Lo Scarpa della Marana …
sconfitto …
dal Kahn der Tufello …
Manuela Marchesi commented on DESIGN D’AUTORE E CHIAPPE ALLA GRIGLIA …
“Quando i paragoni sono fatti a muzzo, c’è qualcosa che non funziona. Accostare la Scalinata di Trinità dei Monti, i “ferri” intorno alle fontane di Piazza Navona, il sagrato di San Pietro, i selci di Piazza del Popolo, roventi d’estate (questi esempi ce li metto io), con San Silvestro, secondo me è una difesa “spiritosa” di un progetto misurato sui rendering e sul “segno”… Bellina anche la citazione delle arie condizionate dei centri commerciali, e carino anche l’accenno al piantare alberi (ma perché no! Disturbano forse il disegno?) come se fosse disdicevole prevedere e progettare un giardino degno di questo nome anche in una piazza (Torino insegna…) Le pensiline degli autobus, poi, erano coerenti con il segno distinguente il trasporto pubblico, dal tram al treno, e basta osservare gli edifici ferroviarii durante un viaggio in treno per trovare un criterio unificante e immediatamente leggibile, dalla forma alla funzione. Pazienza, se ne sono andate. E infine, la Galleria Colonna, che gran casino e che bell’esempio di aria condizionata, frastuono e odore di fondi di caffè…“
Giancarlo Galassi commented on SCARPA “EROTICO” …
“Forse c’e’ un aspetto nel lavoro di un architetto che non c’e’ in quello di un artista. L’architetto si vuole imporre anche per “didattica”, vuole insegnare agli altri come deve essere fatto il mondo, tutto il mondo, anche per quella parte che un committente non gli ha incaricato di trasformare.
Teorie su teorie, diagrammi, disegni, trattati per formare una generazione di allievi che definisca una città vitruviana, albertiana, lecorbusieriana, muratoriana, caniggiana, puriniana …
Anche chi non ha scritto pretende che le sue opere siano significative e profetiche di un mondo nuovo – Mies su tutti…
E’ anche in questo forse che Carlo Scarpa non e’ un architetto, nonostante la cattedra a Venezia e le lezioni allegate a Casabella o recentemente raccolte in un bellissimo libro di Franca Semi che non posso che consigliare.
Ma si possono seguire tutte le lezioni di Scarpa che si vuole ma alla fine non si e’ imparato quello che serve, cioe’: “COME” si fa un capolavoro scarpiano, tanto il contributo della sensibilita’ personale (fatta di esistenza unica e irripetibile, cioè caso e fortuna e intelligenza di approfittarne).
In questo Scarpa, come Klee e la sua Teoria della configurazione, sono grandi e appassionanti poeti che usano le pietre degli architetti per realizzare per noi solo le soglie, le porte, per accedere a un mondo migliore, piu’ profondo, ma non costruibile.”
:G
Abitare un cuore di pietra – la parola a Sebastiano Vassalli,
Filippo De Dominicis commented on “LA BUONA REGOLA”? … MADDECHE’? …
“Antonelli novarese come Gregotti! Eppure la descrizione che ne dà Sebastiano Vassalli in “Cuore di pietra”, mentre costruisce Casa Bossi e contemporaneamente, qualche centinaio di metri più in là, la Cupola di San Gaudenzio, non è proprio il massimo dell’indulgenza …”
“ … la dolce Lombardia con i suoi giardini, il Monte Rosa è un grande macigno; ci corrono le vette a destra e a sinistra, all’infinito, come negli occhi del prigioniero. È grigio il cielo, laggiù si stendono al piano, infinitamente, i pennacchi tremuli delle betulle, come un tabernacolo gotico. Il cielo è pieno di picchi bianchi che corrono, ma la torre di San Gaudenzio instaura un pantheon aereo di archi dorici di marmo. Sugli spalti una solitaria cerca l’amore. L’aspro vino mi ha riconfortato e dal baluardo un azzurro sconfinato posa sulle betulle, pantheon aereo di colonne, sopra un giardino di Lombardia. Settembre solare denso, dove le betulle emergono nel piano. Lontano, il macigno bianco”.
Dino Campana
aldofree commented on “LA BUONA REGOLA”? … MADDECHE’? …
“ho ritrovato alcune vecchie considerazioni che avevo scritto su questo sito alcuni anni fa, allora non mi pare suscitarono il ‘flame’ che si è scatenato in questi giorni, lo ripropongo:”
Erotiche … esperienze sensoriali …
In questi giorni, in cui tanto si discute, e spesso in modi così rozzi e burocratici, …
di Architettura, di Scuola e di Professione, …
riceviamo da Alfredo Masciullo queste graditissime riflessioni su uno dei rari maestri italiani del Novecento … Carlo Scarpa … scomparso, pare ieri, … ormai da quasi trent’anni …
“- In Ornamento e delitto A. Loos scrisse: “Ogni arte è erotica“. Intendeva dire che l’arte nasce come richiamo sensuale e che comunque rimane sempre una evocazione delle pulsioni più istintive e profonde dell’uomo. Erotiche sono la decorazione, la musica, il movimento, sensuali e sensoriali le percezioni di spazi, volumi, tessiture, colori e suoni.-
da ” I taccuini di Schiele ” di B. Briganti su Repubblica del 15.06.08.
Queste poche righe mi hanno folgorato, ecco spiegata la forte attrazione che le ARCHITETTURE di Carlo Scarpa hanno sempre esercitato su di me ed il loro essere vere “esperienze sensoriali”.
Reputo Scarpa uno dei più grandi architetti del ’900 italiano, che andrebbe annoverato tra i grandi maestri e non come lui stesso voleva essere ricordato, cioè un “petit-maitre”; e sicuramente colui che più di tutti si è avvicinato al concetto loosiano di arte erotica.
Le superfici vibranti sotto la luce o nei riflessi increspati dall’acqua, i tanti materiali dai più pregiati ai più plebei ma sempre trattati come preziosi, gli ori, i turchesi, i neri, gli stucchi preziosi, le paste vitree o i legni pregiati, tali da rammentare le stupende architetture cromatiche di P. Klee; lo studio ossessivo dei dettagli, disegnare e ridisegnare una cento volte, in maniera quasi maniacale.
(Oggigiorno, il tempo destinato alla fase ideativa di un qualsiasi progetto si è sempre più assottigliato, surclassato da quello destinato a soddisfare una burocrazia sempre più farraginosa e inconcludente)
Il dettaglio questa “magnifica ossessione”, (con risultati opposti, si può rammentare il detto miesiano “nel particolare c’è Dio”) non è ormai tra gli interessi primari della maggior parte degli architetti e la lezione scarpiana è ormai caduta nel vuoto più assoluto che ci avvolge.
Scarpa, un pò negletto dalla critica militante che lo considerava quasi un “decoratore” e osteggiato in tutti i modi dai cd architetti ufficiali che lo portarono in giudizio per “esercizio abusivo della professione” ,(sic !) coscienti, secondo me, di avere come concorrente un “genio” e per tale motivo desiderosi di tenerlo lontano da committenze allettanti.
A quasi trent’anni dalla tragica scomparsa, Le sarei grato se spendesse due parole sul suo insegnamento, sicuro che ciò spronerà coloro che hanno avuto la fortuna di averlo come maestro “il professore” a ricordarlo come merita.”
Cordiali Saluti da Alfredo
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ci auguriamo che questo accorato richiamo a Scarpa …
e alla sua “magnifica ossessione” …
riesca a far riflettere, almeno qualcuno, sulle vere “dimensioni” dell’architettura di ieri, di oggi e di domani …