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Secondo me, nella genesi creativa, è nato prima il bucio e poi tutta la palazzina per crescita omogenea.
…
Nel bucio di quel palazzo passava un bel cipresso che aveva le radici contenute, due piani sotto, in un, chiamiamolo così, bicchiere che adesso, vuoto, spunta dal marciapiede. Dopo un pò, o per mancata manutenzione o per malattia o per cattiva progettazione (questa mi pare meno possibile), il cipresso si seccò e venne tolto lasciando il bucio. Mi son sempre chiesto, fermo al semaforo dell’incrocio Via Chiana-Via Salaria, per quale ragione, in tanti anni, quell’elegante condominio non abbia mai trovato la voglia di piantare un altro cupressus sempervirens e abbia preferito lasciare vuoto il bucio. A proposito di cipressi in città, ieri sono andato a visitare di nuovo Palazzo Barberini e, come ogni volta, ho goduto come un pazzo: Bernini di qua, Borromini di là, Raffaello, Caravaggio, Pietro da Cortona e via sbavando. Per riposarmi di tante meraviglie, mi sono appoggiato al davanzale della Loggia verso Via Quattro Fontane. Di fronte a me, sull’altro lato della via, c’era un meraviglioso attico. Tra tanto verde e a tale altezza spiccava un maestoso cipresso in evidente buona salute. Mi son posto, passata l’invidia, due domande: in quale razza di contenitore poteva essere stato piantato il cipresso e quali accidenti di rinforzi erano stati predisposti sul terrazzo per reggerne il peso?
La risposta al dubbio del perchè non abbiano riempito il buco con un nuovo cipresso è semplice: hanno avuto paura di sbagliare la mira e andare fuori dal buco. Mi sembra ovvio
Pietro
Però questo cupressus sempervirens nel bucio…non saprei…
è meglio il bucio con o senza cupressus?
o è meglio solo il cupressus?
Forse sarebbe stato più saggio non costruire il palazzo.
Come diceva Hemingway nel titolo di un suo racconto: “Breve la vita felice di Francis Macomber”! Così, altrettanto breve, é la vita felice di un architetto. Forse dopo un esame difficile superato brillantemente, forse quando, in una Sessione di Laurea, un signore, stringendoti la mano, ti nomina architetto
poi, dopo, so’ cazzi! e ti viene da pensare che forse sarebbe stato più saggio rimanere ad abitare una caverna, litigandone eventualmente la proprietà con qualche Ursus arctos horribilis!