Caprotti … Makowecz … Rykwert ..
tre in una botta sola …
“Caro prof.,
A proposito di cupole eseguite a regola d’arte, un piccolo-grande esempio di cupole italo-nordafricane; l’ospedale di Kaedi in Mauritania, del 1979, premio Aga Khan per l’Architettura. Manodopera locale, mattoni prodotti con forni realizzati ad hoc, cotti con gli scarti della lavorazione del riso.
saluti e a presto!”
Filippo
Arnaldo Foschini, Santa Rosa a Viterbo, 1908-’10 …
a ventiquattro anni … tanto per cominciare … alla toscana …
Sergio Marzetti: …
“Per onorare il Professor Muratori auspicherei che il Vicariato di Roma volesse portare a compimento la chiesa dell’Assunzione di Maria Santissima al Quartiere Tuscolano. Nell’immagine che sta a corredo del blog si può vedere il plastico e la sezione della chiesa che adesso si limita alla cripta che, come una catacomba, sta sotto il piano stradale. Sono passati sessant’anni e il completamento dell’edificio, posto di fronte al palazzo a V di Largo Spartaco, porterebbe a conclusione il disegno unitario del quartiere, nobilmente popolare, anch’esso visibile qui sopra. Troverei interessante il confronto dialettico con l’altro intervento urbano, parimenti unitario, del quartiere Don Bosco sull’altro lato della Tuscolana. Anche se iniziato da Rapisardi prima della guerra, giunse a conclusione negli stessi primi anni ‘50 dell’intervento muratoriano. Don Bosco mantenne il linguaggio tipico degli anni 30, tanto che Fellini vi girò alcune scene, immaginandolo come un angolo dell’EUR, per il suo “La Dolce Vita”, film che portava alla luce il degrado e lo smarrimento di una società alto borghese, incapace di assumersi responsabilità. Al contrario, la cosa mi colpì, Monicelli, dovendo dare uno sfondo al degrado e allo smarrimento di una classe piccolo borghese, adusa alla piccola corruttela e incapace di fondare anch’essa la propria responsabilità sul merito, scelse di girare alcune scene del suo “Il Borghese Piccolo Piccolo” proprio lì, a Largo Spartaco.
Completare la Chiesa di Saverio Muratori significherebbe per me anche portare a termine la memoria di un periodo storico che sta a fondamento, nel bene e nel male, forse più nel male, della nostra democrazia repubblicana.
S.M.
Dopo sessant’anni … sarebbe pure ora …
Cristiano Cussu: …
“Oggi è diventato difficile anche costruire bene un muro, un basamento, una facciata, un cordolo, un pavimento, un tramezzo, una finestra… In Italia avremmo ottimi e pure grandi architetti, ma dove sono finite le imprese costruttrici capaci non tanto tecnicamente ma economicamente, finanziariamente, eticamente di realizzare architettura come facevano Piacentini, Brasini, Michelucci, Vagnetti, Muratori, Giovannoni, architetture ben pensate e altrettanto ben costruite?
Oggi esiste il ribasso d’asta, il resto rimane nelle immagini delle riviste e nelle fotografie di speranzosi fotografi.
A Firenze l’orrendo tempio massonico di Leonardo Ricci, detto anche Palazzo di Giustizia, e l’adiacente Cassa di Risparmio di Giorgio Grassi, sono costruiti allo stesso identico modo, pur presentandosi come edifici antitetici: grandi quantità di ossature in calcestruzzo armato rivestite di sottili lastre di “pietra” (previa immancabile e decisiva “parete ventilata”), nel primo caso a mimare bambinesche composizioni di fantasia anni ‘70, nel secondo i partiti architettonici “berlinesi” di una città che a Firenze è finita nell’Ottocento e che dopo non si è più vista.
Ogni tanto mi diverto a dire che se ci fosse una moratoria sull’uso del telaio in cemento armato forse inizierebbe anche a migliorare la qualità costruttiva della nostra edilizia, e forse anche quella della nostra architettura…”
C.C.