ancora caldo cassone capitolino targato, appunto, Aymonino … vanto de Warter …
si fossero, ambedue, … un po’ appartati e magari …
per questioni bassamente “ideologgiche” …
per un sussurto, … un rigurgito, armeno, de’ memoria … andassero dicendo: …
“mo’ co’ ‘sti fasci … gnente … manco ce parlo …”
ar fonno … che c’avrebbero da pèrde? …

e invece eccoli pronti … c e n t o s e s s a n t a n n i ‘n d u e, … vispi e arzilli come non mai … che danno consiji … offrono esperienza e servigi … e, magari a quarcheduno … parono puro un po’ appecoronati ar novo venuto …
sviluppa qua … sarva là … demolisci de sotto … aggiungi de sopra …
veri “Maestri” … “Mastri” … “de vita” …
Intanto, se fossi “Gianni …”, armeno a “Carlo” … je direbbe: “… si vabbè ce semo capiti … la fame è fame … le famije so’ famije … ma intanto … per l’intanto chiama l’Ama e portate via que’a monnezza dar Campidojo … ché m’impiccia … ch’è mica tanto mejo … de l’Ammericano … anzi … ché le mettemo insieme amboledue a Centocelle … da fa invida a Ghery … a Zazà … e a tutti quellillà …”

A “Paolo” … cavaliere de Santosomaro der garofolo … poi … che la piantasse co’ ‘e ciambelle, … ‘e meringhe, … li maritozzi … e che co’ que’ fregnetti rintorcinati, quei colorini sui barconcini gai … che nun è robbba da ommini …
c’aredasse ‘e villette … ‘e certe casette sue …
ché qui mica sémo a Hammamet …
co’ le parme, li datteri e li cammelli …
sémo a Roma … mica no …
e Roma … è Roma … sarv’ognuno …

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Dalla grattachecca … al grattacielo … salviamo, almeno, … il cielo di Roma …

Grattacieli “alla romana” … per politici “all’amatriciana” …
Le recenti polemiche in merito ai minacciati interventi sul litorale romano targati Veltroni-Fuksas e riportate, anche oggi, da Edoardo Sassi sul Corriere della Sera oltre che imporre una doverosa riflessione sul principesco e vagamente medievale metodo degli incarichi … “ad personam” … riportano anche, in primo piano, l’urgenza di un necessario ripensamento sulla recente diffusione della tipologia del grattacielo sulla skyline capitolina …
Segno di arroganza e di volgare manipolazione del più corrivo gusto corrente … non a caso supportato a livello di strategie finanziarie da personaggi modello Rotschild-Chicco Testa (quello di No Nuke-W Nuke … tanto per intenderci …) … e segnale di una definitiva rottura etica dei progettisti, anche nostrani, nei confronti di un’ovvia e naturale intangibilità del panorama romano ormai devastato a livello territoriale, ma almeno sostanzaialmente preservato a livello del suo profilo morfologico … il grattacielo “alla romana” sembra essere rimasta l’ultima spiaggia dell’improntitudine progettuale cui architetti di ogni risma paiono oggi particolarmente sensibili e versati …
Cubature eccezionali … quindi parcelle … altrettanto eccezionali … verrebbe da dire … centri commerciali stratosferici oppure quartieracci da vomito da cui emergono, magari a coppie o a grappolo, goffe cubature verticali per la gioia del palazzinaro di turno … del grattacelaro di turno che, passato con troppa facilità dal chiosco della grattachecca (amarena, menta, orzata e tamarindo …) … al banco del cocomero (taja ch’è rosso …), … attinge ormai alle vette più alte della speculazione finanziaria … vaneggia, vagheggia e veleggia all’inglese (in versione all’amatriciana di … LSE Style … British Invisible … etc …) …
Speriamo quindi che la nuova amministrazione sia in grado di contrastare adeguatamente questa nuova e pervicace tentazione speculativa capace di distruggere oltre al resto … anche il cielo di Roma … che fin qui resta, almeno quello, un patrimonio non del tutto eroso dagli appetiti speculativi degli imprenditori più rozzi e dei loro pronti e proni fornitori di sedicenti architetture “di qualità” …
Qui di seguito un elenco, tratto da “SkyscraperCity” di qualche tempo fa … e quindi, probabilmente, anche incompleto … in cui si riportano alcune delle minacciate proposte verticali implicite nei piani del cosiddetto sviluppo urbano capitolino e quindi, in vario modo, ormai incastonate nei fangosi itinerari del famigerato PRG romano: …

“1 PORTA DI ROMA: TORRE ALBERGO
2 ALBERGO ALLA MAGLIANA
3 GRATTACIELO PARSITALIA ALL’EUROPARCO
4 GRATTACIELO PURINI ALL’EUROPARCO
5 OSTIA: GRATTACIELI GEMELLI ALL’IMBOCCO DELLA COLOMBO
6 30 PIANI – GRATTACIELO/ALBERGO DELLA MURATELLA DI ROGERS
7 20 PIANI CASAL BERNOCCHI 1
8 20 PIANI CASAL BERNOCCHI 2
25 12 PIANI – PALAZZO DELLA V° CIRCOSCRIZIONE – VIA DEI FIORENTINI – NELLA CITTA’ DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA
9 75 METRI TORRE MINISTERO DELL’AMBIENTE A ROMANINA 2 FARE CENTRO DI SALGADO – GRUPPO SCARPELLINI
10 70 METRI – HOTEL DEL CENTRO CONGRESSI DI FUKSAS – EUR
11 50 METRI: TORRE 1 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
12 51 METRI: TORRE 2 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
13 52 METRI: TORRE 3 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
14 53 METRI: TORRE 4 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
15 54 METRI: TORRE 5 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
16 55 METRI: TORRE 6 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
17 50 METRI – TIBURTINA 1
18 50 METRI – TIBURTINA 2
19 50 METRI – TIBURTINA 3
20 50 METRI – TIBURTINA 4
21 50 METRI – TIBURTINA 5
22 50 METRI – TIBURTINA 6
23 50 METRI – TIBURTINA 7
24 50 METRI – TIBURTINA 8”

basterebbe eliminarle, almeno le più oscene, …
per salvare, almeno in parte e in extremis …
la faccia, il volto e soprattutto …
il cielo di Roma …

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Santanuvola …

santanuvola

Benedetto … architetto …

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