L’estasi digitale di Fazio … di fronte … all’alba romana …

barocco televisivo per il super-sindaco …

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neanche la Tamaro … aveva meritato tanto …

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mi faccia una domanda cattiva … la prego …

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non potrei mai … mi creda …

in ginocchio da Te …

da Bernini allo Studio Azzurro …

nuvole … estasi … sospiri … e cherubini …

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7 risposte a L’estasi digitale di Fazio … di fronte … all’alba romana …

  1. pinello berti ha detto:

    Ma Giorgio Muratore,
    Mi sono trovato, negli anni, a commentare ad amici new-yorkesi, i Sindaci recenti romani e Loro attività. Durante i tre decenni che precedettero la PRIMA giunta laica del prof. GIULIO CARLO ARGAN, meglio stendere pietosi veli… Petroselli+Vetere migliori dei “socialisti del calcio”. L’attuale Ministro Rutelli ha tra l’altro avuto il GIUBILEO di Santa Romana Chiesa, ben vengano tante “albe colorate” di Walter Veltroni, il cui lavoro ha rimesso Roma al centro di interesse mondiale.

    pb

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Veltroniade uno
    E che c’è di male se uno scrittore debuttante ha la fortuna di presentare la sua prima fatica letteraria in una rete nazionale? Che c’è di male se una giovane promessa della letteratura italiana ha la incredibile occasione di esordire in un teatro alla presenza di notabili dello spettacolo, della cultura, della politica, più contorno di presenzialisti che fanno tanto marketing. Qualcuno potrebbe osare pensare che abusa della sua carica pubblica per pubblicizzare il suo libro. Tutti i proventi delle vendite saranno devoluti alle casse del Comune che li utilizzerà per piccole opere pubbliche, come per esempio rattoppare qua e là bucarelle stradali.

    Veltroniade due
    In un film di Fantozzi un dirigente della ditta, patito di sport, obbligava tutti gli impiegati a fare gare massacranti, nelle più disparate discipline sportive, tra canoa e ciclismo, per soddisfare le sue aspirazioni soffocate. Ora c’è un patito di cinema, già critico cinematografico, che si è inventato una festa del cinema in una città che già vive di cinema 365 giorni all’anno. I comuni cittadini romani ne avevano necessità!? O piuttosto si tratta dell’ennesima trovata per soddisfare la fame di protagonismo dei vippaioli nostrani? Da aggiungere alle finte feste di beneficenza e alle pseudo iniziative culturali.

  3. Fabio Coppola ha detto:

    Io vorrei fare solo un appunto; ma un sindaco tanto attento a pubblicizzare una città, spendendo milioni e milioni, dovrebbe essere altrettanto attento a non far tassare i poveri turisti già abbastanza tassati dal caro città dei tanti malandrini romani nostrani quali taxsti bar chioschi che pensano ancora al turista come pollo da spennare, bé in un paese dove il turismo è il carro trainante mi fa sorridere una tassa di soggiorno che rievoca gli anni ’70. Della serie facciamo pagare i tanti che vengono, per far divertire i divi di holliwood e i tanti prodotti mediocri delle tv nostrane. Veltroni mi sembra al pari del taxista che chiede 1000 euro alla comitiva di giapponesi per una corsa dall aeroporto al centro……
    Noi ci divertiamo con il cinema e ci facciamo ombra con il colosso di Maier mentre francesi spagnoli e addirittura croati e greci sponsorizzano la loro terra per attirare i turisti alla ricerca di uno spicchio di mediterraneo a ragionevole costo e altrettanto ragionevolmente tassato o forse dovrei dire incentivato.

  4. filippo de dominicis ha detto:

    Fazio: -Sindaco…con la sua storia…ora è su Class…-
    Sindaco:-E’ la lotta di Class!!!!-
    Geniale, no? O era preparata?

  5. isabella guarini ha detto:

    Penso che Roma non abbia mai perso il suo ruolo di essere il centro mondiale della cristianità e della storia europea. Certo, le palllide albe della storia recente aggiungono qualche sfumatura al giallo ocra dei tramonti romani, ma nulla di più.

  6. pasquale cerullo ha detto:

    Veltroniade tre (e con questa la smetto)
    E cosa sarebbe accaduto se il Nostro fosse stato un appassionato di architettura? Avrebbe avuto il monopolio delle idee su tutto? Eppure qualcosina… in via Veneto vuol far rinascere la dolce vita, una pura invenzione felliniana. Ed allora che fa? allarga i marciapiedi; e le auto? andranno più lente, parcheggeranno lo stesso in doppia fila, aumentando il traffico e l’emissione di gas di scarico nell’aria. Io credo che quando le mode cambiano c’è un motivo.
    Meno male che Roma non è una moda. Gli imperatori passano Roma resta.

  7. pasquale cerullo ha detto:

    Veltroniade quattro (ah, avevo detto che era l’ultima? pardon)
    Siccome il Nostro è sensibile alle critiche ecco come se ne è uscito: ”La Festa del Cinema di Roma e’ un evento popolare, rivolto ai cittadini, agli spettatori, alla comunita’. Anche per questo l’omaggio che la Festa rendera’ a Luigi Di Liegro, con la proiezione in anteprima del film sulla sua figura e la sua opera rappresenta un motivo di grande soddisfazione… Quello che sta per iniziare non sara’ dunque un evento in smoking, ma una grande festa del cinema. Con un biglietto a prezzi popolari, senza privilegi e con lo sguardo rivolto ai giovani e agli spettatori”.
    Chiamasi coda di paglia. Kidman Connery Gere liquidati con un assegnino rimborso spese? Le major americane che acconsentono la visione delle inedite pellicole a prezzi popolari?
    E cosa c’entra Don Luigi Di Liegro con tutto ciò?
    Il linguaggio politico è straordinario, io ti organizzo una manifestazione che è l’apoteosi dell’inutile, dello snobbismo e dello spreco di soldi pubblici e poi te la rivolto come un evento di grande valore sociale.

    Veltroniade cinque
    Se “il cinema è Roma” perché invitare le star americane che pubblicizzano i propri film americani?
    È evidente che c’è una forma di dislessia perché Roma ha poco a che vedere con questa kermesse.
    E siccome bisogna essere propositivi, a Walt Velt ‘non’ sarà forse sfuggito che Roma è stata un grande set cinematografico per memorabili pellicole! Perché non segnalare i luoghi dove si sono girate le scene del neorealismo e dei film dei grandi registi che hanno frequentato questa città? Si potevano ottenere due risultati: impegnare ragazzi dei quartieri pertinenti questi scenari metropolitani e far brillare una volta tanto di luce propria ambienti periferici dimenticati; oltre tutto è anche interessante verificare la trasformazione urbana. Gli amanti del cinema non si sarebbero lasciati sfuggire le strade pasoliniane, ora affondate in abissi di cemento oppure il quartiere dove il ‘ladro di biciclette’ veniva accerchiato. Io ci sarei andato, perché IO AMO IL CINEMA. Era troppo ‘poco’ costoso? bastava far venire un Gere di meno.

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