IL “CEDERNISMO” … E L’ARROGANZA DEL POTERE MEDIATICO … VIZIO DI FAMIGLIA … DAR SOR ANTONIO ALLA SORA CAMILLA …

39.8

Marco Sedda commented on MARCELLO … UN GRANDE PROFESSIONISTA ROMANO …

LO SVENTRATORE

“Piacentini Marcello: “maestro insuperabile del doppio gioco e della riserva mentale: nei suoi innumerevoli scritti sostiene tutto e il contrario di tutto, e parte sempre dalla necessità di conservare “questa nostra cara e vecchia Roma” per proporne, nel capoverso seguente, la distruzione”.

Antonio Cederna, Mussolini urbanista, Laterza, 1975.

…………

IL NOBILE INTERROMPIMENTO

http://www.fondazionemarcobesso.it/nuovobesso/borgo/img/cr_39_7_11.htm

39.9

…………….

carissimo Sedda …

ha fatto bene a ricordarmi il contributo di Antonio Cederna al dibattito sul diabolico Marcello …

ben più acceso e acido dello stesso Zevi, che ne aveva, peraltro, ben altre motivazioni …

il giudizio di Cederna fu sempre irriducibile e liquidatorio, …

non mi piace polemizzare con un defunto, ma …

ritengo, non da oggi, quell’atteggiamento del tutto inaccettabile …

si condannava Marcello nel nome dell’archeologia …

mentre è proprio nel nome dell’archeologia …

che erano state spesso perpetrate le peggiori nefandezze sul volto della Roma storica …

Cederna fu, senz’altro, un grande giornalista, …

un ottimo comunicatore …

un furente polemista, …

anche se non era poi troppo difficile, negli anni in cui scrisse, …

sparare a palle incatenate sul povero Marcello …

e magari sul “mostro” dell’Immobiliare …

nel suo nome prese avvio l’operazione Ara Pacis …

ottima protagonista della scena radical-chic fu, peraltro, anche la sora Camilla …

che, sia nel caso di Calabresi, sia in quello di Leone, …

si lasciò andare un po’ troppo la briglia …

ché addirittura Napolitano …

avrebbe dovuto chiedere poi scusa in sua vece …

un duo famoso che rappresenta quindi al meglio l’arroganza del potere mediatico …

in un certo ambiente e in un certo periodo storico …

vizi di famiglia, probabilmente …

le cui tracce sono ancora ben leggibili ….

in alcuni giornali-partito stabilmente, da sempre, al centro del potere …

Camilla Cederna

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7 risposte a IL “CEDERNISMO” … E L’ARROGANZA DEL POTERE MEDIATICO … VIZIO DI FAMIGLIA … DAR SOR ANTONIO ALLA SORA CAMILLA …

  1. stefano nicita ha detto:

    certi poteri vanno di pari passo, nel senso che uno non può esistere senza l’altro, sono complementari

  2. sergio 43 ha detto:

    Sottoscrivo, Prof.!

  3. sergio 43 ha detto:

    Peccato! Se fosse stato realizzato ai suoi tempi il “nobile interrompimento” mi sarei risparmiata la corsa a fare l’ultima foto alla Porta di Brandenburgo prima di ritornare a Roma da Berlino. La Città Eterna avrebbe potuto mostrare, tra tante altre meraviglie, la Porta di Branden…borgo e vuoi mettere lo sfondo? Altro che tigli! Per chiudere, vorrei chiedere al Prof se il “terzo braccio” berniniano non sarebbe stata più “nobile soluzione” del “nobile interrompimento”.

  4. memmo54 ha detto:

    L’ “interruttore era fatto anche bene… . ma creare un cannocchiale per poi oscurargli la lente..insomma è.quasi come la piramide di Pei che tutti cercano di saltare con lo sguardo andando direttamente al palazzo che c’è dietro; ben più sostanzioso e più affascinante. Con certi soggetti non c’è storia ..bisogna farsene una ragione.
    Un suicidio progettuale insomma…
    Saluto Ancora

  5. simonequilici ha detto:

    A Professò, pe’ dilla tutta, a quel cispadano de Cederna je staveno sulle scatole puro er sor Michele e er sor Luiggi, mica cavoli. Che si era pe’ loro l’Appia Antica era tutta ‘na villa e ‘na palazza. E meno male che ar Cederna je ce rodeva, che mo’ c’avemo un parco archeologgico che ce ‘nvidia er monno intero! E puro sur sor Marcello c’aveva le sue raggioni, che ner dopoguera quarche artro ber dannerello ner centro de Roma nostra je sarebbe ancora piaciuto fallo…

  6. Marco Sedda ha detto:

    Caro Prof.

    Su Antonio Cederna e sul Cedernismo non la pensiamo alla stessa maniera, spiego meglio:

    Sul Cedernismo facciamo in fretta

    L’Espresso 13 giugno 1971
    Camilla Cederna con altri dieci promuoveva questo appello:

    « Il processo che doveva far luce sulla morte di Giuseppe Pinelli si è arrestato davanti alla bara del ferroviere ucciso senza colpa. Chi porta la responsabilità della sua fine, Luigi Calabresi, ha trovato nella legge la possibilità di ricusare il suo giudice. Chi doveva celebrare il giudizio, Carlo Biotti, lo ha inquinato con i meschini calcoli di un carrierismo senile. Chi aveva indossato la toga del patrocinio legale, Michele Lener, vi ha nascosto le trame di una odiosa coercizione.
    Oggi come ieri – quando denunciammo apertamente l’arbitrio calunnioso di un questore, Michele Guida[10], e l’indegna copertura concessagli dalla Procura della Repubblica, nelle persone di Giovanni Caizzi e Carlo Amati – il nostro sdegno è di chi sente spegnersi la fiducia in una giustizia che non è più tale quando non può riconoscersi in essa la coscienza dei cittadini. Per questo, per non rinunciare a tale fiducia senza la quale morrebbe ogni possibilità di convivenza civile, noi formuliamo a nostra volta un atto di ricusazione.

    Una ricusazione di coscienza – che non ha minor legittimità di quella di diritto – rivolta ai commissari torturatori, ai magistrati persecutori, ai giudici indegni. Noi chiediamo l’allontanamento dai loro uffici di coloro che abbiamo nominato, in quanto ricusiamo di riconoscere in loro qualsiasi rappresentanza della legge, dello Stato, dei cittadini. »

    Ovviamente la responsabilita’ e l’errore di definire i commissari “torturatori” ricadra’ per sempre su di lei e sui 755/757 firmatari (Folco Quilici e Oliviero Toscani negano) tra cui:

    Giulio Carlo Argan, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Federico Fellini, Dario Fo, Renato Guttuso, Primo Levi, Enzo Mari, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Paolo Portoghesi, Giuseppe Samonà, Manfredo Tafuri, Bruno Zevi…

    La crème de la crème.
    Comunque se cerchi di fare la rivoluzione e sai usare le parole come pallottole credo sia facile fare vittime. Oggi questi linguaggi sono sdoganati, nessuno muore, quindi nessuno si vergogna.

    Su Antonio Cederna, che invece non firmo’ quell’appello, non mi smuovo.

    Ho quasi trent’anni quindi non ho avuto il piacere di leggere gli articoli di Cederna contestualizzati, mi e’ capitata tra le mani la nuova edizione de “I vandali in casa” qualche anno fa e l’ho divorata.
    Antonio Cederna, I vandali in casa, 2a ed., Bari, Laterza, 2007.

    Dopo son passato agli scritti di Salvatore Settis

    Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale, Torino, Einaudi 2002.
    Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile, Torino, Einaudi, 2010.

    Poi mi sono riappropriato di quegli anni con Guido Crainz
    Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni ottanta, Donzelli 2003 .

    Con passaggi vari tra cui Sandro Amorosino
    Introduzione al diritto del paesaggio, Manuali Laterza (307) 2010.

    E Paolo Berdini
    Breve storia dell’abuso edilizio in Italia, Donzelli 2010.

    In mezzo ci infilo pure il processo che ha portato all’adozione del PPR della Regione Sardegna e Renato Soru.

    Insomma ho scavato tra le macerie che ci avete lasciato appresso negli ultimi 50 anni. E con voi intendo la generazione di padri e nonni con cui giochiamo a non confliggere.

    Il risultato di questo mio viaggio e’ una sola considerazione:
    Esiste un’ambientalismo alla moda, oggi diremmo démode, che ha sposato la causa radical chic dei fiori e del dove finisce l’architettura e inizia il compost.

    C’e’ pero’ un altra faccia, un gruppetto di poveri fessi che sbagliando molto ma credendoci altrettanto difende l’articolo 9 della nostra costituzione. Ecco a me tutta questa gente mi fa agitare, la loro costituzione e’ la mia. Ho scelto di fare l’architetto per difendere non per distruggere. La tabula rasa di Purini – conato – mi fa vomitare.

    Spesso ovviamente li detesto, a volte mi sembrano tanti Piero Angela mosci e consumati dalla realta’ ma quando torno a casa, sull’Isola, e il mestrale pulisce le narici dallo smog mentre il granito spezza il travertino che mi avete infilato nel cervello, tutto torna.

    Ai voglia a critica’ Zaza, Rem, Frengo e co.
    Solo del nostro paesaggio e della nostra terra dovremmo occuparci, per costruire il nuovo e per capire il vecchio tocca saltare almeno una generazione e aspettare pazientemente uno tzunami.

    Ma lei caro prof. tutto questo gia’ lo fa’!
    Soprattutto quando pubblica quelle splendide foto di pergole assolate…

    Adiosu.

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