VIA GIULIA … PAURA DELL’ARCHITETTURA …

Schermata 2013-03-20 a 14.28.16

maria stella commented on: INCREDIBILE … ORNAGHI ESISTE …

“Il ministro ( ancora per poco) Ornaghi tira in ballo l’architettura telefonando al sindaco ( ancora per poco spero) Alemanno per il caso di via Giulia. La Cam ( società che avrebbe dovuto realizzare un parcheggio) tira in ballo l’architettura ( tale per me è il progetto di Cordeschi) per garantirsi un lauto ritorno economico. Il professor Muratore giustamente nota che l’architettura ( quando è valida come in questo caso) mette paura. Forse Ornaghi avrebbe potuto ricordare ad Alemanno che le trasformazioni urbane non possono essere lasciate all’arbitrio di chi chiamato a fare una cosa ne vuole fare un’altra per guadagnare ancora di più di quanto si era ripromesso. Come già accaduto,( così ho sentito raccontare qualche giorno fa ad un incontro alla casa dell’architettura) per il progetto di Sacripanti ( non lo conoscevo e dopo quel giorno lo sono andata a studiare trovandolo meraviglioso) l’architettura non viene giudicata a partire dai problemi che è capace a porre alla città, ma viene stritolata da un ministro che decide di far vedere che è esistito, da un sindaco sordo al bene comune.”

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4 risposte a VIA GIULIA … PAURA DELL’ARCHITETTURA …

  1. memmo54 ha detto:

    L’augusto Perret sembra sostenesse (… in tarda età…immagino…) : “Colui che senza tradire i materiali né i programmi moderni riesce a produrre un’opera che sembra essere sempre esistita, che in una parola è banale, costui potrebbe ritenersi soddisfatto”
    Visto dall’alto, dal satellite, in effetti, ricorda l’architettura di Foschiniana ( …quindi scuola romana, Vagnetti e Pellegrin cani insieme a porci… ecc. ecc….) ; ergo va bene. La rotazione alquanto strana si giustificherà, immagino con i “fognoli” destinati alle auree urine del Foro Equino appena dissepolto..
    Visto dall’altra sponda, senza occhiali e con la luce del tramonto, si intuiscono le masse foschiniane; ancor meglio si potrebbe pensare a vedere la teoria di finestre dalle buone proporzione che insistono su volumi semplici.
    Visto da vicino, invece, le bucature cinopeniche , come direbbe il Gran Lombardo, del basamento ( od ammezzato forse ? …non si comprende bene… ) smontano tutto riconducendo il progetto nell’alveo del solito cliché dell’architetto “modevno” che non può lasciare fuori l’attualità dell’architettura di cartone; le aperture ritagliate nello scatola delle scarpe ; così tanto per contraddire ed inficiare quello che si è affermato poco più in vicino. Che sia la “famosa complessità” ? o la “solita confusione” ?
    Presumibilmente, ma è solo una congettura benevola, sono attribuibili una necessità funzionale; quasi sempre, invece, (…e conosco bene i mie polli…) solo artatamente disposte a soddisfare l’ accanimento grafico da vetrinista-acconciatore-impaginatore rampante; votato all’allineamento inutile e pedissequo di spigoli e spallette.
    Meglio allora non avvicinarsi troppo; meglio rimanere lontani, meglio guardare col cannocchiale: forse ancor meglio, sulla carta. si eviteranno spiacevoli illusioni.
    Saluto

  2. stefanonicita ha detto:

    Questa vista dall’alto ci fa capire un po’ di più questo progetto di cui molti parlano (la chiacchiera è lo sport nazionale), ma che non mi risulta pubblicato in maniera esauriente da nessuna parte, ad esclusione di qualche foto reperibile qua e là.
    Innanzitutto si capisce che non tocca in nessun modo il famoso lotto della moretta, dove invece credo sarebbe il caso di intervenire e non aver paura dell’architettura, sempre se è di qualità e nasce attraverso un processo di selezione fatto bene.
    Nel progetto in discussione invece, a parte strizzare l’occhio ad un classicismo moderno, non riesco a vedere allineamenti o riferimenti dimensionali al contesto e questo mi lascia molto perplesso, perchè forse ci starebbero bene, richiamando la complessità dei lotti romani.
    Quello che mi sorprende ancora di più però è la “paura” di affacciarsi su Via Giulia, proponendo un prospetto piuttosto anomalo (che però è articolato e ricco di elementi, forse troppi), molto più basso degli altri e quindi fuori scala. A quel punto, se si vuole evitare il prospetto allineato in pianta e in alzato, non è meglio un muro di cinta cieco e nudo alla Diener che si allinea solo sulla strada?
    Mi sono fatto prendere dalla voglia di fare il progetto e forse ho esagerato nella critica. Saluti.

  3. Martin G. Conde ha detto:

    ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Roma, gli assurdi progetti di Via Giulia e Via del Corso. I vandali giocano in casa”, il Fatto Quotidiano (21/03/2013) & Prof. Antonio Cederna, “I vandali a Roma”, Opuscolo stampato, (13/05/1956), [SSBAR 2013].

    Fonte / sources:

    — ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Roma, gli assurdi progetti di Via Giulia e Via del Corso. I vandali giocano in casa”, il Fatto Quotidiano (21/03/2013).

    — Prof. Antonio Cederna, I VANDALI A ROMA, (FASCICOLO 1498), MATERIALE A STAMPA: “I vandali a Roma. Testo del discorso tenuto da Antonio Cederna al Ridotto del Teatro Eliseo in Roma, il 13 maggio 1956, Roma, 1956, Opuscolo stampato a cura del Partito Radicale. [SSBAR / ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA (2013)], pp.1-23.

    s.v.,

    — ROMA ARCHEOLOGIA: Palazzo dell’ Unione Militare (1901) – Un mausoleo repubblicanno & due sepolture (V e il VII secolo d.C.) in via Tomacelli, IL MESSAGGERO (21/03/2013), p. 51.

    — ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: VIA GUILIA, ECCO LE PROVE DEL GIARDIANO SCOMPARSO – Un giardino annesso al Collegio Ghisleri 1636. IL MESSAGGERO (17/03/2013), p. 44 & Prof. Benedetto Todaro, Università degli Studi di Roma La Sapienza (2013).

    http://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2013/03/22/roma-archeologia-e-beni-culturali-roma-gli-assurdi-progetti-di-via-giulia-e-via-del-corso-i-vandali-giocano-in-casa-il-fatto-quotidiano-21032013-prof-antonio-cederna-i-vandali-a/

  4. Pingback: VANDALI A ROMA … | Archiwatch

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