Guarini per Purini …

“Caro prof. Purini, condivido il suo commento sull’incomprensione dei grandi architetti da parte dei contemporanei perché, da che mondo è mondo, l’architettura si è misurata con il contesto politico, economico e sociale, subendo ingiustizie e, talvolta,miglioramenti. La prova più difficile che l’architettura deve superare è quella del gradimento degli utenti, di coloro che l’abitano. Anzi sono convinta che l’architettura serva a “far abitare”, diversamente è solo esercizio narcisista del progettista. L’altro argomento, da Lei citato, è quello delle critiche ai docenti e al loro modo d’insegnare, che vengono riversate “nell’ambito claustrofobico di un blog, dove sono destinate a rimanere inoperanti generando solo astio, risentimento e sospetto.” Non sono d’accordo, perché proprio il blog offre la possibilità di confronto tra persone che nell’Università non hanno accesso, per non essere più studenti, ma semplici professionisti o utenti della città. Inoltre, il blog offre la straordinaria opportunità di colloquiare con persone da varie parti del mondo, cosa impossibile nell’esclusivo e ristretto ambito accademico. Per le proposte alternative si dovrebbero fare tanti e tanti concorsi d’idee, invece..”

Isabella Guarini

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Guarini per Purini …

  1. francesco bianchi ha detto:

    gentile professor Purini, questa lettera oggi pubblicata sul Manifesto, penso possa valere come risposta alle sue sollecitazioni.sull’insegnare; la riporto integralmente.
    (..)
    È davvero possibile mantenere anche solo la speranza, quando nessuna delle parti chiamate in causa in una lotta sono minimamente dalla parte della ragione e/o della correttezza? Una battuta fatta l’altro giorno tra amici mi ha fatto molto riflettere: «La Gelmini non sa neanche di cosa parla e taglia.. Ma pensa se conoscesse davvero quello che capita dentro l’Università cosa cazzo succederebbe». Apparentemente è un’esagerazione, ma più passano i giorni più mi convinco di quanto questa frase sia profondamente e drammaticamente veritiera. Ho finito ormai da un anno il mio percorso universitario, e nei cinque anni passati dentro questa istituzione ne ho viste di cotte e di crude e di qualsiasi tipo immaginabile. Ho visto una profondissima arretratezza culturale, un immobilismo vergognoso, la parola barone evocata in ogni sua possibile accezione. Insomma, in questi anni mi sono reso davvero conto di quanto questo sistema sia marcio e malato, basato su un gruppo di potere il cui unico e solo interesse è il mantenimento dello status quo, in qualunque senso: non ho mai visto un’innovazione didattica che una in 5 anni, nessuno spirito di ricerca e aggiornamento dei propri programmi e insegnamenti, profondo disprezzo per gli studenti avvertiti come un fastidio e un urticante obbligo di interazione quotidiana. Magari è sempre stato così, del resto lo stereotipo dei «bei tempi andati» è sempre in agguato. Ma il peggioramento è visibile, e chiunque se ne rende conto.

    L’altro aspetto speculare a tale marciume sono gli studenti, naturalmente. La società berlusconiana ha intaccato profondamente tutti, e intendo veramente TUTTI. L’Università è per gli studenti non un luogo di istruzione superiore ma un supermarket di crediti e punti da sfangare nel modo più semplice possibile, con l’esame più «fattibile», con il «prof più buono». Sono poche le persone che cercano di far capire come l’Università invece vada vissuta con spirito critico e conoscitivo, ma sono sommerse da una valanga di arroganza e pressappochismo che vede negli studenti un’onda montante sempre più preponderante.

    I professori dal canto loro, che si fingono vittime di tale processo storico, hanno responsabilità gravi e pesantissime, perché vivono l’Università esclusivamente come il proprio orticello di potere dove sperimentare quotidianamente guerre fra bande alla ricerca di Potere&Prestigio, meglio ancora se sulle spalle del lavoro di numerosi e servili sottoposti. Sono questi professori, che si stracciano fintamente le vesti in realtà non protestando mai davvero quando la politica taglia fondi su fondi (peccato che molti di loro poi siano la politica, ma questo è un altro discorso, immagino), che da decenni distruggono Facoltà storiche creando corsi di laurea barzelletta con l’unico scopo di attirare più studenti possibili, rendendo l’Università un gigantesco baraccone dove non viene offerta un’istruzione ma venduto un prodotto. Gli studenti, già con la mente e la vita distrutta da una società totalmente nichilista si affacciano in questo scenario e l’unica cosa che possono materialmente fare è adattarvisi, perpetuando il mercato e non essendo assolutamente coscienti di quelli che sarebbero i propri diritti-doveri dentro questa istituzione. Ho conosciuto solo due professori, tra centinaia e centinaia, che in cinque anni si smarcavano da questo sistema. Lorenzo e Simone. Mi dispiace Università, ma ti guardo con le lacrime agli occhi, come uno che per sei anni si è spezzato la schiena e sudato e pianto tanto per migliorarti, e ti vedo senza speranze.
    Stefano Caffari

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    Bella, sincera e impietosa l’analisi che emerge da questa lettera al Manifesto.
    Naturalmente resterà senza risposta, specie da parte dei principali attori.
    Una sola inesattezza, o almeno non precisione: al sistema berlusconiano possono essere attribuiti molti sbagli ma non quello dei crediti, che ha radici del tutto diverse, semmai berlingueriane, e comunque appartenenti ad una cultura precedente, e del tutto diversa, all’ingresso dell’autore della lettera all’università. Casomai è stato assecondato quel metodo, ma non inventato.
    Pietro

Rispondi a maurizio gabrielli Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.