ER GRAFFITO DER CANGURO …

HIVE Apartment In Australia Is A Graffiti Enthusiast’s Dream Pad

queste si che so idee gajarde …

dar graffito ar cimento …

artro che  ‘r mattone …

er muro de Fasolo …

e stronzate varie …

questa si che è …

A R C H I T E T T U R A …

quella vera …

quella dura …

 

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

“PAROLE SACROSANTE” …

“Caro Sandro,
le tue sono parole sacrosante, come purtroppo è sacrosanta la verità che l’Italia sia piena di archicialtroni e ingecialtroni straconvinti che il cemento armato sia meglio della muratura tradizionale, e che il “restauro artistico” sia un atto doveroso.
Certi archicialtroni sono già dannosi come designers di nuovi edifici, figuriamoci quando si permettono (o gli viene chiesto) di “restaurare” opere che non conoscono, né vogliono minimamente sforzarsi di conoscere … avendo come unico interesse quello di porre la propria firma-scarabocchio sull’edificio storico di turno.
Grazie alle tue parole, che mi danno la possibilità di riflettere ancora una volta su ciò che ho avuto modo di scrivere (L’Aquila, Pompei, Barletta, ecc.), mi convinco sempre più del fatto che la cosa più grave sia la gente incompetente che insegna questa materia in maniera ideologica: quell’insegnamento distorto fa sì che la maggioranza dei neolaureati, in tutta buona fede, creda di essere nel giusto operando in quel modo che tu definisci da “archigeometra” ma che mi limiterei a definire “ignorante” perché ci sono geometri più bravi di tanti architetti.
Il male parte sempre dall’accademia (i geometri operano per emulazioni dei modelli che vengono dagli architetti, quindi si torna al punto di partenza), dalle scuole e dalle facoltà di architettura e ingegneria dove vige la mancanza assoluta di conoscenza delle tecniche tradizionali, del comportamento dei materiali, nonché di tutte quelle regole basate sull’esperienza costruttiva che hanno sovrinteso per secoli alla costruzione degli edifici, prima delle imposizioni delle Carte di Atene e Venezia.
Quanti altri monumenti dovremo piangere prima che possa esserci un cambio di orientamento?”

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

UN NUMERO PER UNO NON FA MALE A NESSUNO …

Casco numerato, primo sì dei poliziotti, “Noi identificabili, ma loro a viso scoperto”

ottima idea …

ma perché non “numerare” anche i professori …

così quando sparano troppe cazzate …

gli si può prendere il numero? …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

“Cosa è successo in questi 25 anni?” … BOOOH??? …

Giancarlo Galassi su : MATTEO IEVA E CARMINE ROBBE A CANOSA DI PUGLIA …

“Grazie per i commenti che diluiscono la preoccupazione di mettersi in piazza.Se cliccate sull’ immagine in basso prima con il tasto sinistro del sorcio (e finite nell’archivio delle immagini AW) e poi di nuovo con il tasto destro aprendo in una nuova scheda, potete leggervi le micro scritte che spiegano la stratificazione tutta fasoliana dell’edificio.

Il grande assente dal testo è Giuseppe Strappa, collaboratore di Caniggia nella sua ultima stagione, e maestro di Ieva. Ne ho omesso il nome per opportunità. C’era il rischio, come adesso, dell’effetto marchettone dell’assistente al professore con cui collabora ogni giorno all’università.

Resta il fatto che Caniggia ci ha spiegato come leggere e progettare l’edilizia. E’ morto a 54 anni prima che facesse in tempo a parlarci di Archiettura con l’A maiuscola e di LINGUAGGIO con la stessa chiarezza con cui aveva parlato di case di base.

Eppure adesso abbiamo quest’opera di Ieva e Robbe.
Cosa è successo in questi 25 anni?

Dove e con chi è andata avanti la ricerca fino a essere originale e nuova?

Fatevi voi due ragionamenti oppure una ricerca su Google Books.”

…………….

non è certo il caso d’annà a cercà er pelo nell’ovo …

e magari de comincià a criticà appena c’è quarche cosa de bbono nell’aria, ma …

nimmanco ‘saggeramo …

ché se ‘sta palazza de Canosa …

è sicuramente cosa diversa da più corivo trendy trendy …

de casa e de fori …

ma magari, tanto pe dinne una, …

ar Vagnetti de Livorno …

e puro a quello de le donne dell’Azzione Cattolica …

questa, manco ‘n baffo je fa …

pe’ nun parlà de l’amici inghilesi der Mazzola …

e magari puro der poro Leo …

ce sarà anche er fantasma de Fasolo didietro …

ma puro quello, daje e daje, poi s’incazza …

pe’ ‘sta palazza …

(scusate ‘a rima) …

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

“Le 32 architetture non bastano a riscattare la città” … MA??? …

“Forse a parte l’ambiente urbano sempre più degradato, dilatato e spersonalizzato, si fanno più cose di quanto si pensi nella nostra Capitale e molte restano ancora fuori da riviste, cronache e pubblicazioni.
Mi sembra piuttosto che manchi profondamente la qualità sia formale che materiale dell’edilizia corrente e dello spazio pubblico e le 32 architetture non bastano a riscattare la città.

Saluti.”

……………

Carissimo Nicita …

condivido, nel complesso, il suo giudizio, ma …

me lo consenta: …

non saranno proprio alcune di quelle architetture tanto strombazzate …

e che continuano, da almeno un decennio, ad essere pubblicate ed inaugurate …

ad essere, proprio loro, uno dei motivi del degrado culturale di questa città? …

peccato che non mi abbiano invitato alla presentazione del libro …

credo che ci saremmo potuti divertire …

comunque e a prescindere …

se trova in giro qualche cosa di buono, …

come sembra indicare nel suo commento, …

perché non me lo segnala …

sà, sono molto curioso …

e sarei felice di ospitarla …

Pubblicato in Architettura | 1 commento

“Nuovo perchè finalmente tradizionale e antico” …

Il crollo del torrione di Magliano …

Riceviamo da Sandro Ranellucci e volentieri vi giriamo: …

25.11.2012

“Il crollo del torrione di Magliano in Toscana non meraviglia chi ha assistito in quel territorio negli ultimi anni al procedere nel Restauro, nella Manutenzione, nell’Integrazione costruttiva sulla base di un ottuso modernismo nell’allontanamento costante dal Costruire tradizionale.
In queste tre righe è contenuta la soluzione del mistero del crollo che è un mistero solo per chi non sa che c’e’ un cantiere che è quello dell’Archigeometra, il cosiddetto Tecnico uscito dalle scuole di Stato, e un cantiere che è stato quello del Mastro, che per me e’ il compianto Lisci dell’Albinia analfabeta quanto Mastro Zabaglia (1664-1750). Il Mastro che costruisce e integra e sa cucire e ricucire con le mani in un tessuto continuo fatto di mattoni e di conci di pietra. Il Mastro che non tocca mai il moderno cemento per consolidare e per integrare. Che non fa puntelli puntuali metallici o di cemento solo in certi punti per consolidare, ma fa speroni compatti e continui estensivi di mattoni.
Nel territorio di Magliano in Toscana nel 2012 si costruisce solo con il cemento, e poi si riveste con la finta pietra. Chiedi di fare una scala per raggiungere il piano superiore del tuo fienile. Sarai obbligato ad impiegare cemento, in fondazione, in elevazione, in copertura. Cosicche’ il mattone se ci sara’ entrera’ in ballo come cortina di rivestimento, e cosi’ per la pietra, che non sara’ impiegata di norma a conci ma a fette, applicata sopra il cemento armato. Come non avrebbe mai fatto nessun Lisci dell’Albinia.
La continuita’ del mattone ha le sue leggi di materiale portante e non di rivestimento. Invece i tecnici odierni non considerano più il mattone e la pietra come materiale portante ma come materiale di rivestimento. Il mattone e la pietra si appiccicano sul cemento, che porta, lui solo, secondo i moderni tecnici del territorio maremmano. Mentre il Lisci, e tutti i Mastri dell’Albinia, formatisi alla scuola di quel cantiere vivente che è Pitigliano coi suoi spalti, con i suoi contenimenti, sa come i mattoni non vadano considerati come un rivestimento, una belluria estetica che si sostiene con la massa interna possibilmente da sostituirsi col cemento. Ma la presenza del mattone e dei conci di pietra va estesa con continuita’ con speroni successivi che allargano continuamente e con con continuità la superficie della base di appoggio. Cosicche’ costituisce un errore pulire e ripulire all’intorno del torrione la supericie attorno per fare passeggiate e giardinetti attorno alle mura. Scalzare a favore dei prospetti è di norma, e a sfavore delle superfici occupate. Da occuparsi invece piuttosto con altri speroni. E invece tutt’intorno, non necessariamente a ridosso del torrione, ma piu’ lontano e piu’ in basso si notano consolidamenti posticci con putrelle di ferro, e puntuali con il cemento. E il restauro conservativo si accanisce contro qualunque presenza definita superfetativa malauguratamente sia stata costruita in pietra e mattone, in continuita’ con le mura, non solo per estemporanea necessita’ funzionale, ma anche per costituire un blocco compatto e sicuro. Cosicchè l’orrendo “vecchio mulino” maglianese viene tollerato solo perche’ è staccato fisicamente dalle mura storiche. Mentre andrebbe demolito di corsa perche’ i suoi moderni solai sono di cemento e le finte travi di legno sono appese e non portanti, ignoranti e mentitrici, come la finta pietra e i finti mattoni appiccicati al cemento. Mentre si dovrebbe agire e pensare come con le arcate rampanti successive attorno alle cattedrali gotiche e ai borghi medievali. Invece dai a scalzare le cosiddette superfetazioni in mattoni e pietra, a “liberare” le porte e i torrioni, dai a realizzare passeggiate e giardini a ridosso, laddove contrafforti e speroni avrebbero dovuto svolgere il loro compito che e’ quello di allargare sempre piu’ la base.
Il crollo del Torrione di Magliano non e’ occasione per ricorrere a barre in acciaio e a ricorrere a portanze di cemento da dissimulare con mattoni a cortina e scaglie di pietra. Questo crollo è occasione per ricordare agli archigeometri locali che il mattone e la pietra non sono rivestimento, ma materiale portante. Che ha bisogno di estensione adeguata su superfici d’appoggio sul terreno, a differenza dell’orrido cemento, al quale ne bastano poche. Ma che bisogno hanno, (anzi, avrebbero avuto), il Lisci e gli altri mastri, di lavorare a ridurre costantemente le superfici d’appoggio perimetrali? In buona sostanza i vecchi Mastri che lavoravano con le mani callose non ci sono più, e i nuovi archigeometri, con le loro maestranze, avvezze piu’ al martello pneumatico che al cuci e scuci, richiederebbero un nuovo tipo di addestramento nelle scuole professionali d’ogni genere. Nuovo perchè finalmente tradizionale e antico. Da fondarsi non esclusivamente su logiche da cemento armato, ma piuttosto sullo studio dell’analogo nei borghi circostanti. In pratica occorre fondare una nuova mano d’opera e nuovi tecnici sullo studio delle tecniche costruttive tradizionali. Ovvero occorre diffondere la teoria e la pratica del Manuale del Recupero. Di cui certo il Lisci dell’Albinia non aveva bisogno, avendolo tutto nella propria testa e nelle proprie mani.”

S.R.

http://www.sandroranellucci.it/blog/

Su.Per.Visione – Home page

Pubblicato in Architettura | 1 commento

MENO ARCHITETTURA SE FA … PIU’ ARCHITETTURA SE PUBBLICA …

INVITO romamillennio

sono proprio curioso di vederle queste trentadue …

“nuove” architetture del terzo millennio …

mi sa che ci saranno parecchie facce già viste …

…………

detto fatto …

clicca qua … clicca là …

eccole spuntà: …

“La forma della città (Presentazione di Vittorio Caporioni) – Una città nuova – Ringraziamenti – Referenze iconografiche. Centro Storico: Museo dell’Ara Pacis – Biblioteca Hertziana – Sala d’esposizione nel giardino romano dei Musei Capitolini – I Mercati di Traiano e il Museo dei Fori Imperiali – Riqualificazione del Palazzo delle Esposizioni – Ampliamento della Biblioteca Pio IX nella Pontificia Università Lateranense – Radisson Blu es. Hotel – Macro Future, Altra Economia, Accademia delle Belle Arti a Testaccio. Trieste | Somalia | Pietralata: Macro Museo di Arte Contemporanea di Roma – Stazioni della metropolitana Annibaliano e Libia – Stazione Tiburtina. Tor Bella Monaca | Tor Vergata: Palazzine di via Aspertini – Città dello Sport – Campus X. Ostiense | Portuense: Programma di riqualificazione dell’area Giustiniano Imperatore – Sede museale alla Centrale Montemartini – Rettorato e Facoltà di giurisprudenza Università Roma Tre – Via Ettore Rolli – Piazza Nicola Cavalieri – Il Ponte Ostiense. Eur | Laurentino | Aurelio | Acilia | Fiumicino: Nuovo Centro Congressi – Centro Culturale piazza Elsa Morante – Palazzetto Bianco – Biblioteca comunale Sandro Onofri – Municipio di Fiumicino – Nuova scuola media di Aranova. Flaminio | Giustiniana | Torrevecchia: Maxxi Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo – Ponte della Musica – Auditorium Parco della Musica – Il nuovo mercato di Ponte Milvio – Asilo nido La Giustiniana – Centro polifunzionale Santa Maria della Presentazione”

appunto …

er solito markettone capitolino …

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

IL BAROCCO ROMANO TRA SAN LUCA E SAN SEBASTIANO …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento