Viva l’Italia dei Geometri … Gran maestri a Roma … dopo Meier … Mr. Rocchi … anche sull’altra Ara …

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finalmente svelato …
il secondo mistero del lungotevere …

“nu’ lo scoprono più … perché … se vergognano” …

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dallo sdoganamento … allo sputtanamento … il passo è breve …
finalmente “il Moderno” … nel Centro Storico di Roma …
bravo Manieri … bravo Rutelli … bravo anche Walter …
non sarà Loos e neppure Rossi, …
ma farà lo stesso la sua la sua porca figura …

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‘na bella palazza “alla romana” era quello che ce voleva …
per la sora … Agrippina …
sopra la villa romana …
alle falde del Gianicolo …
davanti alla Porta di Santo Spirito …
dirimpetto all’abside dei Fiorentini …
a due passi da San Pietro …

se questi sono gli architetti “designati dal Ministro” …
e che siedono nel Consiglio Superiore BB CC,
(nel caso specifico, quasi ininterrottamente, dal ’93) …
c’è di che stare tranquilli …
viva l’Italia dei geometri …

PS:

naturalmente non è questo l’unico “dono” del sullodato architetto alla sua città …
ché dalle cronache recenti leggiamo: …
“Per la festa della Repubblica, il prossimo 2 giugno, Roma si regalerà due ascensori panoramici che permetteranno a tutti di visitare la terrazza delle Quadrighe sopra il colonnato dell´Altare della patria, finora aperta soltanto in occasioni particolari … A dirlo è stato Alessandro Nicosia, presidente della società Comunicare Organizzando che gestisce gli spazi espositivi del Vittoriano: «Un´apertura fortemente voluta dal ministro Rutelli che ha visto crescere in questi dieci anni il Vittoriano come spazio sempre più di riferimento della cultura capitolina, e che vuole rinnovarne il ruolo centrale e nodale nelle prossime manifestazioni celebrative» … E lo spettacolo per i visitatori romani e di tutto il mondo non sarà soltanto la vista mozzafiato sulla città dalle Quadrighe, ma anche la salita degli ascensori, che, arrivando a 62,26 metri dal suolo, sarà trasparente per non intaccare lo stesso Vittoriano. Forse si pagherà un biglietto per salire, ma ad avere l´ultima parola sarà Rutelli.” …

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Grazie, grazie, grazie … grazie di cuore … a tutti e tre, …
ma tutti ‘sti “regali” … teneteveli pure …

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14 risposte a Viva l’Italia dei Geometri … Gran maestri a Roma … dopo Meier … Mr. Rocchi … anche sull’altra Ara …

  1. vgberti ha detto:

    Evviva,
    finalmente potranno salire la collina del disonore di “botticino” di marmi bresciani di Giuseppe Sacconi, anche i ” divers-abili ” oppure vanno ancora interdetti in quanto ” inferiori ” e dunque vittime delle barriere che quando vi è vera architettura ( cfr. L.C. ) per definizione non esistono?

    pinello berti

    isola del giglio,
    arcipelago toscano

  2. isabella guarini ha detto:

    Proprio il neo Ministro ci ha insegnato, con l’Ara Pacis, che tutto può essere rimosso. Abbiate fiducia e vedrete che anche le appendici trasparenti dell’Altare della Patria, spariranno per mancanza di manutenzione. Chissà chi pulirà i vetri per far vedere il panorama della città eterna? O saranno ricoperti dai graffiti metropolitani. Transeat!

  3. Valentino Chiapparelli ha detto:

    collina del disonore !?…”Quest’ opera non ha finora ottenuto l’ approvazione della critica e del pubblico, probabilmente perchè vale qualcosa e perciò disorienta gli incasellatori dell’ intelligenza.[..] Perchè in esso risplende la forza unitaria di una buona intenzione, anche se corrotta dalle cattive intenzioni dell’ epoca; e lo sforzo di chi vuol fare il meglio possibile, la cosa più bella del mondo, e non è abbastanza furbo per >; ciò che manca in tante opere d’ oggi, anche d’ architettura funzionale.” Cesare Cattaneo lo aveva capito nel 1941 ma c’ è ancora chi non lo capisce…

  4. pasquale cerullo ha detto:

    Non è architettura ma un monumento scultoreo. Per tutta la seconda metà dell’800 le accademie furono piene di disegni simili di esercizio fatte da studenti, (anche insospettabili, che appena usciti dalle scuole virarono verso la modernità). Era l’accumulo di tutte le lezioni e le contemplazioni delle antichità, manufatti pomposi, astrusi, farraginosi, irrealizzabili per la loro mole. L’originalità del monumento a Vittorio Emanuele è l’essere stato fatto. Una nota di merito va data a Sacconi… la meraviglia dell’Altare della patria, non sta sopra ma sotto. Sono le fondazioni.

  5. vgberti ha detto:

    Cari Cerullo pasquale; Chiappa-relli va-lentino; Guarini Isa-bella,
    Tornate a studiare prima di dare giudizi che Vi rendono visibili sì, ma sopratutto risibili, al pubblico di “Blog”, per la Vostra presunzione ed ignoranza delle storie e quel che è peggio delle Architetture, quelle con la A maiuscola.

    pinello berti
    professore da 37 anni di ICAR 14
    Valle Giulia ROMA U. “SAPIENZA”

  6. filippo de dominicis ha detto:

    Caro prof berti..io non credo che il fatto di essere professore di composizione architettonica da 37 anni sia da solo garanzia di qualità…e neanche forse un curriculum di tutto rispetto, che molti altri suoi colleghi di vallegiulia possono, come lei, vantare…curriculum che, guardando certe tavole del concorso del lungomare di fregene (ultima cosa vista di recente…),a quanto pare, spesso ha poco a che fare con il “semplice” saper fare e vedere l’architettura.
    “….allora si capisce perche alla laurea talvolta vengono prodotti di studenti che invece di parlare della semplicità dell’architettura della elementarità delle sue cose, parlano di filosofia di problemi personali, della propria vita…”
    mi scusi la citazione che sicuramente riconoscerà.del resto sacripanti ce l’ha insegnato lei.
    con stima.

  7. pasquale cerullo ha detto:

    Caro vgberti, perché, lei ha smesso di studiare?
    Io continuo a studiare e studierò per i restanti 200/300 anni della mia vita.
    “Se lo scopo delle esposizioni, oltre che riunire delle mostre precarie e richiamare temporaneamente dei visitatori ad ammirarle, è soprattutto quello di celebrare delle fauste ricorrenze, erigendo opere imperiture; l’esposizione di Roma del 1911 superò di gran lunga molte delle esposizioni mondiali tenutesi precedentemente, per la ricchezza e l’importanza delle costruzioni di carattere duraturo che volle inaugurare od erigere per l’occasione. Basterebbe infatti citare l’opera immortale di Sacconi: il Monumento a Vittorio Emanuele, inaugurato per celebrazione del Giubileo Nazionale con rito solenne, il 4 giugno; il ponte Flaminio sul Tevere, dell’ingegnere Hennebique…il ponte Vittorio Emanuele …lo stadio nazionale…senza accennare al famoso Palazzo di Giustizia del Calderini, inauguratosi pochi giorni prima dell’apertura dell’esposizione”.
    Insomma, come lei può ben capire, questo tipo di “architettura” piaceva agli Italiani. Infatti lo stesso autore dello scritto scrive poco prima: “…mentre lo stile tedesco, colla sua uniformità, talvolta eccessiva ed opprimente, contrasta col nostro sentimento estetico e favorisce l’economia” (Padova 1923)
    Che poi il fascismo si sia impossessato dei simboli, delle immagini che già appartenevano all’Italia, per i suoi tornaconto di ‘visibilita’, questa è un’altra storia.
    Appurato ciò le dico che il Monumento a Vittorio Emanuele sarebbe stato meglio che non fosse mai stato eretto. Ma i nostri monarchici trisavoli, ancora non facevano distinzione tra architettura e politica, e bisogna comprenderli. Io la faccio, la distinzione, e se avessi avuto la possibilità di firmare una petizione per appoggiare il desiderio di Zevi, l’avrei fatto subito, anche ora.

  8. vgberti ha detto:

    Dear Mr. Filippo DeDominicis,
    Mai partecipato al Concorso del LUNGOMARE di FREGENE !
    Frequento: Caràibi, Oceani: Atlantico & Pacifico e quando in Italia i divertimenti della Magnifica Riviera Romagnola: RICCIONE;
    Mare Adriatico: isole e coste Croate.
    Tirreno? Amo occuparmi di Argentario e dell’ Arcipelago Toscano.
    Torni a trovarci al Ns. Lab 3 lun. & gio. pom. Aula 12 “Valle Giulia: School for Architecture & Urban Planning”.
    vgb

  9. vgberti ha detto:

    Mr.Filippo DeDominicis,
    Dimenticavo… quando cita il Professore MAURIZIO SACRIPANTI,
    unico vero architetto romano contemporaneo;
    scomparso, ahimè… dieci anni fa…
    Ci faccia la cortesia di alzarsi in piedi… e scriva il Suo nome con rispetto.

    vgb

  10. filippo de dominicis ha detto:

    Magari se avesse partecipato avrebbe potuto offrirci qualche soluzione piu dignitosa di quella presentata da qualche suo collega presso la vallegiulia school of architecture and urban planning (io pero sono iscritto solo alla facoltà di architettura “b” valle giulia…di scuola forse, le ripeto, è rimasto solo l’edificio..)….Forse non sono stato capito, xchè il mio italiano zoppica: facevo un discorso un po piu generale relativo alla prassi di esibire i propri curricula quale biglietto da visita per una presunta qualità architettonica.
    Curricula che, fortunatamente, non paiono proprio essere condizione sufficiente nè per saper vedere, nè per poter insegnare quella semplicità dell’architettura e quella elementarità delle cose cui Maurizio Sacripanti, insegnante presso la nostra facoltà, faceva riferimento.
    Curricula che sembrano piuttosto essere, oggi, piedistalli dai quali voi attuali docenti della Facoltà di Architettura “Valle Giulia” della Sapienza, Università di Roma, esercitate, quotidianamente, la vostra frustrazione.
    Attendiamo fiduciosi gli esiti degli sforzi del dipartimento di architettura e costruzione, cui lei afferisce, per il progetto a Pietralata(per il quale non so se lei si stia cimentando o meno, non vorrei esser frainteso…).
    E poi potremmo tornare a parlare di curricula e relativa qualità architettonica.
    Con stima.

  11. isabella guarini ha detto:

    Ehi,Ehi! Non mi ero accorta che VGBerti ha ripreso a ruggire come i vecchi leoni sdentati. Pazienza! Fose ci invita a rifrequentare quei corsi universitari che ci avrebbero reso bisognosi d’imparare, fino a vita natural durante, per giustificare i posti di docente nelle Università in cui sono più numerosi i corsi che gli studenti. Ma si deve pur vivere, perciò saluto VGBerti. con simpatia.

  12. federico calabrese ha detto:

    l’universita’ va rifondata, sempre piu’ che mai, correte ai ripari.
    ci vogliono molti piu’ professori di 37 anni, ma di eta’!!!
    …..zzzzz….tutti in piedi….entra il preside…..

  13. vgberti ha detto:

    Mr. Filippo DeDominicis,
    Il cognome ahi-mè, non corrisponde ad altre-tanta arguzia neppure perspicacia;
    c’è una enorme differenza, se riflette, tra:
    ” of ” e/o ” for “, l’inglese (ex lingua imperiale per l’ U.K. ) ed ora nella realtà UNIPOLARE degli ” UNITED STATES OF AMERICA ” è molto preciso, ma come fare con il pressa-pochismo romano?

    vgb

  14. sergio 1943 ha detto:

    vgberti chiede tutto il rispetto dovuto a MAURIZIO SACRIPANTI; sono perfettamente d’accordo! (Veramente ho un magnifico ricordo di tutti i miei professori di allora, anni 1963-1968. La segreteria si dimenticò, alla fine dei corsi, di richiedermi il vecchio libretto con gli esami svolti; adesso é una delle cose che ho più care, pieno com’é degli autografi di Zevi, Perugini, Portoghesi, Quaroni, Musmeci, Roisecco, Sacripanti, Michetti e tutti gli altri). Se non annoio ( altri parleranno con più competenza di me di critica architettonica), mi piace e mi intenerisce ripescare dalla memoria il giorno d’esame di Composizione con Sacripanti e Ciro Cicconcelli. Era un esame tosto, Cicconcelli faceva la parte del poliziotto buono e Sacripanti era il poliziotto cattivo. Alla fine l’ultima parola, la sentenza era, nonostante i tentativi di Cicconcelli, invariabilmente la sua. I primi due, tre giorni fu una strage: quasi tutti rimandati alla sessione autunnale. Il quarto giorno Sacripanti s’ammala e Cicconcelli é solo. Ci accorgiamo subito che il gran cuore del professore sta facendo aumentare il tasso dei promossi. Si scatena la bagarre! Si appicica sulla porta dell’aula un foglio per mettere ordine all’elenco degli esaminandi. Praticamente sequestriamo Cicconcelli fino a notte fonda. Alle dieci di sera, Cicconcelli esausto si arrende: RAGAZZI! NON CE LA FACCIO PIU’! Chi non é riuscito quel giorno a farsi esaminare può solo sperare che l’influenza di Sacripanti si prolunghi ancora. Invece la mattina dopo vediamo apparire la sua robusta figura e il suo elegante foulard rosso. Ricomincia la decimazione; ogni tanto qualcuno, tra l’invidia di tutti, viene promosso. Sento chiamare: FUKSAS! Subito dopo ci sono io. Massimiliano passa! A me invece Sacripanti, che pure ha apprezzato alcuni disegni, mi consiglia di tornare a ottobre. SEI D’ACCORDO? chiede con il suo cipiglio a Cicconcelli che, guardandomi afflitto, risponde: SI! Me ne vado ma non sono troppo deluso. In fondo ci avevo provato pur non avendo avuto tutto il tempo che anche io ritenevo necessario per sviluppare meglio il progetto, d’altronde qualcosa gli era piaciuto ma, soprattutto, le sue critiche erano state illuminanti per capire meglio quello che dovevo fare. Mi consolai dicendomi che forse era stato meglio essere bocciato dalla severità di Sacripanti che essere promosso dalla bontà di Cicconcelli. Debbo però ammettere che mentre sudavo sul tecnigrafo negli afosi pomeriggi estivi, i miei pensieri verso di lui non erano proprio reverenti!

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