Un Arco … “a faciòlo” … tra Gadda e Pasolini …

piazzabologna

Carolina Marconi … attenta e scrupolosa conoscitrice dell’opera di Mario Fagiolo … a proposito della nostra un po’ estemporanea e, come al solito, troppo superficiale esternazione … così commenta: …

“Quell’edificio, realizzato tra il 1923 e il 1935, il Palazzo delle Poste di piazza Bologna, è il primo dei due progetti realizzati da Mario Fagiolo con Ridolfi. Il secondo: la Fontana di piazza Tacito a Terni (concorso nazionale del 1932, realizzato l’anno successivo sempre in collaborazione con Ridolfi e con i mosaici di Corrado Cagli).
Nel 1946 assume lo pseudonimo di Mario dell’Arco, con un’idea tratta dalla sua professione: “Architetto, arco, Mario dell’Arco” e inizia a pubblicare le sue poesie.
E avverte il lettore: “Ma, attenzione! Se mi vedi sul ponte d’una casa in costruzione, alle prese col colore d’un intonaco o la sagoma d’una cornice, sono Mario Fagiolo. Se invece mi trovi a pancia all’aria in un prato, intento a fare il solletico alle nuvole, col filo d’erba che tengo in bocca, non c’è da sbagliare: sono Mario dell’Arco”.
In seguito la poesia ha la meglio sull’architettura, forse, come scrive giustamente Giorgio, in modo traumatico, ma a parole Fagiolo dell’Arco continua per tutta la vita ad esprimere le sue conoscenze in campo architettonico.
Tre anni fa, in occasione del centenario dalla nascita, molte iniziative hanno ricordato Mario Fagiolo. Ricordo in particolare il volume “Tutte le poesie romanesche” (Gangemi editore) curato dalla sottoscritta, una mostra che ha evidenziato anche tutta la sua opera architettonica, e un convegno che ne ha approfondito la figura di poeta, “l’innovatore della poesia romanesca”, come scriveva Pasolini.
Non posso non rimandare, a questo punto, alla voce “Mario dell’Arco” sul sito Wikipedia, tanto per conoscere un vero sofisticato intellettuale…:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_dell%27Arco
C.M.

Io poi, a proposito della frattura post-bononiana tra i due Marii …

c’avrei anche una mezza ipotesi, …

ma è troppo poco … “scientifica”, …

qualcuno potrebbe dire pecoreccia, addirittura, …

per proporvela …

piazzaterni

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2 risposte a Un Arco … “a faciòlo” … tra Gadda e Pasolini …

  1. emanele arteniesi ha detto:

    “Dal prematuro contatto con lingue forestiere nasce la mia nausea e, nell’affabulare poesie, la scelta del romanesco”. [1]

    ^ da “Spunti per un’autobiografia” in «Roma di Mario dell’Arco: poesia&architettura», Gangemi editore, Roma 2005, pag. 26.

    Caro Mario, riqualificano Termini… nasce l’Urban Center

  2. sergio1943 ha detto:

    Il Mario Fagiolo architetto l’ho studiato a scuola, per lo studente uno dei tanti nomi importantii da mandare a memoria. Il Mario Dell’Arco l’ho conosciuto di persona, anni dopo, una mattina a Marino al negozio di “Armi e Caccia” di mio zio Federico di cui il poeta era amico. Mio zio me l’ha presentato succintamente, si sono scambiati ridendo un paio di battute, un’altra stretta di mano e se n’é andato. Quando poi, dopo aver chiesto chi fosse quel bel tipo, ho realizzato il tutto mi sarei preso a calci. Poi mio zio mi ha fatto vedere a casa un prezioso libro di poesia di Mario Dell’Arco con una sua affettuosa dedica.
    Tanti anni dopo, spinto da mie curiosità, mi sono iscritto come Socio al Centro Culturale Giuseppe Gioacchino Belli, Centro condotto con appassionata dedizione dal Professor Giuseppe “Peppe” Renzi (per questo motivo, ogni tanto, mi viene l’uzzolo di esprimermi in dialetto. Se a qualcuno dà fastidio me ne scuso ma non posso non convenire con il Poeta che, dalla nausea di tanto cattivo uso, più di sostanza che grammaticale, della lingua italiana, nasce la scelta del “romanesco). Ci ho messo poco a capire che, oltre al grande Belli, l’altro nume tutelare dell’Accademia era proprio Mario Dell’Arco di cui Peppe Renzi era stato attento allievo. All’architetto e poeta di Genzano ogni anno dedichiamo il Premio di Poesia in Lingua Italiana, di Poesia in Dialetto, ecc. e come sempre il 19 Dicembre prossimo si terrà, alle ore 17,00, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio la premiazione dei Finalisti.
    Chi volesse essere presente a un avvenimento che riconcilia ogni volta la Città con i suoi cittadini sarà il benvenuto.

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