No … Grazie …

noskyscrap

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Di scuola romana …

vagnettimuratori

Luigi Vagnetti con Saverio Muratori

foto tratta da: Luigi Vagnetti 1915-1980, inventario analitico dell’archivio a cura di Gabriella Carapelli, Edifir, Firenze, 2008.

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Doppio interrogativo …

chefare

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Architettura e … morfemi … (2)

Morfemizzatevi …

A proposito di “Procedure e valenze progettuali del morfema” … cfr.:

http://www.vg-hortus.it/index.php?option=com_content&task=view&id=455&Itemid=49

“A conclusione di questo breve passaggio verso una chiarezza inerente la funzione dell’esercizio morfema è forse opportuno chiarirne l’utilità che diventa tanto più maggiore quanto più si è in grado di acquisirne la dovuta consapevolezza.” …
… … …
aridatece le finestre, le cornici e i mattoncini …

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Normalità … dell’arte …

rubo dall’ultimo commento:

“Non perdete il vostro tempo a stringere relazioni mondane o politiche.

Vedrete molti vostri colleghi giungere agli onori e alla ricchezza grazie
agli intrighi: costoro non sono veri artisti. Alcuni di loro sono peraltro
assai intelligenti, e se inizierete a combatterli sul loro campo perdereste
tanto tempo quanto ne perdono loro stessi, vale a dire l’intera vostra
esistenza: e non vi resterà più un minuto per essere artisti.”

A. Rodin

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Tra understatement e sprezzatura … Giorgio Grassi a Valle Giulia …

Giorgio Grassi … gran rifondarolo … alla maniera dell’Alberti …

da Schinkel a Grassi … passando per Loos, … Tessenow e … Alberti …

elogio dell’assenza …

G.G. … una specie di Grande Gatsby dell’architettura …

impareggiabile … inimitabile …

si saranno pure incazzati in molti, … ma, … chi se ne frega …
a la noi “lezione” di Giorgio Grassi a Valle Giulia … ha fatto venire le lacrime agli occhi … c’è piaciuta … un botto …

una volta tanto abbiamo trovato al posto dei nani e delle ballerine consueti, una persona, … una persona normale, per bene, che ha fatto e detto delle cose … normali … quindi: … eccezionale …

in platea, tra la folla, anche il giornalista belloccio e famoso … l’opinion-leader dell’architettese capitolino … fresco premio in-arch … per i suoi “servizi” sul più importante quotidiano nazionale … venuto a vedere chi mai fosse ‘sto Grassi, … letteralmente e per sua stessa, incauta, ammissione … “mai sentito” … prima …

così uno dei più importanti architetti, … teorici dell’architettura, … chiamatelo come vi pare, … del mondo … finalmente a Roma …
ma, praticamente, anche un mezzo sconosciuto per intere generazioni allevate alle smorfie e ai vezzi manierati dei cascami cascanti dello star-system … è approdato, dopo decenni, a Valle Giulia …

vedere l’aula magna stracolma … per un invito organizzato dagli studenti … è stata una bella soddisfazione … come se qualche cosa di epocale fosse accaduto … un po’ di aria nuova … in tanta accademica neoavanguardia … fasulla e modernetta … decerebrata, vanesia e arrogante …

architettura con i piedi per terra e la testa al posto suo … una serie di edifici seri e composti, educati alle buone regole di un ragionamento antico e allo stesso tempo attualissimo … una vera sberla per tanti mentecatti … un vero calcio nel culo per quanti ancora si arrabattano nei vari salottini capitolini … sul nulla … di un attivismo mercantile e insensato alla ricerca di una connivenza economica e modaiola … quasi che l’architettura fosse solo il prolungamento di una multinazionale o di un affare di borsa più o meno losco … quasi che la scuola fosse solo l’anticamera di un rivenditore di software grafico per produrre caddisti triennalizzati di basso rango …

e pensando alla scuola … vengono pure alla memoria gli anni di quando si doveva “sgrassare” Pescara …

oggi, per lo più, solo starnazzanti suffragette prestinenziali, … il più delle volte celate sotto il burka dell’anonimato, … che sputano le loro freccette avvelenate dalla cerbottana zigzagante di un anticlassicismo romanesco e di maniera ammantato di modernetto-littorial-organico-zevian-hadidiano … con tanto di tanfo palazzinaro da sagrestia …

così scopriamo che Grassi non va bene ai globali creativi (ma questo certo ce lo aspettavamo, tanto è ovvio …), ma anche ai muratoriani più incalliti e di più ristretta osservanza … (pazienza …)

tanto a noi Grassi … ce piace … lo stesso … sempre lo stesso …

ché con Giorgio, … come con Leon Battista: …
“nasce un nuovo tipo di architetto, […] rispettato, stimato, fors’anche ammirato dai colleghi, ma pur sempre isolato; forte soltanto della sua ragione, della sua intelligenza e determinazione, solitario e lucido […]. Quindi un nuovo tipo di architetto di cui però si è perso subito lo stampo”.

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Somari … d’autore …

IK2

L’Alamaro della domenica: … “Pasture d”a Meraviglia” …

“E’ domenica mattina. C’è un gran silenzio in casa. Che faranno i muratorini?
Apro, connetto e un grido di dolore s’alza subito da questo blog. E’ quello di Manuela Marchesi che, a proposito del somaro cappottato al Babbuino, non la manda adire (tutta una parola di Totò).
Scrive che è ‘na vera schifezza, ‘sta povera bbestia a panza all’aria. Che farà intervenire la protezione animali (dell’arte da marciapiedi). Che non si doveva ridurre il vero studio dei Tadolini, scultori sopraffini, in un finto Museo Canova-Tadolini. Con tavolini di annessa (e non concessa) caffetteria anti-qua-qua-riale. E poi, procedendo ancora sulla via dell’infamia romana, ricorda quando venne svuotato lo storico laboratorio-scuola degli Eroli, insigne famiglia di arazzisti, dall’altra parte dei Greci. Un vero misfatto. Uno sgombero coatto del buon gusto. Con il portato di generazioni di lavoro d’arte applicata finite nella discarica della Storia.
Ma, . ma, . ma, mia cara Manuè, . mi hai fatto piangere (io che ho scritto nel lontano 1976 un libro che si chiama “Scuola-laboratorio” (Emme edizioni, Milano) e che amo l’applicazione in arte fattiva (e fottiva). E cioè i somari ordinari che tirano la carretta d’Italia. I ciucci e ciucciarielli nostrani.
Ma, ma, ma che ci vuoi fare? La vita (a Roma, a Napoli e nell’Altrove) – come disse Totò, ‘o saje oggi cos’è? E’ ‘na livella. Tutto finisce rapidamente in discarica. Tutto va di filato al cimitero mediatico. Senza nemmeno più una pompa e/o una polpetta funebre. Senza pianti e com-pianti. Lo spettacolo deve continuare. Non si può staccare la spina. Alimentazione forzata. Anzi rafforzata. Non c’è più tempo e spazio d’arte e gusto. Fine decoro, fine corsa.
Ciuccio tv sì tu, ciuccio tv so’ io. Ciucci siamo tutti quanti! Dolenti a panza all’aria. Imbronzati e imbronciati gaudenti. Schiattati sul marciapiedi della vita. E’ la democrazia, bellezza. Cristiana o proletaria. Globale o parziale. Berlusconiana o veltroniana. E’ ‘a livella nostra!!
Per consolarti allegoti all’uopo l’immagine di un antico ‘900. Paesani ciucciarielli di gusto vietrese europeo in ceramica. Manufatti negli anni trenta dalla sempre sia lodata (e in questo blog già ricordata il 21 e 24 novembre 2008, nda) Irene Kowaliska. Asinelli maiolicati che fanno parte delle figurine presepiali (max 8 cm. di altezza) che la grande polacchina I.K. fece a Vietri sul mare per alcuni bambini salernitani, i fratellini Fadda (felicemente oggi viventi in varie parti d’Italia). Presepiuccio dell’Italia passata concretista che io ho fortunosamente ritrovato a Savona. E poi pubblicato in un libro, nel 2001. E quest’anno ho avuto la fortuna di farne un calendario, sempre per (e con) la De Luca di Salerno che editò allora il libro. E che ti manderà una copia del calendario. A parziale indennizzo estetico 2009. Se lo vuoi scrivi alla De Luca edizioni-Salerno: info@delucacartaria.it. Oggetto: Pasture d”a Meraviglia, richiesta urgente muratorini!! Saluti e coraggio”
Eldorado

IK3

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Cose da marciapiede …

Manuela Marchesi … a proposito del somaro cappottato al Babbuino … ci invia questa sua, evidentemente condivisa, testimonianza …

“Il fatto più curioso è che la gente si ferma a fotografare questa gran cagata (mi scuso ma devo…) e non si sofferma sulla chiesa dei Greci disegnata da Giacomo Della Porta, simile nei campanili di facciata alla più nota Trinità dei Monti.
La storia di questo marciapiedi è una storia da marciapiede, con un vero studio della famiglia Tadolini, scultori, ridotto a finto Museo Canova-Tadolini per impiantarci una caffetteria di lusso e di sfarzo, dove del museo non c’è né l’ombra né la sostanza.
Questa è una vicenda che sta sullo stomaco a tutto il quartiere, questa è stata una delle operazioni di “valorizzazione” che hanno connotato gli anni passati. Questa schifezza, ’sta povera bestia a pancia per aria e sofferente, è un’opera esposta dalla gallerista che gestisce la caffetteria e, dall’altro fianco della chiesa dei Greci, la galleria antiquaria…
Già lo dissi tempo fa su questo blog, ma ricordo ancora che nei primi anni ‘90 il FAI aprì alla visita sia lo studio dei Tadolini che, dall’altra parte dei Greci, lo storico laboratorio- scuola degli Eroli, famiglia di arazzisti oltre che di artisti operanti fra le due guerre. Erano due luighi intatti e veri, fascinosi del fascino della concretezza e del lavoro.
Peccato, peccato che quando venne svuotato il laboratorio degli Eroli fu fatto uno sgombero da demolitori, camioncini da cui spuntavano cavalletti e cartelle di disegni, antichi legni e generazioni di lavoro finite alla discarica, buttate via con cattivo garbo.
Il povero mulo con la pancia al vento come animale mi fa una gran pena, ma mi repelle assai la mente di colui o colei i quali si sono fatti questa crudele pensata. Volgarità allo stato puro, passata per opera d’arte. Mi scuso ma il tutto mi sta sullo stomaco senza che rimedio alcuno me lo mandi giù.”

M.M.

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Giorgio Grassi a Roma …

GRASSIAROMA

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Nikos … e la sirena …

Nikos Salìngaros, … ancora sotto l’effetto della Fata Morgana, … ma, evidentemente, scandalizzato dall’ultima sirena, … ci scrive: …

“Caro Professore,

Sono stato a Reggio Calabria il settembre scorso. Sì, il lungomare è tra i più belli nel mondo, e, come il terremoto ha distrutto tanto partimonio storico da molti secoli, questa passeggiata vedendo Messina alla costa opposta è veramente il gioiello, il cuore e la vita della città.

Nella mia conferenza presentata all’università (Connettando la Costa Frattale), ho detto anche di stare attenti di non rovinare il lungomare con un inserimento «contemporaneo». Parlando immediatamente dopo di me, l’amico Franco Purini ha criticato le archistar per i loro eccessi. Più di questo non potevamo fare…

Saluti a tutti”
Nikos

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