Zaha … a Pienza …

Giancarlo Galassi: …

“Se vado con lo sguardo alle annate di riviste
sugli scaffali della mia libreria non riesco a ricordare al volo un articolo con un prologo come quello che presenta il Maxxi nel Casabella in edicola, con un’imbarazzante ‘excusatio non petita- accusatio manifesta’ sul suo costo spropositato. Viene riesumato addirittura Pio II sul Rossellino a Pienza: «hai fatto bene a mentirci sulla spesa futura dell’opera; se ci avessi detto il vero non ci avresti mai persuaso a metter fuori una sì gran somma», come non fossero passati 600 anni tra l’esercizio del potere temporale da parte di un vanaglorioso Papa Re e l’amministrazione del nostro patrimonio di contribuenti da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Che sia ora di cominciare a discutere dei costi di costruzione e di gestione delle opere delle archistar era stato auspicato anche da Purini alla conferenza inaugurale dello stesso Maxxi, ma la nostra cultura, forse per non mettere in imbarazzo interessi politici e produttivi, non ha colto allusioni neanche tanto velate. Purini portava ad esempio la cifra standard di 3 milioni di Euro messa a disposizione dalla CEI a una “non-archistar” per costruire una parrocchia comprese revisioni prezzi e opere d’arte (teneva a riferimento il suo lavoro di Lecce) e la confrontava ai 18 milioni spesi per Meier-Michetti e Tor Tre Teste.
Chissà se Casabella, amplificando a livello internazionale
una polemica locale da quattro soldi, non abbia involontariamente messo a disagio la Hadid rendendo pubblica e ‘in english edition’ la sua inaffidabilità nella gestione economica di un progetto.
Tentiamo un
grossolano riepilogo usando stavolta anche i dati tratti dalla relazione di progetto pubblicata dieci anni fa su Casabella670 cui ci rimanda il recente articolo.
Nel 1998 il Maxxi doveva costare tra i 50
(IlSole24Ore) e gli 80 (Casabella785) milioni di Euro (da convertire in lire) e aveva una superficie lorda di 26.000 mq (Casabella670). A
consuntivo 2009 è costato 150 milioni e la sua superficie, non essendo stati costruiti un paio di ‘padiglioni’, si è ridotta a 19.640 mq (Casabella785).
Costo al 300%. Superficie al 75%.
Non dubitiamo
dell’entertainment a tripla altezza del Maxxi, perché è proprio questo adolescenziale toboga che abbiamo pagato caro, però la superficie espositiva del Maxxi (Casabella785 p.7) è solo di 10.000 mq e se la si confronta con la superficie lorda di 15.000 mq del Museo de la Memoria de Andalucìa di Granada a firma Alberto Campo Baeza pubblicato nelle pagine successive si deduce che le aree espositive dei due musei sono pressoché uguali ma il museo di Granada è costato appena 35 milioni di Euro (il dato è su Internet) e questo è un valore, considerando Euro/mq, ben confrontabile con il preventivo iniziale del Maxxi. Nella
relazione (Casabella 670 e 785) la Hadid disconosce «lo spazio della galleria orientato all’oggetto» e rigetta la «bianca neutralità della maggior parte degli edifici del XX secolo», però mi sembra (ma mi sbaglierò sicuramente) che quando si è trattato nel 1998 di far tornare i conti del preventivo siano stati proprio quelli i riferimenti architettonici estimativo-tecnologici usati.”

G. G:

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Calatrava romano … lavori in corso …

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La villetta di Curzio …

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Elogio dell’ecomostro …

Sergio, “confuso”, … rispondendo a Isabella: …

Non mi confondere, Isabella! Vuoi dire che data la legge sulla protezione del paesaggio, si doveva impedire la costruzione di Casa Malaparte e lasciare lo scoglio alle lucertole, alle serpi e ai gabbiani? La casa si vede dall’alto, esso stesso scoglio tra gli scogli, sullo sfondo verde-azzurro del mare. Anzi, data la bravura dell’Uno o dell’Altro, un puro cristallo minerale incastonato nello scoglio scolpito dalle onde. Vuoi dire invece che bisognava lasciare intatto lo “scoglio famoso” perchè la legge lo esigeva? (Poi “famoso” perché? Perchè quello scoglio di calcare sta lì o perchè l’uomo, intervenendo e trasformandolo, lo ha reso l’opera d’arte che noi apprezziamo? Non la apprezzeranno di certo lucertole, serpi e gabbiani che vi nidificavano! Ma chi se ne frega di lucertole, serpi e gabbiani! Facessero il piacere di spostarsi da qualche altra parte! Alla fantasia e al gusto di qualcuno é venuto il desiderio di costruirvi la propria tana e solo questo conta!). Vuoi dire che non bisogna mai intervenire? Vuoi dire che non conta studiare il paesaggio con una attenta lettura e, dopo averne valutato i valori irrinunciabili che debbono essere le indicazioni commisurative a una eventuale trasformazione, progettare di conseguenza? Tu mi dirai di sì, dati i tempi oscuri che viviamo dove la vincono sempre o quasi sempre ingordigie affaristiche, culture alla canna del gas, amministrazioni insaziabili. Allora che facciamo? Chiudiamo baracca e burattini? Proclamiamo la morte dell’Arte e dell’Architettura? D’altronde, avendo la nostra società, il nostro romantico e nichilista pensiero, proclamato la”morte di Dio”, ne consegue ineluttabilmente che tutto é morto!! Ma forse é morto soltanto il nostro mondo, il nostro Occidente! Morto di delusioni, dubbi, aspettative esagerate, normative che i mostri che ci circondano, e che non sanno di essere anch’essi destinati alla morte, non riconoscono, morto di un disumano, velleitario e contro producente “politicamente corretto”, morto perchè le leggi naturali che hanno permesso il susseguirsi delle generazioni su questo pianeta sono sconvolte, giorno dopo giorno, dall’Artificio e dalla Tecnica. Forse l’altra chance che il Padreterno ha voluto darci dopo la delusione di Adamo ed Eva, incarnandosi per opera dello Spirito Santo in Gesù Cristo, per onorare il quale i nostri avi hanno innalzato templi, cattedrali, guglie e cupole, é stata fatica vana. Siamo irrimediabilmente predisposti al suicidio! Te possino! Quanta confusione mi hai messo in testa con affermazioni che, forse, ho anche male interpretato!

S. M.

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Lontano …

Da Emanuele Arteniesi …

“Montagna sacra. Lontano da due edifici moderni romani”

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L’Architettura … è una casa seria …

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100° … 150° …

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Fritz … da Metropolis … ai Faraglioni …

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Casa come me …

Alberto, … Adalberto, … ma, … soprattutto, … Curzio …

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Protagonisti … dalle idee chiare …

Chi ben comincia …

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