Grazie Warter …

Riceviamo e volentieri vi giriamo questa testimonianza “a caldo” …
che rappresenta in maniera esemplare e al di là di ogni ragionevole dubbio il disagio dei “cittadini romani” … “normali” e fuori da ogni pre-giudizio ideologico …

è il disagio di tutti coloro che vedono la loro città (e sicuramente non si tratta solo di un fenomeno estivo capitolino) massacrata, giorno per giorno, proprio da coloro che si riempono la bocca di paroloni e di fregnacce tipo “valorizzazione”, “partecipazione”, “salvaguardia”, “messa a norma”, “modernizzazione”, “riqualificazione”, “armonizzazione”, “globalizzazione”, … e chi più ne ha, più ne metta …

ci scrive Manuela Marchesi:

“vivo nel Tridente, e negli ultimi pochi anni ho assistito allo sfascio della zona, trasformata ad uso e consumo del turismo, del commercio del lusso “made in Italy” e della ristorazione, facendo passare l’operazione come “riqualificazione”…
Tremo al pensiero di ciò che succederà all’Augusteo, lasciato adesso all’abbandono aspettando i temibili lavori.
Penso al Parcheggio del Pincio e alle ripercussioni che le opere di foratura e movimento terra potranno quasi certamente avere sulla struttura di Santa Maria del Popolo, con tutti i capolavori affrescati che contiene, ché entrarci è entrare dentro la Storia dell’Arte …
Senza contare che poi si fanno finte operazioni culturali come il fintissimo Museo Canova al Babuino, dove Canova ci passò forse a chiedere un pò di creta ai Tadolini, antica dinastia di scultori, la cui ultima discendente lasciò i locali nei primi anni ‘90. Nel 1994 lo studio della famiglia Tadolini entrò sotto l’egida del FAI che lo rese visibile al pubblico, insieme allo studio degli arazzisti Eroli sempre sul Babuino, all’altro lato della chiesa greca di s. Anastasio. Due luoghi magici (brutto aggettivo ma ci sta a proposito) che ora sono il primo un finto museo con un vero caffè che invade il marciapiede fatto allargare per la bisogna, e l’altro una galleria antiquaria (?) della quale mi rifiuto di osservare le vetrine per quanto è pacchiana.
Tornando all’Ara Pacis, è brutta, è accecante, è un’operazione commerciale mirata a una cultura superficialmente internazionale e, per chiudere con un quasi pettegolezzo, la Fontana necessita di continui pulizie della parete dove scorre il velo d’acqua, perché il travertino sbozzato diventa nero di ruggine alla velocità della luce.
Un ultimo consiglio: SE PIOVE, NON PASSATE PER IL PEDONALE OPPOSTO ALLA FACCIATA, QUELLO CHE DA’ VERSO IL LICEO ARTISTICO: SI SCIVOLA MALEDETTAMENTE!!!
Mi scuso per lo sfogo, ma questa ne è solo una parte

Manu”

Ringraziamo quindi per lo “sfogo” …
restiamo in attesa … della puntata successiva …
e … attenti … quando piove …

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3 Responses to Grazie Warter …

  1. andrea di loreto ha detto:

    Siete mai entrati all’interno della teca?
    E’ un vero solarium, sauna compresa.
    L’impresa che l’ha costruita ha dovuto apportare un potenziamento all’impianto di condizionamento dell’aria, poichè il progetto originale era sotto stimato rispetto al carico termico reale.

    Un forno arroventato, con una bolletta salata da pagare…
    Ma le serate chic alla “Valentino”, servivano e serviranno a pagare il conto delle bollette??!

  2. manuela marchesi ha detto:

    Ara Pacis story-
    La resa prospettica che era attaccata alla recinzione del cantiere, messa allo scopo di far vedere come sarebbe venuta l’opera, era una mistificazione totalmente irrispettosa dell’ambiente circostante. Vado a spiegarmi:
    1) la chiesa a lato destro era tagliata e ricomposta alla meno peggio
    2)- ancora più grave è che al posto degli edifici di Ballio Morpurgo hanno messo la facciata di Palazzo Farnese, anche quella tagliata e ricucita, riconosciuta dal gioco di mattoncini che fa disegno.
    Ora mi chiedo: chi è stato? e sopratutto chi è tanto sprezzante e ignorante da credere che la gente si può prendere per i fondelli tanto non capisce nulla?
    “Famoje vedé lo stravede, tanto basta che c’hanno ‘Evento”.
    Ho le foto, chi volesse me lo dica.
    Mi rendo conto che un “rendering” taroccato è una minuzia di fronte al resto, ma è il segnale di una leggerezza e di uno sprezzo che permea tutto il resto, o quasi. (non tutti sono malandrini…)

  3. filippo de dominicis ha detto:

    sul tgr il sindaco di viterbo intervistato a proposito dell’odierno trasporto della macchina di santa rosa ammette sorridente di aver mantenuto in piedi l’impalcatura, – cadente e semidistrutta da una tromba d’aria -, oltre che a memoria dell’accaduto (e ci potrebbe pure stare… ), come una sorta di “involontaria” scultura contemporanea, un qualcosa che potrebbe anche ricordare e somigliare, parole sue, e qui il sorriso si faceva piu intenso, al guggenheim di bilbao…
    piu gehry per tutti…no?

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