I’m a …

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Cristiano Cossu, … ricordando Venturi, … ci invia …

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Il Paesaggio di Maretto …

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Una certa storia …

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Lo stile del tempo …

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Altri Cubi … sospesi …

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Aspettando … tennis … nuoto …

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Colonne che latitano …

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riceviamo da Giovanni Duranti …
in risposta a Massimo Mazzone: …
“ … colonne che latitano…
dal casco antiguo al Passeig de Gràcia …”

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ar 1347 … Fuksas’ church …

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Belle Arti … continua … la MAXXI sòla …

vero affare …

MAXXIMUSEO  … centralissimo, griffatissimo, …

prossimità stadio, palazzetto sport, auditorium, …

come nuovo … locasi … miglior offerente …

Finanziaria 2009 …

Collegato per lo sviluppo economico …

testo approvato dal Senato il 4 marzo scorso (n. 1082 AS).

Art. 25.
(Trasformazione in fondazione del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee)

1. Il Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee, istituito dall’articolo 1 della legge 12 luglio 1999, n. 237, è trasformato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali in fondazione di diritto privato ed assume la denominazione di «Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo» svolgendo i compiti già propri del Centro suddetto anche attraverso la realizzazione, la gestione e la promozione dei Musei «MAXXI Arte» e «MAXXI Architettura». Con il medesimo decreto, il Ministro per i beni e le attività culturali approva lo statuto della Fondazione, che prevede l’esercizio da parte del Ministero della vigilanza sul conseguimento di livelli adeguati di pubblica fruizione delle opere d’arte e delle raccolte in uso o nella titolarità della Fondazione, e conferisce in uso mediante assegnazione al fondo di dotazione della Fondazione il compendio immobiliare sito in Roma, via Guido Reni – via Masaccio e le raccolte individuati con decreto ministeriale. Alla Fondazione, oltre al Ministero per i beni e le attività culturali, possono partecipare in qualità di soci fondatori promotori, mediante la sottoscrizione dell’atto costitutivo, gli enti pubblici territoriali nel cui ambito la Fondazione ha sede. Possono diventare soci, previo consenso dei soci fondatori promotori, altri soggetti, pubblici e privati, i quali contribuiscano ad incrementare il fondo di dotazione e il fondo di gestione della Fondazione. A decorrere dalla data di adozione dello statuto della Fondazione, è abrogata la lettera z) del comma 2 dell’articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, e, al comma 4 dello stesso articolo 7, sono soppresse le parole: «, compreso il Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee», intendendosi soppresso anche il corrispondente ufficio di cui al medesimo comma 4.

2. Per la partecipazione del Ministero per i beni e le attività culturali al fondo di gestione della Fondazione è autorizzata, a titolo di contributo per le spese di funzionamento, la spesa rispettivamente di euro 1.637.544 per l’anno 2009, di euro 1.833.125 per l’anno 2010 e di euro 1.406.533 a decorrere dall’anno 2011 …

parallelamente, lo stesso Ministero propone l’abolizione e l’accorpamento della PARC (ex DARC …) … alla “nuova” Direzione Generale per le “Belle Arti” …

un bel passo in avanti …

complimenti … a tutti …

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La Palazza … va in montagna …

La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) - 2

Riceviamo da Danilo Corradi e volentieri vi giriamo: …

“Gentile Professor Muratore,
prima di disturbarla ancora una volta mi scuso per la delirante mail che le ho inviato ieri…rileggendola, l’ho trovata piena zeppa di errori e carenze, dovute per la più parte alle condizioni “disagevoli” (avevo un lavoro “aperto” e stavo lottando col mio gatto, nda) in cui è stata redatta…

“Prefazione” alla presente, però, debbono essere i miei RINGRAZIAMENTI per aver “dato ospitalità” alle mie foto sul suo (ormai MITICO!) blog…titubante fino alla laurea nel giudicare pubblicamente opere “altrui” [tra me e me ragionavo, plus minus, come segue: “Tu, Danilo, sei architetto? No! E allora non giudicare l’opera altrui!”] tuttavia un mio giudizio, sulle chiese che le ho mostrato, l’ho sempre avuto…e così ho sempre visto come un’offesa gratuita alla montagna il chiesone brutalista di Sassotetto o la straniante cappelletta (o cappellata??? …mistero…) di Coldipastine. La prima perché – ai miei occhi – arrecava una vera e propria offesa alla sacralità (quella sì, sacra!) della montagna, la seconda perché “marziana” rispetto al “presepio rurale” rappresentato dall’abitato di Coldipastine, “gemello” di mille altri che la Storia ha disseminati tra le increspature dei Sibillini e che, una chiesa (?) del genere, non l’hanno mai vista!
Infine – forse complice l’epoca in cui venne edificato – il campanile di Piediripa (campanile, peraltro, di una chiesa forse ancora più brutta ma che – AHIME’! – maldestramente non ho fotografato!) m’ha sempre fatto pensare alle prime imprese spaziali…agli Sputnik, più che ai campanili romanici – che so? – della vicinissima abbazia di San Claudio al Chienti, la cui “scoperta” devo al prof. Bozzoni…
Se però per un campanile costruito tra i ’60 e i ’70 l’entusiasmo “fantscientifico” POTREBBE QUASI essere “comprensibile” (in fondo Gagarin e i viaggi sulla luna potrebbero aver esaltato più di una matita…), ciò che OGGI non credo sia più giustificabile è il perpetuarsi di certi “affronti” al paesaggio italiano in genere e marchigiano in specie…in una delle mie ultime “sortite picene”, trovandomi presso il centro commerciale Cityper di Piediripa, ho avuto una visione…quasi un incontro ravvicinato del terzo tipo…
A tutta prima, notando la strana costruzione svettante sulla sua collina, ho pensato si trattasse di un minareto di una nuova moschea (lì per lì nulla a che spartire, a memoria visiva, col garbo col quale Portoghesi ha inserito la sua moschea a Forte Antenne ma…ma una moschea vicino alla “papalina” Macerata??? STRANO!!!)…ma, immediatamente dopo, il pensiero è corso alle rampe di lancio dei missili…roba come Sputnik o Saturn V…roba da Cape Canaveral, piuttosto che da campagna marchigiana…
Una volta rientrato a Roma, con più tempo per “scartabellare la rete”, sono venuto a conoscenza del fatto che la rampa lanciamissili fosse la chiesa – con annesso seminario – “Redemptoris Mater” (a tal proposito, le segnalo la visione del seguente link –

http://www.youtube.com/watch?v=t_yEFj0TCLE&feature=channel_page) …a quel punto, oltre a versare calde lacrime al ricordo della chiesa di Lambertucci a Consalvi (cui mi recai in “architettonico pellegrinaggio” qualche anno fa riportandone la bella sensazione di aver visto una delle – rare – opere rispettose del “genius loci”), non ho potuto fare altro…
Infine, se avrà avuta la pazienza di sopportarmi leggendomi sin qui, LA RINGRAZIO e chiudo queste righe con un ultimo “regalo” che gli anni del boom hanno fatto alla povera Sibilla (intesa come “protettrice” dei Sibillini nonché leggenda storicamente documentata, nda)…mutuando il termine direttamente da lei, ho chiamato i due files in allegato
“La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) – 1” & “La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) – 2″…
Praticamente “dirimpettaie”, nella realtà, e con lo sguardo rivolto alla costa adriatica le palazze che vedrà costituiscono l’80% dell’abitato di Sassotetto, borgo “degnamente” completato dall’ormai ben nota “chiesa” sita più a valle, a circa 1 km di distanza (da tutto ciò ne deriva che, se “qualcuno” da Recanati vedeva “…e quinci il mar da lungi, e quindi il monte…” le protagoniste degli scatti in questione sono BEN VISIBILI anche da mooolto lontano…).

Non proseguo oltre.
Terminata – ahimè! – l’università lei è ormai il mio “prof d’elezione” e, quindi, non mi resta che dirglielo: GRAZIE, PROF MURATORE!
Cordiali saluti”
D. C.

La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) - 1

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