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4 risposte a ILCAPOLAVORODIILDO …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Certo che tra il progetto e quanto realizzato c’è una bella differenza!
    Dove si dimostra una volta di più, se ce ne fosse bisogno, che il progetto è giudicabile solo dopo la sua realizzazione, a prescindere dalle intenzioni o volontà del progettista. Non ci sono scuse, purtroppo, che tengano, l’architettura è contemporaneamente progetto e processo di costruzione, nel quale intervengono mille fattori e soggetti diversi che sfuggono sempre al controllo di un solo attore. E se tra progetto e realizzazione c’è una grande differenza, come accede spesso, inutile appellarsi all’impresa, al destino cinico e baro, alla speculazione, alle leggi e quant’altro, perché può significare anche che qualcosa nel progetto non andava. O almeno sarebbe bene che chi fa progetti lo pensasse sempre.
    A maggior ragione oggi, dove la distanza tra rendering e realizzazione è abissale.
    Pietro
    Pietro

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Niente ironia sulla doppia firma. Si tratta solo di errore e non di delirio di onnipotenza.
      Scusate
      PP

    • biz ha detto:

      Non mi pare che ci sia una sostanziale differenza fra il progetto e la realizzazione Pietro.
      Semmai, c’è da individuare uno scarto fra lo schizzo prospettico accattivante (con deformazioni “grandangolari” che danno da pensare che non si trattasse di propettiva “con le regole”) e l’aspetto fotografico che evidenza crudamente quanto abbia un aspetto “vecchio” e “demodè” una architettura degli anni ’50 di un certo tipo, piuttosto corrente allora. Laddove tante architetture antiche non passano mai di moda.
      Comunque son d’accordo con te sul discorso generale. Tant’è che penso sempre più quanto fosse saggio il mio professore G.P. Zuccotti quando diceva che, per vedere se un progetto è buono, bisogna disegnarlo “male” (correttamente ma senza abbellimenti e compiacimenti grafici accattivanti).

  2. filippo de dominicis ha detto:

    Non so per quale ragione, ma ho sempre pensato che Ildo Avetta NON fosse italiano. Dirò di più, ho sempre pensato fosse finlandese. Ma perchè?

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