Pietre nella rete … e buchi nell’acqua …

Sembra che, di questi tempi, vadano assai di moda le pietre…
Una riedizione di un vecchio articolo “orfico” di Vittorio Savi su Casa Malaparte viene ospitato sul blog: architetturadipietra.it…
Un luogo che sembra fatto apposta e su misura per Claudio D’Amato (a prima vista viene da pensare ad una iniziativa della prossima Biennale), ma che pare nascere invece sulla spinta di Alfonso Acocella, se non ricordiamo male, un tempo resuscitatore del povero, negletto e laterizio mattone, ora passato al lancio di materiali più nobili, pietre, marmi etc.

Ma il lancio della pietra, questa volta in acqua, pare affascinare anche Francesco Garofalo che invita tutti gli “amici” (oggi si dice così … anche se fa un po’ democristiano …) ad una idrolitica kermesse elettorale intitolata nientepopodimenoché alla “bellezza di Roma” (neanche Sgarbi aveva osato tanto …) e appunto organizzata da “Sasso nell’acqua” gruppo di opinione e di maggioraza non tanto cripticamente allineato alla politica capitolina di ieri, di oggi e di domani …
Ecco il testo del volantino:

“La bellezza è un fattore di sviluppo economico e sociale.
La bellezza, intesa come qualità architettonica e ambientale di una
città, costituisce uno dei fattori principali per la scelta del luogo
dove risiedere ed operare da parte della cosiddetta classe creativa.
Roma eredita una straordinaria bellezza dal passato. Conservarla e
valorizzarla deve per forza significare imbalsamarla in un museo,
magari con annesso centro commerciale a beneficio dei turisti ?
E la bellezza di Roma, del suo futuro, non può essere anche
l’espressione della comunità contemporanea ?
La Roma del presente e del futuro che volto ha? E soprattutto che volto vorremmo che avesse?
Barcellona, Berlino, Londra e Parigi hanno tutte portato a termine
grandi trasformazioni, non solo nei monumenti, ma anche nei piccoli
spazi pubblici e nel decoro urbano della periferia.
Un programma per la bellezza di Roma contemporanea, per gli spazi
culturali decentrati e diffusi, per gli edifici pubblici e per
l’istruzione, per le abitazioni innovative, per i parchi e i giardini
come si fanno oggi è il risultato dell’incontro di punti di vista e interessi diversi.
Sebbene siano gli architetti a dover disegnare le strutture e gli
spazi, questo esercizio non può avvenire con successo se i protagonisti
degli altri mestieri rimangono agnostici (o afoni) sulla visione della
Roma di domani, sulla quale bellezza debba esprimere il senso del nostro tempo.
Roma contemporanea ha bisogno di attenzioni, proposte e progetti che
coinvolgano tutta la società civile, a partire dagli intellettuali, dai creativi e dagli scienziati.
Gli architetti sono al lavoro (è meglio se stanno fermi ndr), come testimonia la mostra in corso
all’Acquario che fa da cornice a questo incontro, ma la produzione di
città degli ultimi 15 anni sollecita un giudizio non corporativo.
Ora che la capitale può vantare dei risultati economici e sociali molto
migliori di quelli del paese, è tempo che si metta a riflettere sulle
sue aspirazioni globali (a parte quel tanto che è garantito dall’essere
il deposito dell’arte classica e il centro della cristianità). Tra
queste c’è senz’altro di diventare una città attraente per la cultura
contemporanea, per l’insediamento di quella “classe creativa” che
decreta e misura il successo nella competizione planetaria.”

Siamo alle solite … non contenti di averci governato, da sempre … adesso si lamentano pure della loro incapacità e delle loro fregnacce e magari ce le rinfacciano anche …
Pensassero piuttosto al Campidoglio, all’Auditorium, all’Ara Pacis, al MAXXI, al MACRO, all’ala Cosenza della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e a quella “mazzoniana” di Termini, alle Cento Piazze, ai Mercati Generali …
Si facessero l’esame di coscienza e magari nell’acqua, “a fiume” come si dice da queste parti, ci buttassero qualcuno di loro … qualche assessore, qualche consulente, qualche direttore, qualche presidente, qualche ministro, qualche suggeritore … e magari anche qualche “creativo” di troppo …

per ulteriori informazioni: http://www.sassonell’acqua.plof …

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Facce ride pure a noi…

Ospite fisso di Telekabul …
Ma questa volta (12 u.s.) neanche Lui sapeva bene perché …
Quanto è boona? … la TAV … er primo sercio sulla “nuvola …?
Booh …?

13mar06-2

irrefrenabile allegria nella città dei polli …

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In anteprima il bozzetto per il più grande monumento…

13mar06-03
sogni di grandezza …
di poveri polli …
attoniti di fronte alla mole immensa di sì grande eroe …

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MAXXI: Zazà sempre più sòla …

Dal Il Messaggero del 13.03.2006 apprendiamo la tragica notizia …

“Il Maxxi rischia di rimanere a secco …

Che vuol dire cantiere chiuso, operai a casa, ingegneri e geometri impiegati altrove, struttura destinata ad un progressivo e lento deterioramento …

Ruggine …

Un’opera di grande architettura che porta la firma di Zaha Hadid …

Un eventuale nuovo stop metterebbe a rischio i lavori fatti finora …

L’attuale avanzamento dei lavori si aggira intorno al 25/30% …

Mancano 40 milioni di euro per completare l’opera e circa 15 milioni per far funzionare il Museo …

La storia del Maxxi iniziò nel 1997 quando l’allora ministro ai Beni culturali Walter Veltroni ottenne dalla Difesa la cessione di un’area di tre ettari al quartiere Flaminio compresa tra via Guido Reni, via Masaccio e via Pinturicchio. D’allora si è andati avanti a singhiozzo … “

Poi vennero Melandri, Urbani e Buttiglione …

Se, sull’onda dell’ Effetto Bilbao non si fosse voluta giocare a tutti i costi la carta della Grande Firma e, invece che distruggerli, si fossero ragionevolmente riusati i vecchi capannoni industriali a quest’ora avremmo un Grande Museo e ci sarebbero anche i soldi per investire nell’arte contemporanea …

Quanto si è speso fin qui? … anche troppo …

Peccato …

Effetti collaterali dello Star System?

Politica, piaggeria, arroganza e insipienza vanno spesso insieme …

I nostri ministri, hanno mai sentito parlare di Archeologia Industriale?

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I furbetti del cantierino …

I furbetti del cantierino …

Ma che si dovranno mai reggere …?

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Finalmente salvati i marmi del Foro …

Ieri … Finalmente salvati i marmi del Foro …

Finalmente salvati i marmi del Foro …

Oggi …

Finalmente salvati i marmi del Foro … Finalmente salvati i marmi del Foro …

Finalmente salvati i marmi del Foro … Finalmente salvati i marmi del Foro …

Grazie Roma … CONI … DARC … etc … grazie di cuore …

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Polli intellettuali …

Polli intellettuali 2
Sogno imperiale di gallina futurista …

Incubo mistico di gallina radical-chic …
Polli intellettuali 1

Pollaio Alacoque …

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Lo specchio di Rino …

Ghio mio …
Come siamo caduti in basso …
Pare che abbia detto …
Per poi riprendersi con balzo subitaneo e rituffarsi nelle defatiganti pompe del pollaio capitolino …

Settanta opere di architettura all’Acquario romano per documentare gli ultimi quindici anni …

“Architetture a Roma, oggi; gli ultimi quindici anni in 70 opere” questo il titolo della mostra curata da Giorgio Ciucci, Francesco Ghio e Piero Ostilio Rossi che attraverso le fotografie di Andrea Jemolo e l’allestimento di Pippo Ciorra vorrrebbe documentare lo stato attuale della migliore architettura contemporanea romana …
celebrare, da un lato, i fasti della “nuova” Roma post-tangentopolitana … e, dall’altro, aprire le attività istituzionali della sedicente “Casa dell’architettura” capitolina …

Si tratta però anche dell’ennesimo markettone pre-elettorale cui siamo, di questi tempi, purtroppo, abituati …
Non a caso sarà questa anche la scenografia per la prossima sortita della vispa Giovanna che ospite di Walter e Amedeo si ripropone di nuovo per il “suo” ministero … se non altro per soccorrere la povera Zazà rimasta in panne col “suo” MAXXI in via Guido Reni … ché je manca qualche tanica de miliardi …
Aspetta che mò ‘rivo gridava a distesa la vispa ministra … appena sentito il bieco decreto …
Pare che abbia detto, riferiscono le cronache, “E’ uno scandalo … è una Caporetto …” mentre il suo ex, Baldi, sornione, come al solito litaniava “preoccupato ma fiducioso” di sopravvivere ancora, arroccato come una cozza, alla “vita” dell’infausto progettazzo …
Gli effetti collaterali dell’effetto Bilbao cominciano a farsi sentire …

Dalla Ministra alla Mostra …

Ma torniamo alle foto … che in opulenta scenografia … rappresentano l’ultima faccia, lo specchio della Roma di oggi …
“… Quella che ha visto esplodere le periferie e ha ricominciato a costruire nel segno della qualità. La Roma che, dopo trent’anni di silenzio e di stasi, riprende in mano il rapporto con la grande architettura contemporanea, chiama intorno a sè i grandi della matita e del mattone (non a caso questo testo è tratto dal Messaggero di Caltagirone, ndr), e si affida a loro per creare le nuove cattedrali della modernità.”
Blà … blà … blà … starnazza la solita gazzetta locale …
e così troviamo assieme a pochissime architetture appena “normali” in qualsiasi altra parte del mondo (per contarle bastano le dita di una sola mano …), un diluvio di “100 piazze” orrende (una più schifosa dell’altra, ma quasi tutte “firmate” dai soliti amici della parrocchietta …), di chiesuzze da quattro soldi, di allestimenti da vomito (da segnalare, almeno, quello per la sezione epigrafica del Museo Nazionale Romano, vero Oscar della monnezza …) di cantieri “aperti” e addirittura di … spazi “in attesa” di “architetture di qualità” (anche questi diligentemente fotografati con il banco ottico …) …
Una mostra imbarazzante …
se questo è veramente il “meglio” di Roma …

“Metti bono … cavi bono …” recitava un vecchio detto …

Anche dal più bravo dei fotografi (ma non ci sembra questo il caso …) messo di fronte ad una serie praticamente infinita di schifezze … che cosa ci si sarebbe potuto aspettare? …

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Nel mondo di Papalla …

Nel mondo di Papalla …

You remember Papalla?
Il famoso personaggio di Carosello ideato dall’Agenzia Testa? …
Arieccolo …

Da “IlGiornale” del 1.3.06 apprendiamo che:
La città del futuro sarà in una grande sfera …
“Una sfera, la città ideale. Il progetto dell’architetto Guglielmo Mozzoni diventa realtà … Un edificio sferico concepito per 25mila abitanti …
Niente scale … per eliminare problemi di mobilità ai disabili, verde, giardini e collegamenti veloci con i mezzi di trasporto pubblici al resto della città.
… sarebbe ideale per resistere a qualsiasi sisma e, soprattutto, sarebbe «immediatamente realizzabile, confermano i tecnici …
«La mia è una proposta concreta, realizzabile anche domani mattina se si trovassero i terreni, gli investitori e delle istituzioni pronte ad ascoltare. Il termine ideale indica il tentativo di raggiungere la perfezione. In un’epoca in cui si tende a sfruttare ogni spazio disponibile del centro città, rendendo abitabili anche i sottotetti, io penso a costruire il mio modello in periferia. Anche a Milano, negli spazi comunali al limite della cerchia urbana, collegata con mezzi pubblici veloci al centro storico, che verrebbe a configurarsi come una ‘passeggiata archeologica’».
Nel nuovo modello di città ci sarebbe posto anche per un’idea diversa della politica ..
La proposta di Mozzoni (anni 91 ndr) è grandiosa, basta pensare all’immenso lavoro che ha fatto con sua moglie Giulia Maria Crespi …
La ‘Città ideale’ è l’unica possibile, ma non viene realizzata per le mancanze degli uomini».

Sarà?…
Eppure ci ricorda qualche cosa …

Nel mondo di Papalla

A. Pilutti proposta per il Palazzo della Civiltà Italiana, E’42

Il Genio Italico, non si smentisce mai …

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Tradizione Vs. Modernità… D’Amato archinauta…

La prossima Biennale di Architettura comincia a svelare i suoi programmi …
Claudio d’Amato sul sito www.labiennale.archinauti.it presenta le sezioni della “sua” biennale “di pietra” …

Città di pietra …
Tradizione contro modernità …

Si legge nella presentazione:
“ … “Città di pietra” sono per definizione quelle città il cui principale carattere è dato dall’essere state pensate e costruite organicamente con la pietra, fino a quando il declino di concezioni strutturali basate sulla muratura portante decretarono la fine della fortuna (critica e costruttiva) di questo materiale. Un dato oggi confermato dall’assestamento di termini contrapposti, attraverso i quali viene riconosciuto il valore di contemporaneità solo al primo di essi: modernità-leggerezza-materiali artificiali vs premodernità-massività-materiali naturali. Sono città di pietra le città “mediterranee”, quelle direttamente generate dalla civiltà greca e romana, dalla sua particolare forma di razionalità e i cui valori estetici sono diventati nel tempo ideali condivisi della cultura Occidentale. I caratteri architettonici delle città “mediterranee” sono oggi sottoposti ad un’aggressione culturale senza precedenti …
La mostra “Città di pietra” vuole interrogarsi da una parte su quali sono i modelli dominanti che governano le trasformazioni urbane e paesistiche in atto; e dall’altra se esistano ipotesi alternative a quelle fondate sul mito di un’architettura modernista, hightech, destrutturata, priva di memoria, sradicata dalla sua tradizione, quando non addirittura ad essa ideologicamente nemica. …
Una mostra che nasce dalla convinzione che oggi esistono e sono ancora vitali alcuni ideali architettonici “mediterranei”, ma che rischiano di essere spazzati via; e che è necessaria una forte coscienza critica per contrastare la minaccia derivante dai processi in atto di planetaria omologazione culturale …”
La mostra sarà articolata in tre sezioni:

  1. Progetto Sud / Esposizione internazionale di proposte progettuali per il Sud d’Italia …
  2. L’altra modernità / La città mediterranea del XX secolo …
  3. Architetture stereotomiche / Costruire con la pietra oggi …
  4. Come si vede, un progetto ambizioso e in larga parte condivisibile che vorrebbe riprendere la lezione di Delorme, di Ridolfi, di Portoghesi, di Rossi e di Marconi …
    La navigazione si presenta interessante … con l’archinauta …
    Speriamo comunque che non ci facciano vedere anche qualche gondola di pietra, magari di Carparo …

    A parte gli scherzi, Claudio, ‘stavolta, ci sei piaciuto …
    Buon lavoro …

    Adesso tocca a Franco e a Ricky …
    Speriamo bene …
    Dalla pietra alla …?

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