FORMOSO …

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Emanuele Arteniesi su MARCELLO … UN GRANDE PROFESSIONISTA ROMANO …

Canta talvolta, canta l’incoerente Eternità. Canta il suo vuoto. E poi che fa? Fa nulla e nulla fa, E ancora nulla e nulla Fa sempre e sempre fa L’Eternità.

FORMOSO
Nel ciclista che reca la donna amata in canna, c’è chi ha veduto la piú recente versione del ratto d’Europa. Ma versioni ulteriori non mancano, come il motociclista che porta la sua bella sul predellino della ruota posteriore. E che dire della Topolino, quest’«ultimo grido» dell’idillio motorizzato? Docile e leggero, il minimo dei veicoli quadrirote a motore a scoppio si lascia guidare da una mano sola, e la destra, libera di comando, può distendersi e cingere le care spalle. Cosí arrivammo a Roma nel luglio1939, attraverso la Cassia tirata lucida e nera per campagne molli di colline, morbide di prati, civilissime di ville.
Il caldo si andava dissolvendo allorché arrivammo al ponte Milvio, la felicità del vespro calava sulla capitale. Anche la Topolino godeva del refrigerio. Non piú fatiche nél’ansimo d’angoscia su per le salite battute dal sole. I suoi polmoni respiravano con ritmo riposato, l’aria traversava armoniosamente i suoi bronchi, il ronzio delle sue ruote sull’asfalto tracciava dietro a noi una scia d’oro. Ebbe il tuo arrivo a Nasso, o Arianna, accoglienza cosí lieta? Scesi con silenzioso andare giú per il Lungotevere, voltai sul ponte Sant’Angelo, m’inoltrai tra le statuone attorcigliate da una immobile pazzia, e a metà del ponte Maria d’un tratto esclamò: «Guarda! San Pietro è scoperto!». Nella sua voce sonava come l’annuncio di un pericolo. La prima impressione fu di un repentino passaggio dal buio alla luce, ma la seconda fu anche piú maravigliosa. I miei occhi vedevano ciò che prima non era possibile vedere. Il mio sguardo aveva acquistato dunque tale perspicacità, da traversare i muri? San Pietro, di cui appena uno spicchio avrebbe dovuto mostrarsi attraverso la fessura dei Borghi, mi appariva intero là in fondo, e come ricostituito nella sua lontana infanzia.
Mi tornarono in mente le parole di Stendhal: «Questa mattina, traversando ponte Sant’Angelo in landò, scorgemmo San Pietro in fondo a una via angusta. Napoleone aveva annunciato il progetto di abbattere tutte le case che si ammucchiano alla sinistra di questa via, e una volta disse che il decreto lo avrebbe firmato suo figlio. Ma il mondo di poi si è rimesso al passo, e il regime costituzionale è troppo timorato per affrontare spese cosí folli».

da Formoso in Casa la Vita di Alberto Savinio

savinio

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Una risposta a FORMOSO …

  1. memmo54 ha detto:

    A mio modestissimo avviso san Pietro ed il Colonnato, “chiamano” la via della Conciliazione.
    Si può discutere su come siano stati costruite le quinte: sul linguaggio forse troppo semplificato, anche timido in fondo: Tuttavia nell’edificio e, soprattutto, nel colonnato c’è già la via innanzi.
    In molti l’hanno inteso e Piacentini ha avuto il coraggio di farlo: Il risultato non è da gettare via: forse trent’anni prima sarebbe stato un capolavoro.
    Saluto

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