“Produzione di merci a mezzo di merci” …

Invito 5 dicembre

Produzione di merci a mezzo di merci …

un tema affascinante …

trattato da alcuni specialisti autorevoli …

e da una bella compagnia di impuniti …

che dell’arte e del suo “sistema” …

hanno fatto, semplicemente, …

carne di porco …

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Della serie “Le recensioni emotive”: C’è una regola del bello? …

Cari Archiceffi, sabato con Repubblica e 1 Euro in più  c’era questo libretto divulgativissimo curato da Maurizio Ferraris, che ultimamente mi capita di seguire con interesse per questa questione del Manifesto del Nuovo Realismo in Filosofia (magari c’è qualche filosofo – Serafini? Batti un colpo -che ce lo recensisce?) e a cui questi librini facili facili forse non sono estranei. Lo so che a un intellettuale che si rispetti fanno ribrezzo ‘ste cose troppo pop o plop da defecazione rapida, però voi forse non siete troppo ammalorati di intellettualismo se siete qui in giro e magari dal giornalaio, di martedì, lo trovate ancora.

Il tema è : Estetica o Estetismo? Un tema che ci riguarda da  vicino. Purtroppo.
Che non si sa mai bene come prendere. Meglio ignorarlo. Io vi trascrivo  il finale dell’intro.

“La bellezza dunque, importa. Ma bisogna evitare l’eccesso inverso rispetto alla squalificazione novecentesca. L’idea di Dostoevskij secondo cui la bellezza salverà il mondo è in ultima analisi
tutt’altro che benigna: non date né scienza né pane al mondo, dategli lustrini e veline, e che si accontenti. Insomma, si sente il vento, non tanto della follia, quanto piuttosto dello stupore a poco prezzo e del raggiro che pagheranno caro. Un rischio collaterale di questa frase così immodesta (perché veniva da uno scrittore, dunque da un professionista della bellezza) è inoltre di far odiare la bellezza, e di farle preferire il brutto per il brutto. Il che,fra l’altro, è storicamente avvenuto. Non appena un artista, un critico, un filosofo, si sono infuriati con l’idea che la bellezza avesse la meglio sulla giustizia e sull’umanità, il primo gesto è stato per l’appunto teorizzare, o purtroppo anche realizzare, opere brutte, che non fornicassero con l’estetismo, che ci mettessero sotto gli occhi i dolori del mondo, senza redimerli, ossia lasciandoli brutti, anzi, aggiungendo bruttezza a bruttezza. E poi, già che ci siamo, si è provveduto a riempire il mondo di case brutte, di calzoni a zampa, di panini alla piastra, e ovviamente di opere che meriterebbero di finire al MOBA, il Museum of Bad Arts di Boston. MF”

Un saluto,
Giancarlo Galassi :G

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C’è una spiegazione per tutto…

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Fuoco amico!! …

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QUANDO LE CASE PERSERO IL TETTO …

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ARIECCO L’OLANDESI …

TRIGGERINGREALITY

triggering traduzione

Che cosa è triggering ? …

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Addio storico: Rossanda lascia “il manifesto”…

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ER GRAFFITO DER CANGURO …

HIVE Apartment In Australia Is A Graffiti Enthusiast’s Dream Pad …

queste si che so idee gajarde …

dar graffito ar cimento …

artro che  ‘r mattone …

er muro de Fasolo …

e stronzate varie …

questa si che è …

A R C H I T E T T U R A …

quella vera …

quella dura …

 

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“PAROLE SACROSANTE” …

“Caro Sandro,
le tue sono parole sacrosante, come purtroppo è sacrosanta la verità che l’Italia sia piena di archicialtroni e ingecialtroni straconvinti che il cemento armato sia meglio della muratura tradizionale, e che il “restauro artistico” sia un atto doveroso.
Certi archicialtroni sono già dannosi come designers di nuovi edifici, figuriamoci quando si permettono (o gli viene chiesto) di “restaurare” opere che non conoscono, né vogliono minimamente sforzarsi di conoscere … avendo come unico interesse quello di porre la propria firma-scarabocchio sull’edificio storico di turno.
Grazie alle tue parole, che mi danno la possibilità di riflettere ancora una volta su ciò che ho avuto modo di scrivere (L’Aquila, Pompei, Barletta, ecc.), mi convinco sempre più del fatto che la cosa più grave sia la gente incompetente che insegna questa materia in maniera ideologica: quell’insegnamento distorto fa sì che la maggioranza dei neolaureati, in tutta buona fede, creda di essere nel giusto operando in quel modo che tu definisci da “archigeometra” ma che mi limiterei a definire “ignorante” perché ci sono geometri più bravi di tanti architetti.
Il male parte sempre dall’accademia (i geometri operano per emulazioni dei modelli che vengono dagli architetti, quindi si torna al punto di partenza), dalle scuole e dalle facoltà di architettura e ingegneria dove vige la mancanza assoluta di conoscenza delle tecniche tradizionali, del comportamento dei materiali, nonché di tutte quelle regole basate sull’esperienza costruttiva che hanno sovrinteso per secoli alla costruzione degli edifici, prima delle imposizioni delle Carte di Atene e Venezia.
Quanti altri monumenti dovremo piangere prima che possa esserci un cambio di orientamento?”

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