“Seppellire l’architettura italiana” …

Il+Fatto+Quotidiano+%2831-05-11%29Abilitazione scientifica nazionale:

seppellita (e beffeggiata) l’architettura

Con i criteri così fatti e stabiliti per l’abilitazione nazionale per professore associato e ordinario nel settore della progettazione architettonica, un’opportunità di reale rigenerazione, di rinnovamento accademico, si è trasformata nell’ennesima badilata di terra che concorre a seppellire l’architettura italiana, la sua scuola e il ruolo dell’architetto, che ha ormai perduto ogni autorevolezza e prestigio sociale. In controtendenza con le migliori scuole di architettura del mondo, nelle quali si è ammessi all’insegnamento della progettazione a partire dalla comprovata capacità di costruire, in Italia si continua a privilegiare la teoria, la letterarietà autoreferenziale esente dal rigore della ricerca scientifica; l’astratto virtuosismo di stile; l’elzeviro colto senza alcun aggancio con il Paese reale. Ed è grazie ad astruse, discutibili e discusse mediane, che rimangono tagliati fuori professionisti brillanti e pluripremiati , alcuni con docenze di prestigio all’estero come Botticini, Corvino, Molteni, Peluffo,Pujatti, Segantini, Stipa, per citarne alcuni, in favore degli strutturati, degli assidui frequentatori dei dipartimenti universitari e delle biblioteche, piuttosto che dei cantieri. Criteri e regole che convalidano l’idea diffusa dell’Accademia italiana vecchia, priva di coraggio, decadente, autorefenziale e quindi inutile per sé e per la società.

Ma in queste ore, in rete, si discute anche dei giudizi dei commissari, alcuni, – sconcertanti – sembrano trascendere ampiamente le finalità degli stessi, che dovrebbero mantenere un oggettivo distacco attenendosi ai criteri prestabiliti, per sconfinare e degenerare in soverchia e gratuita ironia, ci chiediamo se lo sberleffo faccia parte della valutazione scientifica, ci chiediamo, in quale altra analoga selezione europea potremmo leggere simili considerazioni:

è ricercatore dal 2011 alla Sapienza. I suoi interessi variano (sbandano?) tra l’architettura romana tra le due guerre, la pianificazione e il patrimonio”

Candidato con una specializzazione di studi molto settoriale, che sembra una sorta di condanna ad esercitare un credo a tutti i costi”

Le pubblicazioni sono tutti articoli in “architettare”, su argomenti d’occasione, assortiti e “leggeri” emerge una sconcertante naiveté di metodo che induce il candidato ad una vana e dispersiva ricerca del segreto ultimo della composizione passando da Rodari a Munari per giungere alla decostruzione…Pericoloso didatticamente”

la candidata non è scema, ha dimestichezza con la scena internazionale e rivela curiosità”
“candidato in via di formazione (si spera) abilitazione: no.”

Ho trovato irritante il saggio su Villa Adriana, un po’ meglio altre pubbicazioni.”

Il problema maggiore è negli scritti che tendono pericolosamente a saltare da palo in frasca senza alcun criterio di coerenza di contenuto”

Le pubblicazioni ci offrono soprattutto la possibilità di avvicinarci alla produzione progettuale del candidato (e non è una bella esperienza) ma rimangono molto distanti dall’approccio disciplinare e di ricerca richiesto dal profilo abilitabile. Indimenticabili i testi di xxxx, sparisca per favore.”

Le pubblicazioni pullulano di detriti portoghesiani e subportoghesiani (..); la stessa candidata confessa la difficoltà di uscire dall’ombra del Maestro (cui concede la maiuscola!)”

Non mancano poi, negli stessi giudizi, sorprendenti divagazioni sul malcostume dell’università e dei suoi ricercatori e associati.

Molte pubblicazioni sono raccolte di lavori didattici degli studenti xxx tutti regolarmente pubblicati con contributo dell’università. Ma com’è possibile che in un paese così “povero” ci siano a disposizione nelle facoltà tanti soldi per pubblicare lavori di studenti e qualsiasi altra cosa venga in mente a un docente…..? E’ evidente che manca qualsiasi tipo di filtro se non quello personale e personalistico del direttore del dipartimento, della scuola, della ricerca, non abilitata “. Personalmente, provo una certa perplessità di fronte a tre pubblicazioni del candidato edite in una collana di cui il candidato stesso è direttore”.

Da: “Il Fatto Quotidiano” di oggi

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49 risposte a “Seppellire l’architettura italiana” …

  1. stefano nicita ha detto:

    I giudizi delle commissioni sono sempre piuttosto discrezionali, non sarà mica la prima volta!!
    Molti sono poco professionali a causa dell’astrusità o di una imperdonabile mancanza di stile.
    Comunque anche io se fossi stato escluso così me la sarei presa…

  2. sergio 43 ha detto:

    Incuriosito, sono andato a cercare il nome di mio nipote nell’elenco degli abilitatandi. Fortunatamente per lui gli è stata data l’abilitazione e fortunatamente per lui in un ramo di ricerca che comincia per “B” e non per “A”. Mi è venuto naturale mettere a confronto i giudizi delle due commissioni. Alla stringatezza e nettezza dei giudizi sul lavoro in Italia e all’Estero svolto dall’esaminando nel ramo “B”, comprovato dalle pubblicazioni e dalle responsabilità assunte a livello scientifico, stop (In genere sei righe sia a livello collegiale, sia a livello di giudizi individuali), fa riscontro quello che abbiamo appena letto nei giudizi, che dire?, mafiosetti anzi che no. Per fortuna che, nel mio piccolo, ho avuto a che fare solo con muratori, falegnami, elettricisti, idraulici con i quali una parola era poca e due erano troppe. Che cosa è che ha reso quasi tutti i lavori intellettuali, l’architettura, la scuola, carenti di autorevolezza e prestigio sociale? La troppa ideologizzazione a discapito di ogni indispensabile scientificità? La troppa ricerca di una “sine cura” ritenuta più facilmente a portata di mano rispetto alla dura realtà? Che altro? A chi je va de risponne l’ardua sentenza!

  3. Giulio ha detto:

    Avanti così …la rete a questo serve..e poi siamo in Italia…mica in Camer…un

  4. Marisa ha detto:

    Io direi di non lamentarci troppo: per una volta che le commissioni dicono con chiarezza come la pensano, no? Mi piacerebbe chiedere all’autrice dello sdegnato articolo se si sia data la pena di leggere almeno alcuni di quei testi dileggiati dai commissari. Conosco molte di quelle carriere e, mi creda, il cantiere (specie se ottenuto con scambi di favori) non fa il didatta: orribili e sgrammaticate operette autoreferenziali, specchio di una comunità scientifica che non sa guardare oltre il proprio naso, la propria cattedra, il proprio cenacolo. Bene così.

  5. Marisa ha detto:

    Ops, che sciocca, non avevo colto un piccolo particolare: l’autrice dell’articolo è tra i “non abilitati”…
    Chiaro il motivo di tanta pena…

  6. sparica per favore! ha detto:

    i curricula dei commissari sono visionabili al seguente link:
    http://abilitazione-miur.cineca.it/public/commissariEleggibili.php
    molte delle pubblicazioni sono talmente modeste che verrebbe da dire “sparisca per favore..”

  7. Marisa..signora mia.. ha detto:

    Marisa, Signora mia..
    per una volta che la fava è fava e non è rava ce vogliamo lagnà?
    persino la sora Marisa finalmente li ha capiti ‘sti giudizi, frequentratrice
    assidua di mercati rionali e pomeriggi5, gli ci vuole uno spintone per chiarirsi le idee.
    peccato che non ci sia base scientifica nell’insulto..o forse si: “sparisca per favore..”

    • Marisa ha detto:

      Ma lei, povero babbeo, crede forse che perché ci si chiama Marisa si vada necessariamente al mercato rionale? potrebbe trovarmi al prossimo concorso d’abilitazione: dall’altra parte del tavolo, s’intende.

      • Marisa..signora mia.. ha detto:

        visto il livello dei commissari, (e anche della risposta) Lei, sora-quelchetepare, sarà sicuramente dall’altra parte. ..e due: “sparisca per favore..”

    • Marisa ha detto:

      Vedo che lei ha profonde basi scientifiche per l’insulto: passerebbe senza titoli. Ho solo espresso, civilmente, il mio pensiero ma ecco, al calduccio del suo nick, l’ennesimo artista dello sberleffo. No, non me ne vado, se ne torni lei da dov’è venuto (Tor Pignattara?) e si sforzi di scrivere decentemente. Se riesce.

      • Marisa..signora mia. ha detto:

        il suo “babbeo” è lirica, ma certo, Ella chiarissimo, sarà “professore” , la spocchia e l’arroganza è quella che fa il paio con la sgangherata commissione che Ella magnifica e della quale Ella auspica un giorno di farne parte (stia certo ne ha tutti i titoli) . mi auguro che questa storia non finisca qui, spero che i candidati insultati si organizzino per una querela memorabile e che li tocchi nella loro parte più sensibile: il portafoglio.

  8. Anna Civita ha detto:

    L commissioni da sempre sono quelle che sono …ho partecipato anch’io solo una volta alle selezioni come ricercatore presso un dipartimento che dovrebbe occuparsi di ricerca tecnologica vi dico solo che ci ha vinto il posto è uno che in cantiere non c’era mai stato ma che dava del tu al capo dipartimento che da anni pubblicava e pubblicava che poi del resto è semplice con un po’ di soldi vai dal tipografo e poi ti metti in biblioteche varie ; oltretutto il suo incredibile progetto verteva tutto sulla qualità architettonica di brise soleil che alloggiavano pannelli fotovoltaici! Sai la novità e la ricerca!!! cosi talmente originali che in trecentomila l’avevano già usato come sistema! Non potevamo farne ameno!
    Mentre io esclusa , come altri, avevo illustrato nel mio lavoro come l’applicazione di un sistema cantieristico e di affidamento di appalto , già attuato nei cantieri navali, poteva essere attuato anche in grandi cantieri edili, soprattutto grandi opere, con economia di sistema e soprattutto chiarezza nelle competenze ruoli e responsabilità … Per tutta risposta le titolata commissione non mi ha manco fatto finire di esporre perché continuava a dire che tale gestione non esisteva nel cantiere edile …Appunto! Era l’oggetto dell’originale ricerca e tentativo di sperimentazione nell’attuazione per le P.A. almeno visto che poi ancora oggi ogni cantiere finisce poi sotto processo mentre un’armatore quado ha venduto i biglietti per una nave da crociera in cui il biglietto de viaggio inaugurale costa tanto e quado per la sua nave investe milioni in materiali preziosi e opere d’arte soldi tutti suoi e non del contribuente allora vedi che chiede a tutti allineati di prendersi responsabilità e far bene il suo lavoro .
    Me ne sono andata non ho mai tentato di rientrare nell’università, né in nessun ambito pubblico!!! Ma credo che sia giusto indignarsi arrabbiarsi e parlarne perché se il livello poi diventa scarso se a lavorare sono i soliti noti amici di altrettanto noti , se ai studenti passa la voglia di studiare non è poi tanto strano! Ben venga l rete e i blog in cui tutto può emergere e tutto può essere verificato

  9. Sergio Brenna ha detto:

    Non sono un abilitando mancato, anzi avrei potuto essere tra i valutatori sorteggiati.Eppure non posso fare a meno di notare che non solo tra i progettisti di architettura (dove le primedonne abbondano) anche nel settore “progettazione urbanistica e pianificazione”, sia pure con minor scoppiettìo di linguaggio (si sa gli urbanisti sono meno fantasiosi degli architetti), i giudizi “a pelle” (o “a cappelle”, fate voi) si sprecano. In alcuni casi si tratta di veri e propri “regolamenti di conti” tra storiche contrapposizioni di scuole e tendenze disciplinari. Insomma, mentre nella politica entra in crisi il metodo delle “liste bloccate”, qui la Gelmini ce le ha lasciate come retaggio che temo ci dovremo sorbire a lungo: si potranno sottoporre a valutazione solo quelli che una casta di sorteggiati ha preventivamente ritenuto affidabili. Mi piacerebbe sapere che pensa al riguardo la Ministra Carrozza, che certo un po’ più della Gelmini dovrebbe intendersene

  10. Marco Giunta ha detto:

    Ma ancora si presta fede ai propositi meritocratici sbandierati ad ogni “svolta” dall’ennesimo MInistro, oppure si finge di non vedere cosa sia diventata, pardon! cosa sia sempre stata l’istituzione universitaria italiana a tutti i livelli ?
    La declinazione sprezzante di certi “giudizi” che talvolta sembrano dei veri e propri regolamenti di conti è solo la vetrinizzazione che deriva quale effetto collaterale della trasparenza attuale, contrapposta alla omologazione dei giudizi delle vecchie commissioni che consentivano giochi impuniti di qualsiasi sorta, diretti o trasversali nelle stanzette dipartimentali.
    Ho sempre, amaramente, immaginato di estrarre dal terreno la pianta che metaforicamente avrebbe potuto rappresentare ogni appartenente al corpus docente e constatare di stare estirpando un reticolo di radici di tipo nepotistico, familiare riconoscibile (una ragione in più per promuovere l’adozione del doppio cognome) o meno (addirittura il figlio del proprio medico specialista di fiducia, non si sa mai…), e di notare attorno al cospicuo apparato radicale un verminaio di postulanti, forse diverse centinaia di migliaia, che cercano di aggredire il sistema che, sino alla ennesima scrollata, ha nutrito molti di loro con le scorie (o per meglio dire briciole) del metabolismo generale.
    Il pranzo cui hanno pensato di poter democraticamente partecipare era in realtà riservato a pochi, come sempre è stato, e forse la reazione ed il clamore innescati dalla gogna in cui alcuni giudizi si sono trasformati appare esagerata solo considerando che molti di coloro che oggi si scagliano contro il sistema erano i volontari sparring partners, erano parte dei casting che si organizzavano per affollare di comparse i diversi concorsi, organizzati per i soliti attori protagonisti, generici assunti per la strada per dare un pò di credibilità alla finzione scenica.
    Il sistema è esteso a tutte le facoltà, solo che gli architetti, a differenza degli altri cattedratici, più cauti e forse più grigi, hanno una inclinazione più o meno esibita verso l’esibizione di se e delle proprie idee e quindi si trasformano spesso e volentieri nelle comari delle baruffe goldoniane.
    La pianta andrebbe estirpata e bruciata, ma non giurerei sulla bontà delle sementi perchè forse il DNA è lo stesso, da sempre, inestirpabile e malevolmente incorruttibile.
    L’unica speranza e che le famiglie (e forse la crisi che stiamo vivendo può fungere da diserbante) non si lascino più infinocchiare e non prestino più i propri germogli alla pianta universitaria (perlomeno quella nostrana) visto che la pianta li blandisce, ne succhia la linfa, li svuota, mantenendo in vita autoreferenzialmente solo se stessa e paradossalmente solo i rami secchi e malati.

  11. Pupo ha detto:

    @ prof. Marisa, guardi che se si vuole usare severità bisogna essere integerrimi. Se la percentuale di abilitati è così bassa bisogna fare attenzione a chi rientra in questo piccolo gruppo. Qui non si vuole dire che chi è stato escluso sia un genio incompreso. Se davvero fossero abilitati solo i bravissimi le assicuro che sarei il primo ad applaudire e congratularmi con loro e con la commissione. In secondo luogo, non si possono tralasciare parti del curriculum e trattare con superficialità chi segue linee culturali differenti. Mi creda, ci vuole soprattutto onestà intellettuale e buona fede…il resto conta poco. Nella vita conta ciò che sei davvero!

  12. Sert ha detto:

    più che entrare nel merito della genialità o meno dei candidati entrerei volentieri nel merito di quella presunta dei commissari..ne vogliamo parlare?

    • Marisa ha detto:

      Noi possiamo scrivere quel che vogliamo ma tenga presente che i commissari ci mettono la facciae il nome nei loro giudizi. Qualcuno i giudizi dovrà pur darli e se guardiamo le storie accademiche di molti aspiranti commissari ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Questa giuria era qualificata, moltissimi aspiranti non lo sono e, conveniamo, in qualche caso si può aver esagerato specie nei modi non troppo rispettosi verso le persone. Vogliamo continuare con il piagnisteo politically correct?

      • Alberto ha detto:

        Lo dice Lei che è qualificata questa commissione?
        non si discute sui giudizi ma sulla gratuità di certe affermazioni diffamatorie, vergognose, lo capirebbe pure un bambino, ma Lei purtroppo proprio non ci arriva, non ce la fa..parla di piagnisteo di politically correct ,Lei non ha capito niente..è al grado zero della comprensione del concetto di dignità e rispetto. non abilitato.
        (non ho ben capito chi è Lei e se è un docente, ma, come direbbe Ciorra: l’ipotesi mi terrorizza)

      • Michele Sbacchi ha detto:

        Giusto. Condivido

      • Michele Sbacchi ha detto:

        Giustissimo

  13. Pingback: “NE VOGLIAMO PARLARE?” … | Archiwatch

  14. tonijule@gmail.com ha detto:

    Mi chiedo se Marisa si sia data la pena di leggere almeno alcuni dei testi dei commissari: se ha per caso letto le ultime 2-3 opere a 6 mani e tre teste di Todaro con 2 dei candidati (abilitati) . Per coincidenza sono stati pubblicati nel 2012 a ridosso della presentazione delle candidature dell’abilitazione, per coincidenza uno degli autori è nel comitato scientifico della casa editrice dell’ordine che ha pubblicato i suddeti volumi, dove, sempre per coincidenza, l’altro autore abilitato ne è uno dei consiglieri, e sempre per una infernale coincidenza, Todaro è stato consigliere a sua volta dello stesso ordine. leggere tali testi è una esperienza deprimente..lo faccia Marisa, poi ci faccia sapere, magari questo suo insopportabile tono di “giustizia è fatta” a buon mercato, le passa..

  15. simonequilici ha detto:

    Unica soluzione: chiamata diretta dei professori con contratti a tempo determinato. All’estero e nelle università private funziona benissimo e almeno non si fa perdere tempo a gente che lavora!

  16. simonequilici ha detto:

    Così magari anche le Marise di turno le possiamo mandare a casa!

  17. Ciotodorte ha detto:

    Notare la corrispondenza tra sedi di appartenenza dei giudici e sedi di appartenenza degli abilitati…pura casualità?

  18. marco ha detto:

    A Marisa, che cazzo dici!!!!!

    La serietà dei commissari? ma quale? impari a leggere e capire!!!

    un esempio?

    quel tale Benedetto Todaro (che poi nessuno conosce) che carriera ha? un barone, che non ha mai scritto nulla di valido,(a fare una ricerca su internet non si trova nulla di valido) che non ha mai costruito (e scusi, Marisa, ma se se parla di progettazione forse un poco di pratica non nuoce!!!) quale è il suo operato all’interno della commissione?

    uno così NON abilita al ruolo di professore associato un professionista,,un uomo di cultura come Nicola di Battista, che non so se sa, Marisa, che è l’attuale direttore di DOMUS, una delle più importanti riviste di architettura!!!
    e, sempre lo stesso Todaro, abilita a ORDINARIO, uno sconosciuto federico De Matteis, che basta che si documenta un poco su internet e scopre, Marisa, che costui non è altro che il suo braccio destro (presumibilmente il suo factotum).
    se si prende la briga di leggere i verbali, Marisa, ha modo di vedere come molte delle pubblicazioni che presenta hanno la prefazione dello stesso sconosciuto Todaro…

    quindi, Marisa, per ricapitolare, un anonimo barone universitario, che è stato pure preside di facoltà (e questo, Marisa, lo può vedere sia sul curriculum del commissario che su internet) tromba Di Battista e abilita il suo scagnozzo

    a Marisa, SVEGLIETE!!!!

    dai verbali ecco il giudizio su Nicolino di Battista espresso da Benedetto Todaro (Todaro chi?):

    TODARO Benedetto
    Il candidato, professore straordinario a T.D. a Cagliari, è noto sia per la sua attività di critica militante
    espressa in molti anni di collaborazione a importanti riviste di settore con ruoli di direzione e vice direzione,
    sia come progettista segnalatosi in molte occasioni con riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali.
    Ha insegnato a contratto ed è stato visiting professor in diverse università italiane e in prestigiose Istituzioni
    estere. Notevole partecipazione in occasione di convegni, mostre seminari e intensa attività di promozione
    culturale. Allievo di Giorgio Grassi, persegue un’idea di architettura essenziale e tendenzialmente oggettiva.
    Modesta l’attività di ricerca strutturata. Non sono documentati gli esiti della sua operosità didattica. Il profilo
    è quello di un intellettuale connesso in un ampio network internazionale all’interno del quale opera
    individualmente come forte comunicatore, mentre secondario appare il contributo alla costruzione
    documentata, organizzata e scientificamente sostenuta, verso ipotesi praticabili di sviluppo disciplinare. Le
    pubblicazioni presentate, estratte da un numeroso elenco di citazioni, sono complessivamente piuttosto brevi
    e di taglio – appunto – prevalentemente comunicativo e da libero opinionista. Non sembra esserci una
    adeguata corrispondenza tra il profilo emergente e quello richiesto dalla valutazione.

    • Vittorio Corvi ha detto:

      Pare abbia qualcosa a che fare col Quasar, probabilmente per riequilibrare le carenze didattiche della scuola pubblica

      anche relatore per la tesi di laurea di Baglioni Claudio, ex cantautore ora dottore architetto
      http://www.ancorassieme.net/story/varie/laurea.htm

      Ha seguito anche il mio progetto per l’esame di Composizione-1, forse il punto più alto della sua carriera.

    • Sergio ha detto:

      se per questo abilita anche Scatena e Belibani che gli altri fanno letteralmente a pezzi..
      ma non abilita la bravissima Segantini..un pianto guardate, un vero pianto.

    • tommib. ha detto:

      e’ stato mio professore, io e gli altri del corso abbiamo girato in lungo e in largo per cercare almeno una tettoia che avesse costruito…più facile trovare un muro sano negli scavi di Pompei..Quando abbiamo saputo che è stato nominato presidente della commissione di Progettazione Architettonica abbiamo organizzato
      il funerale dell’architettura itLiana e della facoltà di architettura. amen

  19. Giada ha detto:

    Bhe devo dire che a me, ex studentessa di valle giulia, ex allieva di Todaro (o dei sui portaborse aimè), non meraviglia affatto la correlazione tra abilitati e commissari perché è lo specchio di quello che da anni accade dentro la nostra università. Dentro valle giulia quei nomi insegnano da un pezzo, laureano gente da un pezzo e fanno i professori a nome di chi li ha giudicati.
    Ad architettura e nei sui dipartimenti il nuovo, la ricerca e la sperimentazione sono assenti, tutto è stantio, fermo alle parole e al ricordo di un architettura che è stata e che mai sarà, di un architettura che è soggettivamente bella ma non se regge in piedi, di un architettura da leggere nei libri ma non da vivere per poterci leggere un libro.

  20. sergio de santis ha detto:

    L’altro giorno insieme a ADS abbiamo portato un osso … li dove sappiamo … non c’era nessuno … lo abbiamo posato su quel piatto di acciaio e dopo qualche minuto un cane pulcioso e bastonato è venuto fuori dal boschetto ed ha cominciato a rosicarlo disperatamente … un cane stanco e affamato …evidentemente senza la forza di cacciarsi qualcosa … dopo un poco tanti altri sono usciti fuori … affamati … zeccosi …
    Per rosicchiarsi l’osso hanno cominciato a sbranarsi …dell’osso è rimasto poco … ma di loro lo stesso …
    Very good bay from iuesei!

  21. nightime ha detto:

    Ma ancora con la distinzione costruisce-buon professore, non costruisce-cattivo professore ragioniamo? Chi vi ha insegnato a pensarla in maniera così semplicistica e riduttiva, rete4? Certe volte giungo ad invidiare queste visioni così banali e manichee. Un concetto ben trasmesso può valere molto di più di metri cubi e metri cubi, e viceversa, il disegno di un infisso può significare molto di più di libri e libri. Apprezzate chi vi libera il pensiero, non chi vi inscrive in una maniera. Cercate di farvi una vostra idea, ripercorrendo anche la storia della facoltà, riguardo a chi ha potuto lasciare qualcosa di significativo. Teorici e architetti, e quelle figure a cavallo tra le due sponde.
    Non unitevi a cori che non sapete da dove partono solo per saziare qualche vostra sete di vendetta. Non fate scempio della vosta intelligenza usando le scorie di opinioni altrui.

    • luz ha detto:

      un commento che spazia tra il ritardo cognitivo e il disagio psichiatrico: abilitato..e’ contento?

    • Vittorio Corvi ha detto:

      Me stai a fa pensa’ na cosa de na banalità sconcertante quanto è vera. Lo sai chi abiliterei a insegna’ fisica tecnica? Walter, detto “er Cica” (…fuma parecchio), l’idraulico che me costruisce e me ripara i cessi.
      Per l’insegnamento di progettazione c’hai ragione tu, basta un cojone qualsiasi. Quelli che m’hanno lasciato qualcosa, ai tempi miei, m’hanno insegnato tutto tranne che la progettazione. Tutta roba che non serve a un cazzo, se capisce. Roba che ce pensi un po’ la sera prima de mettete a letto, quanno sfogli qualche libro. La roba che serve pe porta’ a casa la pagnotta, quella me l’ha imparata er Cica.
      Ma io so’ un poraccio, mica so’ fortunato come voi che c’avete er modo de occupavve de la teoria. E de l’idea. Però ho fatto la stessa scola vostra.

      • nightime ha detto:

        e damme er nummero der cica, no?
        comunque, rispetto naturalmente (davvero) le vostre posizioni.
        Ma sai quanti ne ho sentiti così? Tanti. Sai quanti so’ subito pronti a piagne? ….tanti. Ma a noi ultimamente ce piacciono quelli del dire der dialettino der pratico der fare, e ce li prendiamo pure al governo.

  22. sergio 43 ha detto:

    Nighttime, sono d’accordo con te su questa questione. La mia generazione ha studiato con Bruno Zevi. Niente di che, questione di età anagrafica. Non ritorno a quegli anni, però, pur essendo al loro fianco, contestavo i contestatori quando, con burbanza, chiedevano al Professore che cosa avesse mai costruito. Quello che ha costruito lo vedo da qui, i suoi libri e la sua rivista nello scaffale della libreria. Per gli anti-zeviani quei testi sono delle pericolose “mattonate”, per me sono il ricordo delle sue bellissime lezioni, ognuna delle quali erano tanti mattoncini per costruire il senso, la storia dell’architettura.

  23. Massimo V. ha detto:

    Quelli che costruiscono dove lo trovano il tempo per fare i professori?
    (Infatti non lo trovano).

  24. Gianni ha detto:

    Le cose vanno fatte in maniera scientifica: se ci sono degli indicatori e dei titoli previsti per legge, appare assurdo abilitare in prima fascia chi non ha neppure il dottorato, negando l’abilitazione in seconda fascia a chi ha le carte in regola (secondo quanto previsto dalla normativa), solamente perchè non si ritiene che sia particolarmente bravo. Qui scadiamo nel particolarismo, nel mi piace o non i piace, senza più alcuna scientificità!

  25. marco ha detto:

    cioè fatemi capire:
    questo tale Todaro era PRESIDE della facoltà di architettura di valle giulia e ALLO STESSO TEMPO aveva a che fare con il Quasar (scuoletta privata, ‘antagonista dell’istituzione pubblica’)??? forse si spiega la chiusura di molti, troppi, corsi (attivati poi nella scuoletta)
    e perchè un preside serio e adeguato al proprio ruolo non istituisce una cattedra di autocad, o cmq dei corsi, visto che poi vengono richiesti disegni al cad!!! quanto costa un corso di cad al Quasar? di photoshop? di rino?
    ma come possono accadere simili cose in uno stato normale!!! ma la decenza no!!!
    e poi dicono del conflitto di interessi di berlusconi!!! questi sono la stessa cosa, solo in formato pulciaro!!! è una VERGOGNA
    (sempre che sia vera la cosa, difficile da credere
    @Vittorio Corvi: sei sicuro di quello che dici???
    e poi altra cosa: l’intervista da parte UNI ROMA????????????
    cornuti e mazziati!!!

    • sergio de santis ha detto:

      mettemoce pure un poco de tempo pieno …
      ‘no spicchio de attività professionale …
      de ingredienti ce ne so’ tanti …
      perchè limitarsi?….
      DAJE …. DAJE!!!

    • Sofia ha detto:

      stai dicendo che c’era uno che faceva il preside di una università pubblica e allo stesso tempo il padrone di una privata???? e come è possibile..e senza neppure una denuncia? e l’università sapeva o faceva finta di non sapere ?

  26. Arrogance ha detto:

    certo che è dura prendere l’abilitazione…chissà se loro ce riuscirebbero? https://www.youtube.com/watch?v=DP1Qurh1XT4

  27. stefano nicita ha detto:

    l’architettura italiana seppellita dai commenti…

    • sergio de santis ha detto:

      infatti …
      ci voleva questa bella novità …
      e tutti a dargli giù …
      meglio se con il nickname …
      e sai che bella novità! ….
      ma poi la cosa fantastica è che molti si scandalizzano per la forma delle valutazioni … come dire …
      quasi per come è scritto e non per la sostanza dell’insegnamento nelle nostre facoltà …
      è cominciato tutto con uno piagnucoloso che diceva:
      -“guarda come me tratta Pippo Ciorra” —- “mi offende” ….
      e dagli ar pippo …
      alla grande …
      un unico grande latrato di tutti ‘sti giustizialisti che hanno trovato finalmente i “veri colpevoli” …
      fantastico …
      fiumi di pagine pubblicate …
      ma non ti ricorda niente come “stile di azione”? …
      a me … si …
      e penso che in fondo in questo paese assurdo è cambiato veramente poco …
      restiamo il coacervo di cojoni che siamo sempre stati …
      auguri a tutti !

      io ve la rimetto!
      riflettete fratelli!

      Se io fossi Maradona vivrei come lui
      se io fossi Maradone di fronte a qualsiasi porta
      se fossi Maradona non sbaglierei mai
      se io fossi Maradona perso in qualunque luogo.
      La vita è una lotteria… di notte e di giorno..
      la vita è una lotteria e vai… e vai…
      Se io fossi Maradona vivrei come lui…
      mille missili… mille amici
      e quello che mi succede moltiplicato per cento…
      se io fossi Maradona
      Se io fossi Maradona uscirei in mondovisione

      la la la lal la la la la la
      la la la
      la la la la la la la
      la la la la la la la la la la la la …….

  28. Fabio de Masi ha detto:

    Forse ti riferisci a Pippo Maradona? Chi fa tanta selezione accurata (salvaguardando i propri interessi, ovviamente) si può sentire Maradona…non altri!

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