Ma da là sopra non si vedeva il mare? …

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“Copiare va bene…e se lo si fa con grazia, pudore e riverenza, è a mio parere cosa nobile ed apprezzabile…
Ma qui si è esagerato. Dia un’occhitata professore.
Saluti
Andrea Balletti.

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UN PONTE PER LO STADIO …

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Ponte dei Congressi: ecco come sarà con 25 milioni (dopo 15 anni)

per valorizzare Torrino e Tor di Valle …

grandi manovre atlantiche di Parnasi …

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“Stadio della Roma,

il contratto non si tocca Parnasi vuole …

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QUELLO CHE RESTA DELLA SCUOLA ROMANA …

VALLEGIULIA

Nei​ giorni 3, 4, 5 giugno, l’attività dei Laboratori di Progettazione architettonica del primo, secondo, terzo e quarto anno, a.a. 2014-2015​ ​del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico, si concluderà con la manifestazione​:​

“Laboratori di Progettazione A​rchitettonica a Porte Aperte”.

Gli studenti mostreranno il lavoro svolto attraverso gli elaborati grafici e i modelli tridimensionali prodotti nel semestre di studio. L’orario è tra le 10,00 e le 18,00, le sedi sono Valle Giulia e via Gianturco.

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FORZA ROMA … TOR DI VALLE … MISTERO LAFUENTE …

195727419-4779c5fe-fa71-4e1e-a566-2634887f6a02 Schermata 2015-05-27 alle 11.26.35http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/05/26/news/stadio_roma_il_dossier_pronto_per_il_15_giugno_ma_architetti_e_urbanisti_lo_bocciano-115316937/

“Da Fuksas a Portoghesi è un fiorire di critiche e invettive contro il nuovo stadio della Roma…ma nessuno che faccia cenno all’inaccettabile demolizione del capolavoro di Lafuente”

Andrea Bentivegna

……………

eppure tra i progetti pubblicati …

ne spunta uno che salverebbe ippodromo e tribune …

una vecchia ipotesi superata …

o un ripensamento? …

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L’ARCHITETTURA QUANNO C’E’ SE VEDE …

CAM04266“Caro Prof.,
è vero! Puoi anche avere la testa tra le nuvole….no! un architetto non deve mai avere la testa tra le nuvole!….puoi anche essere distratto dai tuoi mille pensieri però, come dice Lei, “L’ARCHITETTURA, quanno c’è, se vede”. Lei lo dimostra con l’elenco di dettagli, di colori, di misure vitruviane. Ma l’ha mostrato anche Eldorado in quella semplice casetta verso Miseno dai colori e dalle misure mediterranee che, pur schiacciata tra due anonimi caseggiati, è così vivida e vitale. A me la stessa impressione capita ogni volta che mi si chiede di andare a prendere a scuola le mie nipotine. Questa bianca casetta che le sta di fronte, anch’essa schiacciata tra due anonimi condomini periferici con le verande sfacciatamente abusive, attira ogni volta la mia attenzione come l’eleganza e le giuste misure di molte mamme che richiamano i loro pargoli attira rispettosamente e naturalmente il mio fuggevole sguardo: essenziali, senza niente di superfluo, con le giuste misure. Ogni bambino immagina così l’archetipo di casa che è chiamato a disegnare. Per quanto pochi della mia generazione l’abbia inteso, compreso, studiato negli anni di Valle Giulia se non i lettori di “Controspazio”, Aldo Rossi lo riconosco soprattutto in queste parole che desumo, per sintetizzare e se non è volgare, da queste righe di Wikipedia: “La sua soluzione è stata l’utilizzo degli Archetipi. Questi sono delle forme ricorrenti nella storia dell’architettura, forme che vanno a costituire un vero e proprio richiamo alla cittadina (?) esistente, rendendo il proprio risultato allo stesso tempo innovativo e tradizionale. Molti sono stati gli archetipi utilizzati da Rossi nella sua carriera e la loro bellezza sta nella facile riconoscibilità da parte di tutti, sia dall’esperto che dal ragazzino”. Questo piccolo edificio mi fa anche tenerezza perché apprezzo la sua resistenza a una urbanizzazione che l’ha circondato, lui che dominava dal suo poggio, fino a pochi decenni fa, la campagna vuota. In Cina, queste case che provano a resistere al cemento, le chiamano “case-chiodo”! Certo, questa bianca casetta avrebbe bisogno di qualche restauro ma l’anziano signore che silenziosamente vi vive, senza curarsi della confusione dell’uscita dei fanciulli, dedito alla sua pergola di vite, al suo orto, ai suoi piccoli lavori, suscita, quanto basta per lenire una coscienza urbana deviata, la mia invidia. Anche la targa della via le porta rispetto, ricordando una grande famiglia. Vi abiterei volentieri, come tutti quelli che hanno sognato troppo e adesso sono un po’ stanchi. Per esempio, non riuscivo a capire l’insistenza di Renato Nicolini a voler recuperare il Quadraro nel quadro del PRG. Mi sembrava ci fossero altre urgenze, specialmente da quando ero andato ad abitare poco lontano in un quartiere che, tra Comune, cooperative bianche e rosse e imprese sfuggenti, lottava per portare a compimento il piano di zona. Per me di San Giovanni, Quadraro o Mandrione erano zone da non frequentare. All’improvviso erano diventate invece necessarie scorciatoie per tornare a casa. Il pensiero di Pasolini avvolgeva quelle casette a uno, due piani come il vicino Gordiani. Così è stato fino a pochi anni fa finché il costo delle abitazioni e la zona, comunque ottimamente servita, l’ha reso appetibile al mercato immobiliare. Qualche giovane architetto, amico di mia figlia, vi è andato ad abitare rinfrescando le mura. Molti abitanti stanno seguendo il civile esempio di ridare dignità al piccolo quartiere stretto tra l’Acquedotto Felice e il Mausoleo di Alessandro Severo detto “Monte del Grano”. L’ultimo arrivato ha azzardato una piccola ma significativa costruzione. Anche lui, per l’eleganza delle semplici soluzioni, evidentemente un “compagno di merende” (i giovani architetti infatti hanno difficoltà molto spesso a mettere insieme pranzo e cena), ha osato mettere insieme soltanto quattro mura e due spioventi, come il “casus belli” di questa conversazione. Ne è uscita fuori una signora casa che si ricorda anch’essa molto più delle palazzine anonime anni ’60 che la precedono. Logicamente non faccio l’elogio della casa unifamiliare. Lo stessa istintiva attrazione che lascia alle spalle ogni intellettualistica convinzione, me la causa il grande edificio di Saverio Muratori a Piazzale Spartaco o l’edilizia di Viale dei Romanisti a Torre Spaccata. Solo che adesso si comprende l’intelligente lettura di una edilizia e di una zona, come tutte le periferie considerata anonima e priva di attrazione, fatta con encomiabile anticipo e con finezza da Renato Nicolini. .Anche l’articolo di Renato sull’edilizia del Quarticciolo non era soltanto un omaggio a suo padre ma la riaffermazione che ”l’Architettura è cosa diversa da come ce la raccontano”. Logicamente lui immaginava, da politico schierato, una soluzione pubblica d’intervento ma tant’è. Molto meglio questo che il nulla in cui il Quadraro e tutta la cintura potrebbe essere costretta a sprofondare. E’ sufficiente aumentare loro, non appena il cittadino con i suoi sacrifici vuole uscire fuori dal disagio, le rendite catastali e tutto il resto.
Sergio 43

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COLLA SQUADRA E COR COMPASSO …

raffa-640x640-1 2Andrea Di Martino su: “Ma Milan, l’è on gran Milan” …

… “Logo … di grande qualità, perchè capace di un equilibrio sofisticato e essenziale tra la storia del Politecnico e i …

“nun sarà che quer compasso evoca sinistri riferimenti massonici?!”

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“1000 ARCHITETTI PER MIRAFIORI” … SPERIAMO CHE ANCHE QUI NON CI SIA SOTTO LA FREGATURA …

957_IMG_3231http://www.concorsomirafiori.it

“Sono oltre 1000 i professionisti che hanno scaricato il bando del concorso di idee per il riutilizzo dell’ex area logistica della Fiat a Mirafiori, lanciato il 20 aprile da TNE Torino Nuova Economia, la società partecipata che dal 2005 gestisce le aree ex industriali di Mirafiori. Di questi, circa cinquanta partecipano al sopralluogo dell’area.
I professionisti delle riqualificazioni urbane che hanno scaricato il bando da divisare.com hanno provenienza sia italiana sia straniera, grazie anche al traffico del sito per il 50% estero.
Anche concorsomirafiori.it, il sito creato ad hoc da Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino, segnala un alto numero di utenti stranieri. Dal lancio del 20 aprile il sito è stato visitato da oltre 3.700 utenti” …

Comunque …

diffidare sempre dei numeri …

buoni solo per il marketing …

e i politicanti …

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NON DIMENTICHIAMO LAFUENTE …

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Roma, il nuovo stadio pronto a metà 2018
“A Tor di Valle già spesi 55 milioni di euro”

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MAURO ANDREINI …

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http://www.mauroandreini.it

Mauro Andreini. TDN – 1400b PISTOIA

“Mauro Andreini. Terre di nessuno”

acquerelli e fotovisioni 2007-2014

Sale affrescate del Palazzo comunale

PISTOIA, Piazza del Duomo 1

5-17 Maggio 2015

“LA TENDENZA E’ COME ER CELACANTO” …

DOLCE E SALATO … DELIZIA DEL PALATO …

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SAREBBE QUESTA LA “BUONA SCUOLA”? …

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“Caro professore, leggendo le notizie mi sono imbattuto in questa e mi son detto: ma guarda il caso…3000 scuole partecipanti e vince proprio questa!
… Sarà mica questo che il (P)artito (D)epravato al potere intende per “la buona scuola”?????

Dove bisogna arrivare in Italia con la corruzione, collusione, nepotismo, mafia ecc. perché un governo (non eletto) venga cacciato a calci???”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/29/expo-2015-m5s-sorteggiata-la-scuola-diretta-dalla-mamma-del-ministro-boschi/1638136/

Ettore Maria Mazzola

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