“Dai mercati a Ostia no alla colata di cemento”
Italia Nostra e 33 comitati si mobilitano contro le varianti urbanistiche in Comune. Stop alle delibere sulle aree storiche rionali e sulle aree militari dismesse di LAURA SERLONI

Italia Nostra e 33 comitati si mobilitano contro le varianti urbanistiche in Comune. Stop alle delibere sulle aree storiche rionali e sulle aree militari dismesse di LAURA SERLONI
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San Juan Diego Cuauhtlatoatzin Veggente di Guadalupe 9 dicembre – Memoria Facoltativa |
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1474 circa – Guadalupe, 1548 “Nel dicembre 1531 la Madonna apparve a Guadalupe, in Messico, scegliendo come suo interlocutore un povero indio, Juan Diego, nato verso il 1474 e morto nel 1548, che prima di convertirsi al cattolicesimo portava un affascinante nome azteco, Cuauhtlotatzin, che sta a significare “colui che parla come un’aquila”. Cuauhtlotatzin fu tra i primi a ricevere il battesimo, nel 1524, all’eta’ di cinquant’anni, con il quale gli fu imposto il nuovo nome cristiano di Juan Diego, e con lui venne battezzata anche la moglie Malintzin, che prese a sua volta il nome di Maria Lucia. Rimasto vedovo dopo solo quattro anni di matrimonio, orientò tutta la sua vita a Dio. Dopo le apparizioni della S. Vergine sulla collina del Tepeyac visse santamente per 17 anni in una casetta che il vescovo Zumàrraga gli aveva fatto costruire a fianco della cappella eretta in onore della Vergine di Guadalupe. Giovanni Paolo II nel 1990 lo ha dichiarato beato, per proclamarlo infine santo nel 2002.” |
G commented on: OSCAR? … “UN ARCHITETTO MAI NATO” …
“Gentile professore,
trovo sensato parlare delle architetture di Niemayer come di opere decorative, banali o modaiole nell’atto creativo. Sul web impazzano decine di documentari con il nostro Caro ultranovantenne che disegna corpi di donne nude o piante tropicali spiegando che l’architettura è lì in quelle curve e in quelle dei fiumi e delle spiagge…un discorso obiettvamente poco didattico se non fuorviante….dal quale guarderei un giovane studente di architettura. . .ma i vecchietti si sa son romantici.
Ma…se il suo caro Zevi ci ha insegnato a dividere l’Opera di Le Corbusier dal dopoguerra, parlando di una svolta espressiva “pessimista” in Ronchamp e a La Tourette, perchè non parlare di un Niemayer dell’utopia socialista e in quello del dopo d’esilio -delle uova alla coques per intenderci-?
Un aspetto di cui si parla poco nei necrologi è invece la storia di Niemayer come architetto Brasiliano. (Noi studiamo Piacentini, no?)
Credo che Niemayer con Antonio Carlos Jobin, Gilberto Gil, Brule Marx abbia inventato l’identità culturale moderna Brasiliana e latinoamericana in genere. Già il sogno di Brasilia, la capitale nel deserto che volta le spalle alla costa e al passato coloniale. Città che fa il canto alle megastrutture rigide nord Americane e Europee…sperimentando un’urbanistica “musicale”. RInnegando Le Corbusier e l’Internazionalismo, ma assorbendone le innovazioni, inventa un linguaggio che nasce dal paesaggio ed esiste per la tecnica. Esempio di autonomia intellettuale. La sua fiducia nell’inventiva, a volte semplicistica, derivava dalla necessità di un Continente di trovare un’espressione propria e collettiva. Artistica, si. Che per altro a me piace.
Segnalo infine, per allargar le vedute, una trasmissione radiofonica del grande Valerio Sciatto a riguardo:
Oscar Niemeyer, oltre l’architetto | Radio Onda Rossa
Saluti
G.
………………..
Caro G …
per diventare dei buoni architetti …
non basta dichiararsi “comunisti” …
o “suonare il piffero per la rivoluzione” …
come già scrisse qualcuno …
forse, in alcuni casi, …
si possono anche ottenere degli ottimi incarichi, …
ma la “qualità” dell’architettura resta un’altra cosa …
e credo che l’ideologia, …
rossa o nera che sia, …
almeno in questo …
c’entri assai poco …
ché ci vogliono, semplicemente: …
le palle …