Bassano … “vele … per i giovani” …

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Bassano … il pasticcio è servito …

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Archistar a Bassano: … Borsalino fa l’alpino …

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Spleen e split … alla napoletana …

Eduardo Alamaro, che ringrazio di cuore, invia questo commento  che mi auguro possa esorcizzare con ironia e leggerezza anche tutto il mio imbarazzo nei riguardi dell’inopinabile “incidente” partenopeo …

“Cari Muratorini,
eccezionalmente feriale e forse ferale, col consenso della Direzione Suprema del blog, accludo addenda (e forse addenta) al mio “Ossimori d’autore” che potete leggere (a facoltà) sulla PresS/Tletter n. 9/2009, in corso (d’opera) di Lpp. Titolo possibile: “Belfiori del Male, un’occasione mancata”. O Les belfleurs du-du mal napolitain. Che peccato, che dolore!
Le joli de l’affaire c’est che … che la promettente pièce nostrana: “L’architetto Pasquale (piuttosto in) Belfiore vorrebbe sapere fermo posta …” si è estinta prematuramente alla seconda puntata. Si dispensa dalle visite al blog. Non belfiori ma opere di bene.
Il sipario è calato improvvisamente su questa invenzione, peraltro scritta a regola d’arte da D’Agostyle (per i tipi di Archiwatch, supervisione Miratore), con un classico: “Mi rincresce. Non mi cresce più. Anzi mi decresce. E perciò mi scuso, non avevo capito bene il post. E i buono past. Passo dopo posso chiudo. Saluti e grazie!”
No, non ci sto. Non si delude così il pubblico pagante accorso al teatrino di questo blog romano. A questi schermi del computer. Lo spettacolo deve continuare! Obbligo morale, se non contrattuale implicito negli intrepidi miratorini. Ricorro alla WUC, Web Union Consumatori.
Per conto mio, quale saltuario spettatore (e talora attore-fabbricatore di cucchiara alle murature della casa web), già prefiguravo alcuni possibili scenari spartenopei belfiorani e belforiani (da via Foria, nda). Con intrecci (moderatamente) perversi. Rigorosamente metropolitani alla Baudelaire. O perlomeno alla Baudo-lire d’epoca recente pre-euro. Con il sano Belfiore di giorno, inappuntabile professore universitario napolytane, che si trasforma in un perverso Fiore del Male di notte parigino. Tutto spleen e split, pieno d’architettura maledetta e/o dettamale, rigorosamente deraciné e (forse, in prospettiva) pezzotta-thé. Un Belfiore / Malfiore spiantato e contraffatto, se non contra-fotto. Metà dottor Jekyll, metà misterioso mister Hide, (o forse Heydi), che si aggira tra Palazzo San Giacomo a Napoli e Notre Dame a Par is (“Sembra lui”, ndt).
Ma voi pensate che colpo sarebbe stato per Archiwatch se il D’Agostyle d’assalto avesse scritto (e provato) scemari del tipo: Belfiore tuttassenzio scoperto con la Rossetta in bocca ad amoreggiare sotto il tavolo della giunta pezzottata di Napoli mentre al di sopra si discuteva di tagli e i ritagli al bilancio comunale cittadino (centro antico della storica brioche compreso).
Poètes mandit, autolesionisti  e m-orfici entrambi, Belfiore e il vaso con Rosetta rotta al centro tavolo. Consummé ambedue da droga & deliberé. Alcol, sesso & liberté! Un vero-falso neomaledettismo partenopeo totòabile comunale. A scindere & prescindere, uniti per sempre! Ordinari tableaux neapulithié (e thie!), come si leggono a buon (e bel) mercato nella cronaca fiorita del quotidiano locale “Il Mattino” di ieri. Esilaranti e inarrivabili pièce. Surreali e surrenali bozzetti. Tanto che i miei “Intermezzi” per Lpp al confronto sono zero. Regalo un as-saggio, tanto per chiudere degnamente questa puntata della Napoli in Bel fiore d’autore.
Da “Napoli primo piano” (con vista sul Palazzo), pag. 33: “… Passiamo al taglio dei benefit per far quadrare il bilancio e salvare la faccia della giunta: una sforbiciata del 30% ai gettoni di presenza dei cda delle partecipate. Taglio di 20 delle 36 auto blu. Ne restano così solo 16 che saranno utilizzate a rotazione dagli assessori, a gironi alterni. … (Tagliato tutto a discorso, tagliati anche l’ultimo soggetto, predicato e complemento, con attributi annessi e connessi)… il sindaco e la giunta al completo hanno anche pensato di tagliarsi lo stipendio. Ma ciò non è stato possibile perché ai loro emolumenti sono collegati quelli dei consiglieri comunali.” (E non si scherza: chi lo approverebbe poi il bilancio a fine marzo?).
“Ma Palazzo San Giacomo (da pag. 39), ha però stanziato anche 20mila euro per un anticoncezionale destinato ai piccioni (femmina). In giunta c’era stato anche chi aveva proposto il taglio più radicale e risolutivo al piccione (maschio). Non c’è più tempo da perdere. Necessità inderogabili di bilancio. Via il superfluo! Restino solo il Belfiore & Rosetta, amorevolmente av-vinti sotto il tavolo dell’assenzio comunale.
Non (fiori del) male sarebbe stata questa piece d’autore? O no?
Senza nulla a pretendere”

Eldorado

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Chiostrina romana …

chiostrinaromana(2)

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Luce da Foligno …

lucedifoligno

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Pasquale Belfiore … vorrebbe sapere …

Pasquale Belfiore incuriosito dagli addebiti d’agostiniani …
(e anche noi, altrettanto perplessi, ci associamo alla sua curiosità) …
ci scrive:
“Caro Giorgio, vorrei chiedere a Salvatore D’Agostino quale reato ho commesso. Qualche settimana or sono ha scritto che ho “commesso lo stesso reato (in questo caso presunto)” di alcuni colleghi che hanno avuto problemi giudiziari. Ora scrive che sono “implicato negli strali giudiziari“. Sa cose su di me che io stesso ignoro? Dice di sé di non essere incazzatissimo ma amareggiato. Io non sono amareggiato per quanto mi attribuisce. Solo curioso di conoscere l’origine di questa bizzarra e reiterata attribuzione di reati (a me).
In attesa di dissipare la curiosità, ti saluto cordialmente.”

P.B.

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Vianini? … patchwork …

Patchwork

altri cementi …

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D’Agostino … amareggiato …

“Prof. Giorgio Muratore,
io non sono incazzatissimo, ma amareggiato.
Chiarisco che i miei indecifrabili borbottii e oscuri commenti, come da lei definiti, sono frutto del gioco che riservo a questo blog.
Commenti che io ho definito in queste pagine muratoriani (mi muratorizzo) o meglio, nella prosa dei blogger, snark o troll.
Snark è un neologismo che definisce un nuovo tipo di linguaggio, in cui prevalgono il sarcasmo, l’insinuazione, la malizia e l’intenzione di ferire l’interlocutore.
Troll nel gergo della rete è un individuo che scrive messaggi fuori luogo, provocatori, irritanti, invasivi allo scopo di disturbare le interazioni della rete (in questo caso il blog).
La snarkizzazione, il trollismo o il muratorismo (semanticamente ideale per il dileggio della cultura architettonica) spesso viene utilizzato strategicamente per aumentare in modo facile gli accessi degli utenti.
Facendo la fortuna (anche economica) di alcuni siti, ad esempio Dagospia, ma contrariamente alle sarcastiche e marchettare invettive di Roberto D’Agostino, le sue appaiano inutili, con il piacere sadico di chi non ha niente da perdere o come è stato definito dall’architetto Franco Purini: «è felice solo quando le cose non si realizzano» (presS/Tletter).
I miei commenti giocano imitando il suo stile facile e guascone.
Ho trovato scorretto, che senza una mia autorizzazione, abbia preso un mio commento per scrivere un post con i suoi borbottii, non i miei, decontestualizzandolo e privandolo di senso.
Veda io sono amareggiato per l’incapacità dell’intellighenzia architettonica di reagire all’attuale e funesto stallo dell’architettura italiana.
Sono amareggiato quando in seguito agli arresti di eccellenti architetti, Stefano Mirti invia una lettera a Stefano Boeri invitandolo ad una sana riflessione: «Perché su “Abitare” non promuovete un dibattito vero sulle nuove modalità di rapporto tra soggetti pubblici e soggetti privati?»
Boeri risponde con un editoriale sulla rivista ed invita gli architetti a recuperare il senso civico. Generico e inutile. Difendendo d’ufficio Marco Casamonti (arrestato per abuso di potere e turbativa d’asta) e trova il tempo per scrivere una lettera di risentimento a Luigi Prestinenza Puglisi.
Luigi Prestineza Puglisi scrive sul caso Casamonti, lanciando un monito agli architetti tessitori di alleanze più che d’idee, ma dopo qualche giorno solidarizza con  Vittorio Savi (coinvolto anch’egli in vicende giudiziarie).
Franco Purini, risentito, scrive a Luigi Prestinezna Puglisi e commenta sul blog di Emmanuele Pilia su un’accusa di Marco Alcaro d’incompatibilità di ruoli d’accademico e progettista.  Recentemente Marco Alcaro ha così replicato: «gentile architetto Purini, mi fa piacere sapere che lei non è un docente a tempo pieno, ma io le informazioni le avevo prese dall’albo degli Architetti di Roma, dove come da scheda allegata lei risulta iscritto nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980, se non corrisponde a verità è bene che faccia aggiornare l’albo, del resto con tutti i soldi che paghiamo di quota l’albo dovrebbe corrispondere alla realtà.»
Infine, lei che gioca il ruolo di joker super partes, sul caso Casamonti ha infarcito gustosi post per dopo solidarizzare con Pasquale Belfiore (anch’egli implicato negli strali giudiziari).
Sono amareggiato da questo gioco al massacro senza costrutto.
Da provinciale vedo Roma come il luogo della contemporaneità, non come l’estensione della mia borgata (per utilizzare un termine romano). L’idea che il problema principale di una città di quasi tre milioni di abitanti sia sulle venti-trenta opere di architetti, che indipendentemente dal linguaggio espresso, vengano chiamati ‘archistar’ è umiliante per le mie semplici aspettative.
Come è possibile essere così ciechi e rimanere stupefatti davanti ad una puntata di ‘Report’ dove racconta che nel frattempo c’è stato il ‘sacco di Roma’?
Mentre i borghesi architetti perdevano tempo sui loro borghesi ‘concetti’, Roma è stata cementificata, a discapito della povera gente costretta a contrarre mutui per abitare luoghi disarmanti.
Qual è il vero problema a Roma, l’Ara Pacis?
Walter Siti è uno scrittore che vive il contesto romano delle borgate, ma non da borghese, descrive  Roma:«La borgata come metafora, perché mentre le borgate si stanno adeguando ai valori borghesi, la borghesia assume le caratteristiche della borgata».
Un po’ come il suo linguaggio ..sospeso… da borgataro ma dall’animo borghese.
Infine, io sono amareggiato per le generiche invettive verso le nuove generazioni, spesso descritti come idioti nerd o caddisti senza senso.
Pensare che il problema dell’incultura diffusa in Italia venga dalle giovani generazioni e non dagli adulti avidi dei piccoli poteri pronti a discreditare tutto e tutti, persino i propri figli, pur di galleggiare nel proprio piccolo mondo è intollerabile.
Sa chi sono: Lawrence Edward “Larry” Page, Sergey Brin, Mark Zuckerberg, Bruce Gooch, Bui Tuong Phong, Gabriel Dance, Jorn Barger, Luanne Seymour Cohen?
È gente che da studenti (quindi giovanissimi), aiutati da un sistema universitario o imprenditoriale, non a conduzione familiare, ha cambiato le mie e le sue abitudine, aiutandoci con le loro invenzioni a vivere meglio.
Recentemente Luca Sofri ha scritto un articolo sul settimanale Internazionale dal titolo ‘Costruire nuove complicità’. Analizza le interazioni sul web: «[…] se è vero che una “snarkizzazione” del linguaggio in rete c’è stata, è anche vero che appartiene a una fase infantile del rapporto online con gli altri.»
Il mio auspicio è che questa fase infantile possa finire, non solo su questo blog, ma tra gli architetti che intendono costruire/edificare un’Italia non più basata sulla meschinità della facile offesa.
Saluti”

Salvatore D’Agostino

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Verde Umbria …

verdeumbria

ringraziamo Stefano Salomoni per la foto

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