Di Battista e l’architettura … materiali per una “teoria” … della pura invisibilità …

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Di Battista … il minimalista … e l’odalisca …

“Dell’architettura – Materiali per una teoria” è stato il titolo della conferenza che ha accompagnato l’inaugurazione della omonima mostra di Nicola Di Battista presso la British School di Roma (fino al 10 luglio, via Gramsci 61, Roma tel. 06 3264939, lunedì-sabato, ore 17.00-19.30) durante la quale l’architetto ha narrato il suo faticoso rapporto con l’architettura e i diversi artisti che lo hanno accompagnato in questi anni …
un percorso nel “metodo” e nella “memoria” alla ricerca di una “teoria” … di cui in molti sentono il bisogno in questi tempi di improvvisazioni, di capricci, di vezzi, di smorfiette, di mossette, di più e meno gratuite gestualità, di strizzatine d’occhio e di stronzatine del modernetto …
una bella mostra, sobria e laconica quanto basta …
dove la “presenza” dell’architettura …
riesce a consistere soprattutto nella sua “assenza” …
e di questi tempi … non è poco …
bravo Nicola …

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“A Phoney Rome for Lazy Tourist?” …

Nel giorno dell’incoronazione, dell’apoteosi mediatica … modello “I care” … riceviamo e volentieri vi giriamo la seguente lettera da Washington …
il mondo, evidentemente, ci guarda e ci giudica …
e il “modello Roma” … è sotto gli occhi di tutti …

“Dear Prof. Muratore, The New York Times published a new
article on the problem of touists in Rome, ” Rome Welcomes
Tourism Con Brio, but Not Too Much.” NEW YORK TIMES
(26-07-2007 Online Edition).
I made the full text article available in my image
collection which shows the overwhelming array of the
venders throughout Rome selling junk to the tourists of
Rome, etc., entitled:
Dear Minister Rutelli & Mayor Veltroni, There is not enough
funding to care for the ruins of Rome? But, there is funding
to make Rome “A Phoney Rome For Lazy Tourist.“?I am a freelance researcher in Washington DC, USA that
specializes in the Modern History of the Urban and
Archaeological Transformation of the Imperial Fora of Rome,
from the Fascist era to the Present (The Metro C Project in
Rome).
“ROME – THE IMPERIAL FORA.
The Documentation and Dissemination of the Recent
Archaeological Investigations and Related Studies conducted
in the Imperial Fora of Rome from 1995– 2007.
[Forthcoming]”
I am creating an online digital image collection and
database which documents in detail the archaeological and
urban planning project for the Imperial Fora.
I am familiar with your interest in the architecture of
Rome from the few interviews I read about you as published
in the recent various Italian newspapers (courtesy of the
MIBAC – Rassegna Stampa) and the International English
newspapers. For example: Alessandro Rizzo, After decades of
obivion, Fascist architecture gians new favor. Associated
Press (01-10-2003), the Exhibit “Metafisica”,
“Until the 1970s, it [Fascist architecture] was considered
a dark page in history of Italian architecture,” said
Giorgio Muratore, an architecture history professor.
“Today, after more then 50 years, we can look at things
from a distance. Something of high-quality – even if it was
born in a questionable period – can still be interesting.”
I would be grateful if you would be kind enough to let your
readers on your blog archiwatch, know that my new image
collection and database regarding the Imperial Fora is
available also on flickr!

Thank you”

Martin G Conde
Washington DC, USA

mgconde@yahoo.com

grazie dell’attenzione …

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Uova di tartaruga … modello Roma …

tartarughe

riceviamo da Danilo Nuccetelli (eroico difensore del selciato romano) la foto e il commento che volentieri vi giriamo …“Le tartarughe di piazza Mattei hanno fatto le uova …
Ecco un esempio del Modello Roma …
Che succederà al Campo dei Miracoli o a Piazza S. Marco o a Piazza del Campo quando il riqualificatore governerà il Paese ? …
Saluti Danilo”

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Psicodramma in piazza … per la Vela psicoanalitica …

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Il cosiddetto “Palazzetto Bianco” è stato al centro di una specie di psicodramma architettonico collettivo …
domenica 24, al termine di una giornata torrida, presso la libreria Amore e Psiche e in piazza della Minerva, a due passi dal Pantheon si è svolta una strana manifestazione, a suo modo, irripetibile …
per l’occasione, si è parlato per ore di architettura, anzi … di un’architettura …
lo spazio della libreria, pieno, al limite del soffocamento …
centinaia di videospettatori, in piazza, davanti ai megaschermi … ad ascoltare, adoranti, la parola dell’architetto … Massimo Fagioli …
Ma Fagioli non è architetto, nel senso comune del termine, … è uno psicanalista sui generis che, da lungo tempo ormai, fa dell’arte e dell’architettura uno strumento di analisi collettiva …
Il “Palazzetto”, che per qualcuno potrebbe restare una semplice “palazzina”, o peggio un semplice ancorché anomalo, curioso e stravagante “villino” romano della fine del secolo scorso (pare che il progetto, peraltro soprattutto noto come opera di Paola Rossi, … risalga addirittura al ’90-’91 … praticamente un reperto archeologico, per certi versi …) … diventa così, per l’occasione, un testo sacrale … straordinaria pietra di paragone tra l’architettura anonima, sciocca e banale della contemporaneità e gli alti e misteriosi “valori” nascosti nell’opera primigenia … disvelati oggi sulla pubblica piazza …
un vero “evento” … per un’autentica “rifondazione” …
Così ad ogni sospiro, ad ogni smorfia, ad ogni scatto del demiurgico guru la folla sudata delle belle fagioline vibrava, sussultava all’unisono, partecipe, come un sol uomo, della straordinaria avventura edilizia del “maestro” …
a parte l’impressionante dipendenza collettiva dei fan …
una serata “romana” di tutto rispetto cui non è mancato l’avallo benedicente dell’onnipresente Franco Purini in piena sintonia con le funamboliche argomentazioni fagioliniane e che ha fatto del di Lui presunto “coraggio delle immagini” il pretesto per la sua astuta, scaltra e affatto ciceroniana, orazione … capace, non a caso, di strappare applausi a scena aperta ad una folla esaltata di groupie invasate in cerca di un’affannosa identità culturale … magari collettiva …

ma … anche questa è architettura …

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AD LPP … Italy A New Architectural Landscape … effetti collaterali …

Fa caldo … vorrei scrivere qualche cosa … almeno una mezza recensione all’ultimo numero di Architectural Design (maggio/giugno 2007) incautamente e inopinatamente “guest-edited by Luigi Prestinenza Puglisi” intitolato Italy: A New Architectural Landscape e presentato al MAXXI qualche giorno fa …
in fondo gliela devo, LPP mi ha invitato alla presentazione … non ricordo nemmeno bene quante puttanate gli ho detto … ma sicuramente erano sincere … venivano dal cuore … forse mi devo pure scusare … forse …
ma con quello che si merita … sarà stato solo un acconto …
comunque oggi … la voglia manca del tutto … l’afa è irrespirabile …
ma ecco che arriva, puntuale come una cambiale, l’inesorabile PresS/Tletter, la n.22 – 2007 …
bingo … clicca qua, clicca la, copia, incolla …
il gioco e fatto … quanta fatica risparmiata …
alla voce INTERMEZZO … sotto il titolo Vacanze romane … leggo:

“Giovedi, 14 giugno … si fanno le 18.00 per andare al Maxxi, alla presentazione di AD formato LPP, con molte attese di godimento.
Lo spettacolo è stato infatti all’altezza delle aspettative, “pasto” ottimo ed abbondante, la scena divisa (quasi) nettamente in due “fronti”, lungo tavolo modello Ultima cena, articolato in pro e contro LPP, buoni e cattivi, ed il più “cattivo” di tutti, chi ha giganteggiato per arguzia e pertinenza su Prestinenza, il più romano e televisivo, una sorta di Giuliano Ferrara dell’architettura, anche per mole, è stato Giorgio Muratore. In linea con suo cognome fabbrile, concreto e “concretista”, il gran Muratore non può evidentemente amare LPP, “
il liberatore degli oppressi, lo Spartacus della critica d’architettura d’oggi, una brutta copia sbiadita e venuta male di Bruno Zevi, colui che emancipa la nostra disciplina dall’atavico accademismo italico, il coraggioso che scoglie l’antico nodo piacentiniano stretto tra architettura e regimi, ….”. Non la manda a dire, un Muratore scatenato, imprendibile, benefico, una svetagliata di simpatici colpi sotto la cintola.
LPP incassa bene, manda obbligati baci e sorrisi all’avversario, gioca bene la partita, regge la scena, si scansa, indietreggia. Quello l’insegue con in mano la rivista patinata e colorata, la squaderna al pubblico e fa convinto: “
che c’è qui dentro? Niente, un sogno, solo chiacchiere gradite agli inglesi, come quelli s’immaginano l’Italia e l’architettura italiana… sogni che vanno appresso a quelle cose che si facevano lì quarant’anni fa, perfida Albione, …. una generazione alla moda, fatta di architetti formato computer, inconsistenti, …. alla fine dei giochi tutto questo sfumerà nel Nulla, architetture col virus incorporato dentro, infelici, inutili: non ci sarà nulla da ricordare, da tramandare, da consegnare, da tradire!”
Stop, non ho più spazio per dire degli altri interventi, non all’altezza del Muratore né dell’acuta “replica finale” di LPP, … e poi vado di fretta, questo era solo un appunto di viaggio, una nota presS/T e fuga, tra poco parte il treno per Venezia.
Saluti, Eduardo Alamaro (Eldorado)”

Alla prossima LPP … e grazie ancora della doppia ospitalità … e della fatica risparmiata … col caldo che fa …

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Felicità … la poltrona più ambita …

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La Città del futuro …

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LPP … a New Italian Language …

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la nuova critica … per la nuova architettura …

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New roman landscape …

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Zolle sintetiche per l’Ara Pacis … Second Life …

Dalle palle d’artista … alle zolle di plastica …
un bel pratino verde … modello Mulino Bianco …
e l’Ara Pacis ha tovato, finalmente, una seconda vita …
con i catering para-culturali di Zetema …

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l’evento: … “la prima edizione del Festival dell’Innovazione. L’iniziativa, è stata realizzata da LAit spa per la Regione Lazio, con il contributo del Comune di Roma e di Zetema, e con il patrocinio della Provincia di Roma. Concepito come un mosaico di eventi che spaziano tra la riflessione, la divulgazione e il divertimento, il Festival dell’Innovazione ospiterà iniziative dedicate ad un target eterogeneo, con un programma che soddisferà, e saprà incuriosire, tecnici, cittadini e perfino i bambini. La sede sarà quella, prestigiosa, dell’Ara Pacis, di Piazza Augusto Imperatore e di Via di Ripetta, insolitamente ricoperta di un manto erboso sintetico. Il Festival dell’Innovazione sarà l’occasione per riflettere su due domande: di cosa parliamo quando parliamo di innovazione? E poi, siamo davvero sicuri che quello di innovazione sia un concetto circoscrivibile solo alle proprie filiazioni tecnologiche? Tutto questo, con l’obiettivo di cercare, scovare o semplicemente provare a percorrere strade possibili per fare innovazione.”

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Per fortuna che sul posto è sempre vigile Fausto delle Chiaie (nella foto a fianco della sua “zolla”), l’unico che,
fin qui, ha capito come trarre seriamente ispirazione …
da tanta spazzatura metropolitana …

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