SCUOLE ROMANE …

Giancarlo Galassi :G commented on DISEGNI (degli scolarchi) ROMANI …

“Il problema è che da studente un corso di composizione è un corso di composizione e non mi immaginavo minimamente che nel frequentare Caniggia (Scuola romana moderna) oppure Melograni (Scuola Benevolo) oppure Pellegrin (Scuola Zevi) o Purini (Tendenza romana) la differenza non fosse solo il tema o l’importanza come “firma” del professore (controllavo in biblioteca cosa avessero realizzato o scritto) ma ciasuno tenesse a fondamento un metodo e una teoria profondamente, radicalmente, incommensurabilmente differenti.
Nessuno ce lo spiegava perchè dei colleghi della stessa facoltà, per pace accademica e buona educazione, non si parlava e ancora oggi non si parla. Le presentazioni in Aula Magna dei diversi corsi che si potevano scegliere (prima che l divisioni per lettera consegnassero ignari studenti nelle braccia di chissà chi) erano basate sul tema progettuale non sulla teoria.
In cattedra ci sono molti allievi e continuatori di quelle tradizioni didattiche, le quattro scuole di Nicolini più una quinta oggi che cerca una sua identità mettendo in discussione la propria alla luce delle conquiste delle altre, più una sesta abbastanza imbarazzante di cani sciolti e pensiero sciolto che scimmiottano tutto lo scimmiottabile.
Queste scuole sono presenti e sopravvivono, a volte per inerzia, nell’inconsapevolezza degli stessi docenti che ne adottano gli schemi per valutare e revisionare i lavori didattici solo perchè così hanno imparato a fare e lo ritengono l’unico modo buono per l’architettura e gli esiti diversi dei progetti non sono altro che espressione di maggiore o minore talento del progettista cui è legato un linguaggio unico e incomunicabile.
Quindi uno studente su questi problemi deve diventare autodidatta e inventarsi una “Storia-dell’Architettura-Contemporanea-all’Interno-della-Propria-Facoltà” materia di cui deve scrivere il programma e inventarsi i libri di testo.
Quello di Nicolini ad esempio è un buon articolo per cominciare.

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P.P. … IL FANTASMA DEL POMPIDOU …

filippo de dominicis commented on DISEGNI (degli scolarchi) ROMANI …

“Sai Giancarlo ho visitato a Parigi la mostra ‘La Tendenza’, proprio nel suo giorno di chiusura, e stupore tra gli stupori, quanta ‘robba’ romana, da Passi (e Muratore, con il suo libro su FdG esposto tra gli scaffali) a Purini al Gruppo Metamorph al GRAU. E Portoghesi vero ‘deus ex machina’, impalpabile e onnipresente in ogni angolo… Quasi a testimonianza di un discorso che si ripete, sempre. Evviva.”

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1963: le grandi interviste del critico in nuce …

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“UN LONTANO RICORDO DI GIOVENTU'” …

Michele Granata commented on POVERO RENATO … IN CHE MANI …

“Ho conosciuto Renato Nicolini nel 1959.
Era molto giovane, se non ricordo male aveva diciott’anni ed aveva appena fatto gli esami di maturità.
Suo padre Roberto, (chiamato «Bobo» dal Professor De Renzi), che era associato al progetto, gli aveva chiesto di fare la relazione per il concorso per la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio.
Se la cavo’ egregiamente e De Renzi ne resto’ impressionato, anche se un giorno mi sussurro’ in un orecchio, « ….ma è comunista », come se questo fosse una malattia contagiosa.
Io pero’ lo sapevo e sapevo anche che era iscritto al partito nella cellula di via Monte Zebio.
Avevamo le stesse opinioni, ma lui, a quell’età, era gia’ impegnato politicamente, comunque molto piu’ di me.
La mamma, signora gentilissima, timorata di Dio, non conoscendo le mie convinzioni, nella sua ingenuità di madre, mi telefonava allo Studio cercando in qualche modo di convincermi a far cambiare le idee al figlio ; cosa naturalmente estremamante illusoria. Il padre, grande architetto, era di spirito liberale, in ogni senso, e, pur non condividendo le opinioni del figlio, le rispettava.

In quei momenti del grand casino che precedette il giorno della consegna del progetto del concorso, Renato si teneva in disparte da osservatore silenzioso, e di tanto in tanto cercava di capire la meccanica dell’organizzazione del nostro lavoro e ne sembrava quasi affascinato.

Di Renato quello che piu’ mi ha colpito era la capacità di sintesi delle sue idee ; chiare, semplici, precise e gia’ molto mature per un ragazzo di diciott’anni.

Rifacevamo il mondo con le discussioni che si possono avere a quell’ età, ma io lo rifacevo con sogni illusori mentre lui lo faceva sempre con dei concetti concreti.

L’ho perso di vista per le circostanze che ci propone la vita, e quando lessi sui giornali la progressione della sua carriera culturale e politica non me ne sono meravigliato, se non forse per l’evoluzione del carattere, apparentemente timido del giovane che ho conosciuto, a quello du un intellettuale di grande personalità sicuro di se, forte, solido ed impegnato in mille attività.

Non é che un piccolo, lontano ricordo di un attimo della gioventu’ di Renato Nicolini.”

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DISEGNI (degli scolarchi) ROMANI …


“La celebrazione di Nicolini fatta da Muratore su questo blog ripubblicando
un elzeviro di trent’anni fa scritto con Accasto e Fraticelli, cade in
contemporanea con la vigilia della mostra a via Giulia che espone
lavori o lavoretti di tanti di quei ragazzi di cui l’articolo narra gli
eretici esordi.
E non solo i loro ma anche dei loro allievi.
Non essendo molto brillante ho fatto fatica a leggere l’articolo (anche l’
impaginazione non aiuta) perciò l’ho chiosato e interpretato qua e là.
Presuntuosamente pubblico i miei appunti.
Credo che l’articolo di Accasto Fraticelli Nicolini aiuti a capire un po’ cosa  è successo e
succede a Valle Giulia e perché ci siano al suo interno almeno 4
posizioni teoriche diverse (insegnate anche con poca consapevolezza da
parte dei docenti), e  perché ciascuna denigri l’altra. Immaginate la
fatica degli studenti  a orientarsi quando da un anno all’altro
cambiano professore e “ideologia”.
Una fatica probabilmente utile.
E forse si capisce meglio anche questa mostra.”

Giancarlo Galassi :G

Pseudo Abstract

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MICROCOSMO PENTAGONO …

MAURO commented on GRANDE LOPONI … PRINCIPE DEL TRULLO …

“Grazie Professore, disegni meravigliosi, alla Ridolfi…piante, prospetti, disegni “sovrapposti”, in sostanza il FIGURARE……
Non interesserà una cippa, ma questa estate sono andato a vedere, alle Marmore, Casa Lina.
Perché nelle università, ad insegnare la Composizione, non c’è più un Ridolfi?
A Marmore, flotte di turisti in fila per vedere 4 spruzzi d’acqua, comandati con un timer per accattivarsi lo sguardo dei turisti a 8 eurini a cranio, diversamente l’acqua sì e no scenderebbe… Casa Lina sta lì a margine della strada, come era, volutamente, “a margine” la vita di Ridolfi dopo i trionfi romani. Non c’è cancello, entri così nel giardino e te la trovi davanti; sei stranito, ti siedi un attimo…ti ricordi all’università quando Leoncilli ti metteva davanti alla grandezza di quei disegni. La casa sembra disabitata, non so se sia ancora della famiglia, ma ricordo da una biografia del Mastro che il figlio dichiarasse di non amare quella casa. Lo spazio è romano, centrico come un battistero o un’architettura barocca, ma la pietra è la pietra sponga, con le sue porosità, a fare diventare questa casa un’architettura “del luogo”. Ci giri attorno, sembra di essere catturati dalle pareti che arretrano e ritornano in fuori; ti viene in mente il pentagono di Caprarola, perché le prime “variazioni compositive” partono da lì. Che poi quel pentagono, che ha reso celebre il Vignola, era già nei primi disegni di uno dei (tanti) Sangallo. Ridolfi aveva dentro di sé la grandezza della Valle reatina, attraversata dallo spirito di Francesco tra Poggio Bustone, Greccio e il Convento della Fonte. Avrei voluto vedere l’interno, alzare lo sguardo verso la splendida lanterna, coronamento verso l’alto dello sguardo, come in un tempio romano appunto, ma non si poteva entrare. Forse per rispettare la sacralità del gesto di Ridolfi, che non ha più retto e si è lasciato scivolare, con la sua auto, nelle acque del lago di Piedilugo.
Quando lasci Marmore, ci passi dal Lago….
MAURO

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GRANDE LOPONI … PRINCIPE DEL TRULLO …

Caro Professore, ma chi è Guido Loponi?

TEMI DELL’ESERCIZIO D’ESAME e materiali bibliografici
In ogni caso, lo amo.
saluti
cristiano

…………..

un architetto, purtroppo poco noto, ma splendido …

di cui conservo uno straordinario ricordo …

lo intervistai qualche anno fa nella sua masseria…

alla periferia di Bitonto …

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IL SOGNO DI GUSTAVO …

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