Le incertezze di Icaro …

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Quarant’anni dopo … eppure … rifiorisce …

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L’ombra della modernità …

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Velodromo EUR … e altra cronaca romana …

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Grassi e Stirling … così diversi … eppure …

Grassi e Stirling … travolti da un insolito, comune, destino …

Riceviamo da Pasquale Cerullo … a proposito del “caso” Stirling: …

“È troppo complesso il tema, entrano in gioco numerosi fattori imponderabili. Si ha il dovere di conservare le opere paradigmatiche perché documentano l’evoluzione. Però… la Maison du Peuple fu demolita senza tanti complimenti nel 1965, le ragioni dell’obsolescenza anche se reali furono la scusa perché il ‘mamozio’ non rendeva. Con diritto? Il diritto dei proprietari è inalienabile se non ci sono vincoli di protezione. Il milionario giapponese si fece cremare con tutto il quadro di Van Gogh, lo aveva comprato, era suo.
Però… se Giotto redivivo guardasse ora i dipinti ad olio di Luciano Ventrone o Francesco Stile, impallidirebbe. Giotto era il limite dell’arte nel suo tempo.
Isabella Guarini ha fatto l’esempio di Giulio De Luca che ha rivisto tutto il progetto dell’Arena Flegrea. Un caso eccezionale dovuto alla notevole età dell’autore. Ma qualsiasi architetto se ne avesse la possibilità in vita rivedrebbe volentieri i suoi lavori più importanti alla luce delle nuove possibilità che offre la tecnologia. Infatti lo ha fatto anche Niemeyer. La bravura sta nell’uso sapiente dei materiali e della tecnica affinata del presente, che poi diventa passato.
Poi c’è l’altro fattore imponderabile, il gusto e la moda, come quando nel periodo Rinasacimentale ci si affrettò a cancellare tutto ciò che avesse una forma del vecchio stile e di seguito il Barocco a coprire. L’unica cosa certa, è che dinanzi all’evoluzione il progresso o il regresso, i mutamenti della società, nulla si può.”
…

Riceviamo da Sergio Leali … a proposito del “caso” Grassi: …

 “Triste e disperante.
Uno dei pochissimi lavori contemporanei in cui alla storia, viene di nuovo data parola ed il dialogo che cresce con il presente ed il futuro è tra i più alti e profondi; viene distrutto.
La costruzione messa in opera a Sagunto ha riportato alla luce lo stato di necessità dell’architettura. La necessità di fornire alle persone ed alla società le case, i teatri, le chiese, i palazzi, ecc. che si prestino alla vita con il valore della loro identità più autentica e della loro pratica utilità.
Di sicuro non andranno persi i minuziosi disegni escutivi di questo lavoro, chissa che non possano tornare utili per tempi di miglior politica e umanità.
Il padiglione di Mies di nuovo materialmente c’è, anche il teatro romano di Sagunto di Giorgio Grassi, se mai davvero sarà demolito, dovrà essere ricostruito perchè comunque c’è con la sua esemplarità oltre che con la sua bellezza.
Sagunto è li a mostrare che oltre la stupidità e l’immodesia di tanta cultura, tanta politica, e di tantissime nuove architetture (?? !) che le rappresentano; un’altra possibilità esisite. Per ora è ancora avvolta da tante cose inutili e dannose, il sasso deve rotolare ancora prima di giungere a valle; è là che mostrerà la forma che più gli è propria.
Però che peccato e che spreco di buon senso.”

Due commenti che ci sono, particolarmente, piaciuti …

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Aporie contemporanee … l’impossibile “conservazione” … del “moderno” …

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Tutto il mondo è paese … di male in peggio … ora tocca a Stirling …

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Abbiamo ricevuto, e stentiamo a credere a quanto appena letto, la seguente lettera di Tom Muirhead …

“caro Muratore

Tu ed io una volta abbiamo fatto una simpatica chiacchierata a Milano in occasione delle presentazione di un libro su Guido Canella.

Ti scrivo per segnalare a tutti gli amici e colleghi italiani che il capolavoro di James Stirling e James Gowan all’Università di Leicester, e quello successivo il FLorey Building all’università di Oxford, sono a rischio IMMEDIATO o di demolizione totale o quanto meno di grave manomissioni.

Per capire in sintesi cosa sta succedendo, vedi la notizia da me “piantata” sul settimanale londinese “Building Design”

http://www.bdonline.co.uk/story.asp?sectioncode=426&storycode=3104038

e poi una serie di letter da persone anche molto distinte, di protesta ad es. qui

http://www.bdonline.co.uk/story.asp?sectioncode=436&storycode=3104698

e qui

http://www.bdonline.co.uk/story.asp?sectioncode=436&storycode=3104699

e qui

http://www.bdonline.co.uk/story.asp?sectioncode=436&storycode=3105170

Qualsiasi forma di sostegno, ad es. molte lettere alla stessa rivista, ci aiuterebbe molto, noi a Londra che ci stiamo muovendo per impedire una tragedia collossale.

Cari Saluti

Arch. Tom Muirhead”

non abbiamo parole …
tanto più che per il povero James …
non sarebbe nemmeno la prima volta …

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La guerra del cetriolo … da Londra a Pechino …

Appello al Pricipe di Galles … per “salvare” … Pechino …

Povero Carlo … quant’è che sbraita contro la modernità …
girando per il Chianti cor pennello, l’acquarello e la tavozza …
qualche volta traversa pure la Tuscia e scende fino Bagnaia ( e c’è chi sostiene di averlo visto a dorso di somaro …) … a trovare i suoi supporter nostrani …
Qualche risultato lo ha anche ottenuto da quando il vecchio Leo gli raccontava tutte quelle balle belle su Schinkel che poi finirono pure al Truman Show … New Urbanism … Seaside … pensionati ricchi e tremolanti … Bermuda candidi … naturalmente Golf … “no dogs” … “no childs” …
Povero Carlo … certo che quando parla a casa sua … se lo filano poco assai …
stando alle ultime cronache non sembra che lo prendano troppo sul serio …
che poi, magari, qualche ragione ce l’avrebbe pure …
ma ormai (e questo mi dispiace particolarmente perché ha più o meno la mia età …) lo prendono proprio per rincoglionito se c’è chi autorevolmente dice che: «È ora che taccia e passi al figlio William il ruolo di membro della Royal Family libero di parlare» …
di fronte a lui la modernità piratesca, cromata, blindata e inossidabile … inarrestabile dei Foster all’assalto di tutto quanto sia rimasto di commestibile sul pianeta … che hanno dalla loro il mercato … le banche … i fondi … l’acciaio … l’alluminio … i cementi … un bel po’ di resine … scale mobili … ascensori … infissi … Krupp … Schindler … Saint Gobain che pare che Paxton e Eiffel insieme je facevano ‘n baffo …
sui giornali di questi giorni il suo ultimo sfogo principesco contro l’ennesimo cetriolo londinese del perfido Lord Norman … questa volta addirittura a punta di grattugia … peggio che nei tornei medievali … “Cheese Grater” … 44 piani a sgranocchiare lo spazio della City e magari a fare ombra su S. Paul …
e, naturalmente, viste le elezioni prossime la buttano subito in politica e gli fanno fare la figura un po’ retro della vecchia zia …
e loro, i “moderni”, che dicono: «Sbaglia … Londra non è un museo. Dev’essere rinnovata per la prossima generazione, se vogliamo che diventi la città guida del mondo. Non possiamo lasciarla a un’epoca medioevale » … ma lo stesso potrebbe valere per qualsiasi altra città del mondo … Milano … Mosca … Roma … Pechino …
povero Carlo … come ti capisco … ma non c’è niente da fare …
un’unica consolazione … e ci viene da lontano … dalla Cina …
ma non dalla “Muraglia” … appena affittata dalle Fendi come passerella … e noi che ci lamentavamo di Valentino al Colosseo … che provinciali …
ma addirittura dalla Pechino olimpica … dove i grattacieli li fanno ormai peggio che a Hong Kong o a Dubai … in serie … a pacchetti … dalla mattina alla sera … dalla sera alla mattina …
lì, a Pechino … c’è uno che pareva uno moderno … anzi modernissimo … che c’ha pure un nome ch’è tutto un programma … Ai Wei Wei … e che fa l’artista avanguardista e pure l’architetto e che sarebbe quello che ja consijato ai due svizzeri furbi de fa’ er cestino cinese … lui capito … Wei Wei … uno svejo quinni … che s’è rotto li cojoni de tutta sta modernità un po’ troppo paracula … e ha scoperto … mo’ che l’hanno ormai sfranta, praticamente, tutta … com’era bella la Pechino antica … quella de ‘na vorta … quella … colle case normali … che mo’ je fanno puro le foto … anzi l’acquarelli … mejo de Roesler Franz … quanno sfasciavano a Roma …
anzi a Ca’ … visto che li pennelli ce l’hai … perché un pensierino … su Pechino … puro te, ‘un ce lo fai? …

P.S. purtroppo, siamo veramente desolati nell’apprendere che:
“Il principe Carlo non assistera’ alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Pechino. La decisione annunciata da Clarence House e’ un segno di solidarieta’, sostengono gli attivisti di Free Tibet, con le azioni del gruppo a sostegno della causa tibetana …”
quindi … niente pennellate pechinesi …
in compenso, apprendiamo con soddisfazione che sua prossima maestà ha fatto riconvertire le sue auto in formula biodiesel …
pare che vadano ad olio di oliva …
naturalmente … toscano … e … extra-vergine …

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Anche gli “uccelli” … vanno in “pensione”? …

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Liberiamoci dai professionisti del Sessantotto …
potrebbe essere il grido di dolore …
nel profluvio di ipocrisie mediatiche di questi giorni …
alle soglie del quarantennale di Valle Giulia …
tra le poche cose da segnalare,
l’articolo di Francesca Giuliani su La Repubblica,
“Storia vera di Capinera”
che, intervistando, oggi, Paolo Ramundo,
ripercorre sobriamente con lui la vicenda del gruppo romano degli “Uccelli” …
(cfr.: roma.repubblica.it/dettaglio/Storia-vera-di-Capinera/1419734/1)
uno dei pochi episodi ancora “positivi” …
di quella lontana storia di quarant’anni fa …
e, per gli appassionati del genere …
cfr. anche, qui, in “antologia” …”L’ombra di Icaro” …

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Sagunto … punti di vista …

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“Riceviamo da Paolo di Caterina … e volentieri vi giriamo …

“restauro filologico e conservativo? esaminiamo queste due immagini: in luogo di un doppio ordine, così snello ….un pilastrone in cls? in luogo della vista della cavea…..una facciata da palazzina popolare? saluti, paolo di caterina”

evidentemente … punti di vista …

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