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L’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE AI TEMPI DI NERONE …
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Ieri, mentre stavamo ufficializzando in Comune il progetto Cantiere OaM Spiaggia, dove cittadini e istituzioni s’impegnano a proteggere la spiaggia rinaturalizzata del Teatro Marinoni, vedere le fiamme dell’Excelsior ci ha ricordato quel che abbiam vissuto recentemente: ci chiediamo se è un caso o è il nuovo capitolo di una storia in cui il fuoco e l’abbandono accompagnano la speculazione, pregiudicando l’interesse pubblico e le ultime risorse occupazionali del Lido. 2km di cenere e macerie a partire dal servizio pubblico dell’Ospedale al Mare, dove Cassa Depositi e Prestiti riparte dal progetto speculativo di Est Capital; alla degenerazione delle spiagge pubbliche, spesso inaccessibili, senza servizi, inagibili o oggetto di una debole tutela ambientale; alla dismissione indotta dell’attività del Des Bains; fino allo svuotamento dell’impresa del Casinò, a partire dal suo spostamento dal Lido, e alla odierna ferita all’Excelsior. Un Lido schiacciato, fin dagli estremi, sotto il peso del MOSE, le cui compensazioni naturalistiche sono assolutamente impercepibili e incoerenti; che ha perso autosufficienza sotto il profilo sociosanitario; che ha visto erodersi un mondo del lavoro sotto la spinta della precarizzazione e delle concessioni senza trasparenza. Nonostante tutto questo perseguiamo un progetto che vede una partecipazione concreta della cittadinanza e delle sue risorse culturali e sociali: intendiamo, insieme, farci custodi del nostro territorio e, con progetti come quello del Teatro e della Spiaggia, rispondere a una situazione oramai inaccettabile. NOI OGGI SIAMO IN TEATRO E IN SPIAGGIA
Ieri, mentre stavamo ufficializzando in Comune il progetto Cantiere OaM Spiaggia, dove cittadini e istituzioni s’impegnano a proteggere la spiaggia rinaturalizzata del Teatro Marinoni, vedere le fiamme dell’Excelsior ci ha ricordato quel che abbiam vissuto recentemente: ci chiediamo se è un caso o è il nuovo capitolo di una storia in cui il fuoco e l’abbandono accompagnano la speculazione, pregiudicando l’interesse pubblico e le ultime risorse occupazionali del Lido.
2km di cenere e macerie a partire dal servizio pubblico dell’Ospedale al Mare, dove Cassa Depositi e Prestiti riparte dal progetto speculativo di Est Capital; alla degenerazione delle spiagge pubbliche, spesso inaccessibili, senza servizi, inagibili o oggetto di una debole tutela ambientale; alla dismissione indotta dell’attività del Des Bains; fino allo svuotamento dell’impresa del Casinò, a partire dal suo spostamento dal Lido, e alla odierna ferita all’Excelsior.
Un Lido schiacciato, fin dagli estremi, sotto il peso del MOSE, le cui compensazioni naturalistiche sono assolutamente impercepibili e incoerenti; che ha perso autosufficienza sotto il profilo sociosanitario; che ha visto erodersi un mondo del lavoro sotto la spinta della precarizzazione e delle concessioni senza trasparenza.
Nonostante tutto questo perseguiamo un progetto che vede una partecipazione concreta della cittadinanza e delle sue risorse culturali e sociali: intendiamo, insieme, farci custodi del nostro territorio e, con progetti come quello del Teatro e della Spiaggia, rispondere a una situazione oramai inaccettabile.
NOI OGGI SIAMO IN TEATRO E IN SPIAGGIA
“Nerone” ristrutturazioni Srl? Se ne sarà andato in fumo anche il vincolo?
Come riportato nella didascalia della foto pubblicata da “Repubblica”, su quell’area dovrebbe sorgere un parco pubblico, ma stando alle prescrizioni del piano regolatore, tale parco dovrà essere collegato a quello del Tevere, nonchè connesso, con un ponte pedonale, al verde pubblico della biblioteca di Roma 3 e del museo della scienza, sulla sponda opposta del Tevere. Un’operazione, questa, che sarà resa difficile (se non impossibile) dall’ingombrante presenza dell’edificio di Purini (qualora venisse realizzato), ma i piani regolatori, si sa, vanno un po’ “interpretati”. Ad ogni modo, quest’incendio ha solo peggiorato un livello di degrado che di fatto poteva già ritenersi grave (già in passato era crollato il tetto di uno dei capannoni del complesso). Peccato, perchè l’intero complesso si sarebbe prestato (e potrebbe ancora prestarsi), ad un’operazione di recupero che avrebbe tutto il valore di una testimonianza storica, essendo quello della Mira Lanza uno dei primi insediamenti industriali della capitale. Un’insediamento tanto più importante tanto più si pensa che sorgeva su un’area strategica, già solo per il fatto che poteva sfruttare, come mezzi di comunicazione oltre il fiume, sia la ferrovia Roma-Civitavecchia, sia il vicino ponte dell’industria, fatti costruire da Pio IX nel 1859, in un tempo che non potremmo certo ritenere un modello di benessere e/o giustizia sociale, ma che, nonostante questo, non precludeva del tutto la possibilità di realizzare le grandi opere (quelle vere)…
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