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“Non e’ che poi, una volta levata la strada, si trovano sotto i mozziconi degli edifici spianati per fare via dell’Impero?…Mi sembra una scelta fatta e mirata al turismo nella sua accezione popolar-populista, penalizzando la viabilita’ di un’ampia zona urbana. Gli stessi soldi impiegati, invece, per migliorare i servizi alle strutture gia’ esistenti, farebbero di Roma una citta’ civile che civilmente si adegua alla massa di turisti di massa che la invadono ogni giorno. Fintanto che mancano cessi decenti, pulizia adeguata, personale se non competente almeno corretto, allora a che cavolo serve un ulteriore sventramento per il pascolo delle comitive e per la passeggiata domenicale dei romani? (come se quello fosse l’unico posto per passeggiare…) Il tutto ha il sapore della damnatio memoriae del ventennio, anche se e’ un progetto di autorevoli padri e anche se da allora sono passati più di trent’anni e molte situazioni sono cambiate, soprattutto lo spessore culturale degli attuali amministratori, primo il sindaco…“
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