Dalla grattachecca … al grattacielo … salviamo, almeno, … il cielo di Roma …

Grattacieli “alla romana” … per politici “all’amatriciana” …
Le recenti polemiche in merito ai minacciati interventi sul litorale romano targati Veltroni-Fuksas e riportate, anche oggi, da Edoardo Sassi sul Corriere della Sera oltre che imporre una doverosa riflessione sul principesco e vagamente medievale metodo degli incarichi … “ad personam” … riportano anche, in primo piano, l’urgenza di un necessario ripensamento sulla recente diffusione della tipologia del grattacielo sulla skyline capitolina …
Segno di arroganza e di volgare manipolazione del più corrivo gusto corrente … non a caso supportato a livello di strategie finanziarie da personaggi modello Rotschild-Chicco Testa (quello di No Nuke-W Nuke … tanto per intenderci …) … e segnale di una definitiva rottura etica dei progettisti, anche nostrani, nei confronti di un’ovvia e naturale intangibilità del panorama romano ormai devastato a livello territoriale, ma almeno sostanzaialmente preservato a livello del suo profilo morfologico … il grattacielo “alla romana” sembra essere rimasta l’ultima spiaggia dell’improntitudine progettuale cui architetti di ogni risma paiono oggi particolarmente sensibili e versati …
Cubature eccezionali … quindi parcelle … altrettanto eccezionali … verrebbe da dire … centri commerciali stratosferici oppure quartieracci da vomito da cui emergono, magari a coppie o a grappolo, goffe cubature verticali per la gioia del palazzinaro di turno … del grattacelaro di turno che, passato con troppa facilità dal chiosco della grattachecca (amarena, menta, orzata e tamarindo …) … al banco del cocomero (taja ch’è rosso …), … attinge ormai alle vette più alte della speculazione finanziaria … vaneggia, vagheggia e veleggia all’inglese (in versione all’amatriciana di … LSE Style … British Invisible … etc …) …
Speriamo quindi che la nuova amministrazione sia in grado di contrastare adeguatamente questa nuova e pervicace tentazione speculativa capace di distruggere oltre al resto … anche il cielo di Roma … che fin qui resta, almeno quello, un patrimonio non del tutto eroso dagli appetiti speculativi degli imprenditori più rozzi e dei loro pronti e proni fornitori di sedicenti architetture “di qualità” …
Qui di seguito un elenco, tratto da “SkyscraperCity” di qualche tempo fa … e quindi, probabilmente, anche incompleto … in cui si riportano alcune delle minacciate proposte verticali implicite nei piani del cosiddetto sviluppo urbano capitolino e quindi, in vario modo, ormai incastonate nei fangosi itinerari del famigerato PRG romano: …

“1 PORTA DI ROMA: TORRE ALBERGO
2 ALBERGO ALLA MAGLIANA
3 GRATTACIELO PARSITALIA ALL’EUROPARCO
4 GRATTACIELO PURINI ALL’EUROPARCO
5 OSTIA: GRATTACIELI GEMELLI ALL’IMBOCCO DELLA COLOMBO
6 30 PIANI – GRATTACIELO/ALBERGO DELLA MURATELLA DI ROGERS
7 20 PIANI CASAL BERNOCCHI 1
8 20 PIANI CASAL BERNOCCHI 2
25 12 PIANI – PALAZZO DELLA V° CIRCOSCRIZIONE – VIA DEI FIORENTINI – NELLA CITTA’ DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA
9 75 METRI TORRE MINISTERO DELL’AMBIENTE A ROMANINA 2 FARE CENTRO DI SALGADO – GRUPPO SCARPELLINI
10 70 METRI – HOTEL DEL CENTRO CONGRESSI DI FUKSAS – EUR
11 50 METRI: TORRE 1 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
12 51 METRI: TORRE 2 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
13 52 METRI: TORRE 3 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
14 53 METRI: TORRE 4 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
15 54 METRI: TORRE 5 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
16 55 METRI: TORRE 6 NUOVA OSTIA DI GREGOTTI
17 50 METRI – TIBURTINA 1
18 50 METRI – TIBURTINA 2
19 50 METRI – TIBURTINA 3
20 50 METRI – TIBURTINA 4
21 50 METRI – TIBURTINA 5
22 50 METRI – TIBURTINA 6
23 50 METRI – TIBURTINA 7
24 50 METRI – TIBURTINA 8”

basterebbe eliminarle, almeno le più oscene, …
per salvare, almeno in parte e in extremis …
la faccia, il volto e soprattutto …
il cielo di Roma …

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5 risposte a Dalla grattachecca … al grattacielo … salviamo, almeno, … il cielo di Roma …

  1. Gentile Giorgio Muratore,
    ha ragione il vero problema dell’architettura in Italia è la sua schiavitù nei confronti dei gusti dei politici e penso che Veltroni sia il meno peggio. Immagini i gusti di Calderoli, Mastella, Ciarrapico, Nania, Landolfi, Crisafulli, Rigoni, Latorre e così via.
    Prima di parlare dell’utilità o meno dei grattacieli è urgente risolvere questa tragedia. La politica sta rendendo schiavi gli architetti.
    Cordialmente Salvatore D’Agostino

  2. cletus ha detto:

    In questa, gustosa, fioritura verticale va annoverata, in totale controtendenza, la disinvolta operazione di smantellamento dei grattacieli al laghetto dell’Eur.

    Forse che il costruendo Palazzo dei Congressi non possa apparire, in tutta la sua maestade, all’occhio del pellegrino che scende difianco all’Ufo del buon Nervi ?

  3. manuela marchesi ha detto:

    Già, ma perché demolire i due grattacieli dell’EUR invece di pensarne una diversa utilizzazione? Certo è che i programmi di “sviluppo” urbano, e non solo a Roma, prendono le mosse principalmente dalla mano salva data alla speculazione che usa furbescamente la carota della carenza di abitazioni. Ora mi viene da sospettare che, oltre a creare disastri urbanistici, paesaggistici, ecologici, la futura messa in vendita dei futuri appartamenti aggraverà l’indebitamento degli eventuali acquirenti, mettendo in moto una macchina di potere economico che trita ancora meglio la gente cosidetta comune.
    A questi nuovi poli commercial-abitativi è stato dato un nome che non ricordo, ma di cui ho bene in mente la reboanza e il tecnicismo del termine. Mi sembra che si camuffino con paroloni le operazioni di selvaggia edilizia.

  4. ITALAMERICANLAND ha detto:

    I GRATTACIELI SONO L’IMPRONTA DEL MONDO ORDINATO E LIBERO CHE SI STA COSTRUENDO, LE VELLEITA’ FASCISTE-ITALCOMUNISTE- VERDI CONTRO I GRATTACIELI APPARTIENGONO A MENTI SESSANTOTTINE ORMAI MORTE.

  5. manuela marchesi ha detto:

    …e intanto Shanghai e Dubai, come a dire il massimo del grattacielo fatto realtà, sono in crisi di e da megaprogetti “ordinati e liberi” che si stavano costruendo. La crisi economica mondiale, se una virtù possiede, è quella di costringere le menti che pensano a rivedere il modello di sviluppo fino ad ora sostenuto e attuato, in cui ci ficco anche il “grattacielo”.
    Se non mi sbaglio, furono gli architetti operanti tra Ottocento e Novecento a inventare la verticalità e il grattacielo. Tra i nostri ci fu chi, come D’Aronco o Sant’Elia che pensarono in grande e in altezza. Poi venne il mondo ordinato e libero dei grandi totalitarismi, delle idee velleitarie di grandezza e anche dei grattacieli, o più modestamente detti torri (ah Freud……..).
    E’ vero che le menti sessantottine sono “ormai morte” (le migliori sono ridotte al silenzio…), e sono state uccise dall’incapacità di vivere il contemporaneo senza ideologie preconfezionate su temi di grande urgenza come quello ambientale.
    Se un mondo ordinato e libero è quello che perde il senso del luogo dove si vive; se un mondo ordinato e libero è un mondo che non capisci più se sei alla periferia di Roma o a quella di Barcellona o che d’altro; se libertà vuol dire il miraggio di energia a volontà per consumi a volontà, per arie condizionate a volontà con centrali nucleari a servizio di tutto ciò, come quel voltagabbana di Chicco Testa ex-verde dice, ebbene, allora sono onorata di essere fascista-italcomunista (ma i comunisti dove sono?…)-verde con mente sessantottina e piuttosto in buona salute.

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