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Con AW ci si fa la PìPì dal ridere …
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Svendere o investire? …
“Caro professore,
le segnalo questo mio post pubblicato sul blog di Beppe Grillo
si tratta di riflessioni sulle svendite italiane e su ciò che invece potrebbe farsi per salvare il Paese traendo ispirazione da alcune vicende urbanistiche romane di cento anni fa
Svendere o investire? … e perché? – Forum – Beppe Grillo
cordialmente”
Ettore
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CITTA’ GALLEGGIANTI …
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MA ESISTE ANCORA LA BIENNALE? …
“salve professore
ho trovato questo post a suo modo geniale
faccio un copia e incolla dal profilo Facebook di Luigi Prestinenza Puglisi:
“LPP dichiara la sua indisponibilità ad essere nominato curatore del padiglione italiano alla Biennale di Venezia e chiede a tutti i critici e personaggi dell’architettura sopra i 35 anni di fare altrettanto.
Bisogna lasciare spazio ai giovani, dando loro l’occasione di misurarsi, in un contesto così importante come la Biennale di Venezia, con altre realtà internazionali e quindi di crescere.
Invita inoltre il MiBAC a fare presto con la nomina perché in sette mesi neanche un genio può produrre una mostra degna di tale nome che rappresenti l’Italia. La politica del cerino con la scelta all’ultimo minuto ci umilia e ci rende ancora più disgustati di questo potere politico che poco e nulla capisce degli interessi della cultura.
Luigi Prestinenza Puglisi 25/10/2013″
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ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.14: EMILIO GARRONI …
Santo Scolaro sarà pure un avatar carino ma a prenderlo sul serio è da brividi. Mi corre l’obbligo di entrare schizofrenicamente in polemica per cogliermi in contraddizione. Contraddizioni e onanismo (non è il sottotitolo di questo blog?) del resto uno non può sbrigarseli che da solo. Prima di tirare avanti a pagnotte di architettura occorre riattizzare un forno che dà l’impressione, visto l’andazzo, di smorzarsi ideologicamente su sicurezze trascendentali indicate da Guardini. Urge, allora, una definizione, di più, una spiegazione plausibile della nostra invincibile sete di assoluto che non solo sia atea ma che giustifichi anche quella del credente.
Di pancia forse potremmo accontentarci di una prestidigitazione mistica alla Luigi Lombardi Vallauri – un altro dei nostri maestri preferiti di apofatismo – del genere: «Dio può esistere e può non-esistere», restando poi in piedi a meditare il paesaggio di “Nera luce” di qua e di là di questa doppia soglia. Oppure, forse, abbassare gli occhi a studiare la soglia stessa come Loser de “Il cinese del dolore”. Certamente non accontentarci di adolescenziali consolazioni alla Luca Carboni e Fabri Fibra, «Nessuno sa il confine, nessuno sa la fine»: se c’è una cosa che conosciamo, a cui arriviamo senza mai deciderci a entrare/uscire, è proprio il confine, la soglia di quella stanzetta fin dove lo Stalker ci ha accompagnati.
Riepilogo realista. C’è una pagina di pixel con vaneggiamenti di un anziano su un blog di architetti. Siamo in una camera che resta sfocata tutt’intorno allo schermo. In tralice, con la coda dell’occhio, fuori dalla finestra, altre case. Più oltre, allargando il campo (e già ci serve una fantasia allenata da Google Maps), diventa tutto via via più indeterminato. Non per questo ne siamo inconsapevoli. E’ sufficiente un’immaginazione vaga a renderci conto di un universo sconfinato in cui siamo immersi. Un universo indeterminato che nasconde il Tutto e il Nuovo, e ci assale, richiede di essere esplorato, ci aspetta, ci mette ansia perché siamo sempre e comunque in ritardo. E che per trasformarsi in stretta trappola gli basta essere impensabile a noi che lo pensiamo.
Giancarlo :G Galassi
[duepuntig@gmail.com]
PS: allegate due paginette dove la cosa è spiegata molto meglio. Buona fortuna.
E.Garroni_ImmagineLinguaggioFigura_33-37
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SINFONIE? …
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Cosa c’è che non va … [la nostra versione – più dura!] …
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“VOCE DI CHI NON HA VOCE” …
Andrea Di Martino su: UNA CASA E’ UNA CASA …
“…Una scuola è una scuola, un teatro è un teatro, un museo è un museo, e, last but not least, una chiesa è una chiesa. Tra l’altro, proprio ‘sto Fariello (il cui nome (manco a dillo) non compare in nessuna Storia dell’architettura), parrebbe ricordarci che si tratta di una tautologia tipicamente rossiana, ma solo nel senso che la sua casa sembra progettata da un generico (Mario) Rossi su commissione di un altrettanto generico (Mario) Rossi. Ma questo non costituisce certo una diminutio. Che piaccia o no, il generico Mario Rossi è pur sempre l’esponente di una maggioranza che è quella che ha plasmato le principali città europee, almeno se partiamo dal presupposto che, dell’antica “pax romana” (e quindi della sua straordinaria forza civilizzatrice), sono rimasti soltanto i monumenti, mentre il tessuto medioevale è soppravvissuto fino a noi (pur avendo subìto modifiche in seguito agli sventramenti di matrice haussmanniana). E il Medioevo, nel bene e nel male, è legato alla generica figura di Mario Rossi. Conoscete forse un Michelangelo del Medioevo? O un Biagio Rossetti del Medioevo? Conoscete forse l’autore (o gli autori) di San Gimignano? E i cosiddetti “sassi di Matera” appartengono forse alla cosiddetta “architettura colta”? (eppure, se nu’ sbajo, so’ tutelati dall’Unesco!). Io non so se ‘sto blogghe potrà mai avere lo stesso potere di persuasione che ebbe Pasolini nel portare all’attenzione del mondo una vicenda come quella di Sana’a (che non riguardava certo l’architettura “colta”), ma mi piace pensare che esso si configuri sempre di più come “voce di chi non ha voce”. Basta coi post che continuano a propinacce quelle architetture “colte” che oramai conoscemo a memoria (pe’ avelle studiate sui banchi de scola)! So’ anni che ce state a sbomballà! Se ‘sto blogghe vole esse davvero pluralista come dice de esse, deve dà spazio pure all’archittura cosiddetta “minore” (che poi tanto “minore” nun è)…Insomma, deve dà spazio pure ai “dialetti architettonici”, che poi non sono altro che l’architettura “rossiana” nel senso onnicomprensivo del termine, ossia l’architettura degli innumerevoli Mario Rossi. Categoria della quale mi onoro di far parte: in questo senso, sì: so’ nato “rossiano” e morirò “rossiano”, nonostante gli sforzi di chi avrebbe voluto “plasmanne a immagine e somijanza de Dio” (come se da cattolico nu’ lo fossi de già!)”
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GEOMETRIE ARCHITETTONICHE …
“Buongiorno prof.,
trovato un po’ per caso cercando altro. Uno dei primi nomi che si ascoltavano (e spero si ascoltino ancora) nei suoi corsi, Frederich Gilly, di una attualità (o di una modernità?, ma non so cosa voglia dire davvero…) imbarazzante. 1799.
A presto,”
Filippo De Dominicis
…………….
caro Filippo …
il tempo passa …
ma teniamo duro …
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