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- Oggi ci ha lasciati Pietro Barucci all'età di 100 anni.Il Centro Studi, le figlie Clementina, Valentina, Luisa, tutti i nipoti e i pronipoti, si stringono a lui in un caloroso e forte abbraccio e porteranno per sempre con loro i suoi insegnamenti, la sua grande volontà e voglia di vivere. Grazie nonno ci mancherai molto!!Per tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto, i funerali si terranno lunedì 8 maggio alle ore 16:30 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.❤️#pietrobarucci
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Sono uno dei “trombati” e forse giustamente, perché la mia attività didattica è effettivamente limitata a pochi contratti, questi si distribuiti amichevolmente senza nessun criterio logico e spesso sulla pelle degli studenti. La critica che mi sento di fare alla commissione riguarda una certa insensibilità verso la professione anche quando essa è “dignitosa” e “fondata” su valori culturali e teorici intelligibili (…non parlo quindi di segni da archistar)
In effetti tra i molti colleghi che hanno raggiunto l’ambito traguardo ci sono molte figure incomplete: qualche accademico con una buona produzione critica ma professionalmente molto molto limitato, qualche funambolico saggista di riviste che si limita alla cronaca-critica dei progetti-pensiero unico degli architetti onnipresenti.
vi saranno sicuramente gli assistenti, i leccapiedi e i portaborse di ‘cotanti’ professori… (il frutto marcio del ’68: ieri finti contestatori, oggi veri baroni)
basta vedere vedere i nomi… magari hanno scritto anche libri insieme…
Ciò che più stupisce è la forma assolutamente inadeguata dei giudizi formulati dalla commissione. E’ incredibile che dei professori universitari, pubblici dipendenti che dovrebbero avere dimestichezza con atti amministrativi, non sappiano nemmeno compilare un verbale in italiano corretto. Quello che si può leggere nei giudizi sono solo commenti grossolani privi di sintassi.
Caro Simone,
mi stupisce che riesca a vederci solo questo …
Caro Sergio,
chiedo scusa per la limitatezza del punto di vista, ma frequento poco l’ambiente universitario italiano. Il mio è uno sguardo molto esterno: aldilà di probabili giochi di potere che non mi interessano (e che comunque trovo, ovviamente, gravissimi) quello che mi stupisce è che professori universitari non sappiano scrivere un atto ufficiale e non siano in grado di formulare giudizi strutturati sulla base di una valutazione il più possibile oggettiva dei titoli. Quello che ho letto sono solo commenti sgrammaticati e privi di sintassi degni di una discussione da autobus o da bar (con tutto il rispetto per gli autobus e i bar)!
Tra l’altro duole rilevare che é stato valutato anche un candidato, già ricercatore al Politecnico, che nel frattempo era deceduto….Campagnola avrebbe dovuto saperlo!