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APPARENZA E ANAMORFOSI …

Ibiza 2012 x bloop festival, l’apparenza
Apparenza e Anamorfosi, un punto di vista visionario.
di: Massimo Mazzone
Artista, Cattedratico dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano,
orgoglioso partecipante al Festival BLOOP.

“Cos’è Ibiza nell’immaginario comune?
L’isola dell’ entertainment supermediatico…
Le migliori discoteche del mondo, uno stile di vita all’aria aperta, la vendita abusiva di piccolo artigianato sulla spiaggia ma anche barche a vela e yacth…
Una specie di Sodoma e Gomorra contemporanea, un Luna Park, un divertimentificio, un Eden, una culla equivoca dell’ ex-ibizionismus, (sono alla moda.. vengo da Ibiza..).
Una enclave di hippy veri e di hippy con carta di credito.
Una ‘città aperta’ dove esiste la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ma anche di soggetti variamente alterati, club di reduci da feste infinite, raccolti e ricondotti amichevolmente a casa, o in hotel, un’isola estremamente rispettosa dei vizi privati e delle pubbliche virtù notturne;
laddove durante il giorno, corpi umani di incerto genere sessuale si espongono ‘plastificati’, tette finte e labbra a canotto inaffondabili, dove giovani e vecchi, adulti o quasi adulti o quasi vecchi, spesso tatuati e ovviamente muniti di piercing, depilati integralmente, si mostrano glabri come neonati, (pedofilia psicologica o regressione vacanziera??), spiaggiando come balene o come meduse giganti in putrefazione sotto un sole che non perdona;
sulle pallide epidermidi nordiche appaiono così piaghe e ustioni che ricordano gruppi di isole sulla carta geografica…
Oppure Ibiza potrebbe sembrare a prima vista, il Paese dei balocchi dove i novelli Pinocchio si trasformano in somari o forse potrebbe essere solo una fabbrica di soldi?
A me sembra qualcosa di vicino al Paradiso terrestre, nell’Europa bigotta che ci si fa incontro, a me sembra un paradiso di biodiversità…
Da artista, che dire in un festival che si dichiara PROATTIVO? Che ovvio l’isola non e’ solo quello che appare a me o a chiunque altro, il livello di complessità e’ notevole, e il Festival lo dimostra, e’ Mediterraneo e identità, provincia e internazionalità, culture, ma anche sale e carbone, e anche calce e pece, e duro lavoro e millenni di storia.
Dunque, ho trovato NECESSARIO recuperare un magazzino del sale, monumentale e meraviglioso, aprirlo al pubblico anche solo poche ore, restituirlo ad una funzione PUBBLICA e GRATUITA dove e quando si vende tutto, e costruire un tappeto di sale, grande, idealmente grande come le saline che da tempi immemori caratterizzano il paesaggio. Questa e’ stata l’arte mia, quella di porre una domanda e proporre ai visitatori di girare intorno a questo disegno, scegliendo il ‘proprio punto di vista’.
Recuperare le parole per dirlo, e chiedere agli spettatori di fare altrettanto, attraverso una tecnica antica, quella dell’anamorfosi, che dice innanzitutto che l’apparenza inganna, che la realtà dipende molto dal punto di vista che assumiamo, che BLOOP innanzitutto e’ un suono, un suono animale e minerale, e’ un gorgoglio terracqueo, un magma che sale dal profondo ed emerge, come un vulcano, come una isola, con un arcipelago di attività sparse sul territorio… e che il disegno ‘astratto’ di carbone, sul tappeto di eterno sale, si ricompone a un certo preciso punto di vista, in un volto, che forse e’ un bambino che sorride beffardo (rappresentando il futuro?).
O una forse e’ bambina (l’Europa?), che non teme la crisi o la Merkel, o forse e’ la Catalunya o forse e’ la Marianne da piccola, che ancora non guida il popolo ma forse un giorno lo farà, o forse e’ la Repubblica o forse ancora e’ l’Anarchia, sopravvissuta ai bombardamenti italiani del 1936, o forse e’ il volto di Medusa, con in serpenti per capigliatura, una faccia che se la guardi diventi una statua, ti pietrifichi, ti cristallizzi..
Smetti di essere Persona e diventi una Cosa, sex appeal dell’inorganico.. come accadde alla famiglia di Lot di biblica memoria, quando la moglie disubbidiente al comando divino, si voltò a guardare la distruzione delle città empie, trasformandosi in una statua di sale..
e questo processo di cristallizzazione, porta per associazione al processo di vetrificazione, di vetrinizzazione, di trasparenza, di esposizione, di commercializzazione, di mercificazione, e si potrebbe continuare all’infinito con catene associative che infine, si specchiano nel tema del festival di quest’anno, l’Apparenza.
Un Festival con un numero incredibile di partecipanti, che lascia sul territorio alcune importanti cose materiali(come i murales) e alcune immateriali, come i concerti, le mostre temporanee, e alcune cose paradigmatiche, che aprono la strada a progetti futuri, come i laboratori per i bambini, la riapertura di spazi altrimenti chiusi, e in generale, hanno arricchito la vita culturale dell’isola e migliorato la sua immagine. Grazie a tutti.”

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OCCIDENTE …

sergio 43 commented on PISTOLETTO RICICLATO …

“Mentre sto navigando a vista e di bolina in Internet, mi capita di leggere qualcosa su Pavel Aleksandrovic Florenskij scomparso nel 1937 nell’inferno del Gulag e per mio disdoro perfettamente sconosciuto fino ad oggi. Non la faccio lunga, chi vuole può a sua volta andarselo a cercare. Ma mi ha colpito, anche perchè si tiene perfettamente con il tema di questo blog e con le reazioni suscitate, una frase di Elemire Zolla in “La filosofia perenne”, anno 1999: “Nei suoi ultimi anni di libertà Pavel Florenskij compose la sua stupenda estetica. La premessa è l’idea einsteniana di spazio. (….). Florenskij si curva sul concetto di “cosa” e la definisce come “corrugamento” o “luogo di curvatura” dello spazio. (….). QUELLA DI FLORENSKIJ E’ UN’ESTETICA NATA SUL CIGLIO DELLA VORAGINE, DOPO DI ESSA L’ARTE SAREBBE SPARITA, SOSTITUITA DA ESPOSIZIONI DI STERCO, BALBETTII, INSTALLAZIONI”. Detto questo, cari amici, data la situazione di avvilimento, disperazione del nostro Occidente, dobbiamo anche tenerci gli interpreti, perchè questa è la loro funzione, di questa disperazione. Chi ha fegato e genio per opporsi si deve fare avanti. Deve essere però conscio che la lotta sarà terribile e forse infausta. Quando un mondo muore ed è convinto del proprio suicidio non ci son cure che tengano, anzi si vuole che sia certificato il proprio diritto a morire. Pistoletto dice che il nostro mondo può rinascere dalla mondezza. Anche se oramai è un pensiero che non ha più voce, preferisco rifugiarmi nella convinzione che il nostro mondo, quello che ci ha dato ossa, muscoli e nerbo è sorto dal Mito e dal Verbo. A quanto pare a noi sono rimaste solo le ossa cadaveriche e scheleriche del mitico Pinocchio, le scorie rugginose del nostro tecnologico presente e le musealizzate e irrigidite bellezze senza più contesto del morente Occidente che, nomen omen, ha purtroppo in se il suo destino (Occidente=”sol occidens”, sole che cade, che muore). Già una volta, nella figura dell’Impero Romano di Occidente, le nostre lande hanno visto distruzione, morte e rovine. Ha ragione Pistoletto quando afferma, a voce e con le sue installazioni, che un altro mondo può rinascere dagli scarti. Solo che gli scarti che il morto passato ci ha lasciato erano colonne, capitelli, Seneca, Virgilio, Vangeli, Saffo, Omero e su quelle fondamenta è stato possibile ricostruire la modernità. Il futuro dei nostri nipoti, se pur continueremo a generarli, quale sarà? Dobbiamo aver fiducia che da qualche parte pochi semini, adesso dormienti sotto gli stracci di Pistoletto, germoglieranno di nuovo e come i trentasei “giusti” del Talmud, altra pietra angolare della nostra civiltà, sconosciuti a noi e anche a se stessi, con la loro condotta determineranno il destino dell’umanità?

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AD MAIORA …

Cina: 5 secondi per demolire i grattacieli

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COPYCACCH … (nei migliori reparti ortofrutta!) …

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ITALO … UNO SCONTROSO, IRRESISTIBILE MAESTRO …

La morte dell’architetto Insolera il ricordo di … – Roma – La Repubblica

sergio 43 commented on Exit Through The Gift Shop …
“Prof., insisto, perchè per Nicolini tanti riconoscimenti per i suoi giusti propositi per Roma e per Insolera neanche una parola sulle sue giuste proposizioni su Roma? Vabbè che, di quello che ha scritto, a chi comanda “nun je ne pò frega de meno” ma la damnatio memoriae in questo nostro salottino, come viene giudicato in poche righe da Salvatore D’Agostino in un vecchio colloquio, da Falso Cascioli nel suo “Chiacchiere da blog” e da Pietro Pagliardini nel suo acuto commento, spero proprio di no!

…………………

Italo è stato per tutti noi un indiscutibile maestro …

per i politici romani un imperdonabile rompiscatole …

il suo carattere rigoroso, difficile e scontroso …

ce lo rendeva umanamente irresistibile …

ben al di là delle rispettive posizioni culturali …

l’isolamento in cui è stato relegato negli ultimi decenni …

è una vergogna proporzionale soltanto all’indigenza etica e culturale della nostra classe dirigente …

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DAJE CINO … ER DARWIN DER TICINO …

Pietro Pagliardini commented on CINO … DAR MATTARELLO AR BACAROZZO …

“Madunnina! come si dice in Val di Chiana. Professore ma lei lo sapeva che il nostro scheletro non è poi così diverso da quello di un pollo? Io l’avevo sentito dire, anzi l’ho sempre detto, per gli amici-nemici valdarnesi che noi chiamiamo “quei polli del Valdarno”, ma credevo che fosse uno scherzo.
Invece è proprio vero. Grazie Biennale, grazie Zucchi.
E poi Prestinenza Puglisi dice che non c’è il common ground (nuova parola chiave cult)!
Vado a letto, che polli e galline col buio si addormentano subito.”
Pietro

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CINO … DAR MATTARELLO AR BACAROZZO …

Biennale Architettura 2012 – Cino Zucchi

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IL QUASI-VERO COLORE DELLA COZZA …

Pietro Pagliardini commented on A CIASCUNO LA SUA …

“Aggiungo solo che i colori della foto sono falsati: quel blu elettrico è in realtà un antracite. Datecela anche blù!!!!
Pietro

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Ritratto dell’artista da vecchio …

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