Lo stile del tempo …

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13 risposte a Lo stile del tempo …

  1. incubos ha detto:

    E’ proprio vero che un bravo fotografo e’ indispensabile!!!!!

  2. redarrow ha detto:

    Roma?

    qualche informazione in più sotto le foto non guasterebbero…. :)

    ciao

  3. alberto becchettini ha detto:

    Mi pare che questo reperto si trovi a Roma lungo la via Ostiense e sia una delle ultime opere dell’architetto bruno moauro che, sempre in municipio XI Roma, ha colpito con il megaufficio di piazza dei navigatori e l’albergo di via Costantino ….. sempre all’insegna dello spirito del tempo….. Mi pare che il suddetto architetto facesse parte della Commissione Qualità voluta dal sindaco Veltroni… e sia, sempre all’Ostiense, all’interno del gruppo progettuale, quale componente “romanesca” , impegnato nelal città dei giovani…

  4. Alberto Casciaro ha detto:

    Se non ci fossero i balconi ben in vista sul lato di S. Paolo, il prospetto su Via Ostiense ( confermo l’ubicazione ci sono passato l’altro ieri proprio sotto) farebbe pensare ad una chiesa dello stesso tipo di quelle che vanno tanto di moda a Foligno.
    Al momento non posso chiamarle “Kiese al Kubo” senza il rischio di dover pagare il copyright allo stimato Arch. Purini.

    Adalberto ( Libera ndr ) dove sei? Risorgi e caccia i mercanti dal tempio!!!!

  5. franco di monaco ha detto:

    Concordo ed estendo l’elenco: Adalberto, Giuseppe (Terragni ndr), Luigi (Moretti ndrbis) dove siete? scacciate i mercanti (più attuale dediditi agli “affari” ndrtris) dal Tempio….
    FdM

  6. stefano salomoni ha detto:

    Il male: si realizza poca architettura in Italia. Nel momento in cui l’occasione è benevola, tutte le idee, dopo una lunga fase di pretensionamento, tutte le convinzioni personali, tutte le speranze, si divincolano spesso in modo incontrollabile, forzando gli argini; spesso il risultato non coincide con l’architettura, ma si tratta certamente di un evento (secondo male).
    Sarebbe opportuno verificare:
    – se esistono le condizioni per proporre architetture normali, localizzate a metà strada tra la ‘condizione necessaria e impellente’ (architettura come slogan) e la ‘richiesta elitaria della singola committenza’ (architettura come stravaganza);
    – se è possibile – nella progettazione così come nella realizzazione-, proporre, di norma, l’architettura.

  7. pierpaolo valori ha detto:

    ma perchè sto moauro costruisce così tanto a roma ?

  8. Biz ha detto:

    Parlando di “stile”, allude alla smart e alla bicicletta, suppongo …

  9. sergio 1943 ha detto:

    Osservo che i nostri architetti, data la scomparsa di uno “stile” che potesse essere prettamente nostro (e qui mi unisco al grido di dolore di fdm per la scomparsa di adalberto, giuseppe, luigi, ecc.), sono costretti ad inseguire, semplificandoli, quelli che chiamiamo “archistar”. Come facevamo da studenti, e come credo si faccia ancora oggi nei corsi di composizione, quando ci ispiravamo ai progetti e ai dettagli dei Grandi per un precipuo motivo di studio, leggiamo il più delle volte scopiazzature. Mi limito a riconoscere nei tagli in diagonale, ridotti a mere incisioni sull’intonaco, uno sfiancato Liebeskind e, nell’asola incongrua, uno stranito “Herzog e De Meuron”. Il restante pout-pourri lo lascio allo studio dei bloggers.

  10. Matteo ha detto:

    …..grrrrrr!!!!

  11. marco tosi ha detto:

    quindi moauro = fuksas?
    eh si, non esitono piu’ le mezze stagioni, so tutti uguali so tutti ladri, basta che magnano, qui una volta era tutta campagna, ecc.

  12. isabella56 ha detto:

    al momento la facciata su via Ostiense è cambiata, è diventata tutta bianca tranne un’area trapezoidale più o meno al centro che è scura, lunedì quando ripasserò chissà come sarà? chi può dirlo?
    una gru con braccio mobile staziona da un mese o forse più e gli operai, sotto il sole caldo di questa strana stagione, lavorano quasi incessantemente a questo “disegno” graffito….gratuito e costoso avrebbe commentato qualcuno dei miei professori.

  13. sergio 43 ha detto:

    Ah! Adesso é bianco questo stampellone? Un’altra scopiazzatura! Un simil-Meier, insomma! Già avevamo dovuto, per motivi storicistici, accettare che la maggior parte degli edifici sei-settecenteschi dovessero tornare al loro originale (?) “color dell’aria”, scrostando il colore rosso-giallo-ocra divenuto familiare a qualche generazione di romani. Chissà se questo pallore avrebbe ispirato Mafai, Raphael, Scipione e tutta la Scuola di Via Cavour? Adesso passiamo addirittura al tutto bianco? Ieri, dopo tanto tempo, verso le 18 e 30 me ne andavo a zonzo per la Passeggiata di Ripetta, via della Penna, via dell’Oca e godevo del caldo colore che il tramonto accendeva sulle facciate dei palazzi. Ho svoltato per via di Ripetta interessandomi alla merce variopinta dei negozi e ai quadri esposti in qualche Galleria. Sono passato davanti il Ferro di Cavallo con qualche occhiata di apprezzamento alle fanciulle con i loro album sotto il braccio e i loro colorati e leggeri abitini estivi e poi, giunto all’angolo….me ne ero completamente dimenticato! Oh, my god! Ma era orribile quel fianco, bianco e anonimo, incapace di assorbire i raggi del sole mentre da un lato, sbadigliando, si avviava al suo secolare sonno notturno la massa scura del mausoleo e in prospettiva, come due gatti ronfanti, si scaldavano agli ultimi raggi le due chiese affiancate! Che dire? Che ne sarà di questa Alma….attenzione! Alma! Non Alba Città!

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