L’anarchico di Gaudì …

gaudìbombarolo

Invece dei kubi …

avvicinandosi la ricorrenza del centenario della

semana tragica, Barcelona,  1909-2009

Riceviamo da Massimo Mazzone questo messaggio … esplosivo …

“vedi se ti piace di più questa “sfera” che il demonio offre all’operaio, invece dei cubi… saluti anarchici da barcelona!”

naturalmente … la prima cosa che viene in mente: …

Il bombarolo …

“Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo
e’ quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli daro’ la voce
il detonatore
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non fara’ mai
un cavaliere del lavoro
io son d’un’altra razza
son bombarolo
Nel scendere le scale
ci metto piu’ attenzione
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione e’ mia
sulla condanna a morte
o l’amnistia
Per strada tante facce
non hanno un bel colore
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore
c’e’ chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo
io son d’un altro avviso
son bombarolo
Intellettuali d’oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi faro’ da me
senza lezione
Vi scovero’ i nemici
per voi cosi’ distanti
e dopo averli uccisi
saro’ fra i latitanti
ma finche’ li cerco io
i latitanti sono loro
ho scelto un’altra scuola
son bombarolo
Potere troppe volte
delegato ad altre mani
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani
io vengo a restituirti
un po’ del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore
Cosi’ pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo
insomma il posto degno
d’un bombarolo
C’e’ chi lo vide ridere
davantial Parlamento
aspettando l’esplosione
che provasse il suo talento
c’e’ chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendoesplodere
un chiosco di giornali
Ma cio’ che lo feri’
profondamente nell’orgoglio
fu l’immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lascio’ solo
ma in prima pagina
col bombarolo”
F.D.A.

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Chiese? … cattoliche? …

coldipastinedisarnanotre

sassotettodisarnanodue

piediripauno

Riceviamo da Danilo Corradi e volentieri vi sottoponiamo questi tre “campioni” di modernità marchigiana …

“Egregio Professor Muratore,
anticipandole il mio RAMMARICO per non essere stato un suo studente (ma molto apprezzando i suoi scritti e, ora, il suo blog), la disturbo per sottoporle la visione di due opere: due edifici di culto (nel caso del campanile meglio sarebbe dire “parte” dell’opera), di autori ignoti.
L’una (la chiesa) è ubicata in comune di Sarnano (MC), e precisamente nell’area montana del comune stesso, in località Sassotetto, presso il confine del Parco Nazionale dei Monti Sibillini; l’altra, il campanile, è posto al centro della popolosa frazione maceratese di Piediripa, a pochi km di distanza dal capoluogo di provincia.
Essendo lo scrivente un suo ben poco degno “collega” (ma ben conoscendo i luoghi ritratti “grazie” a lunghe e reiterate frequentazioni marchigiane), ho timore ad esprimere un giudizio sulle opere in oggetto, e se stasera le scrivo è per chiederle un suo (a giudizio di chi scrive AUTOREVOLISSIMO!) parere: l’oggettività del mio personale “giudizio”, infatti, risulterebbe inficiata da una mia personale “partigianeria” che – pur vivendo a Roma – mi lega a quei luoghi.

Infine, vorrei dirle che la mia “tardiva segnalazione” delle architetture in allegato ha “preso spunto” dai suoi recenti post inerenti l’architettura ecclesiastica…anche avrei voluto segnalargliele ormai da gran tempo…

In attesa – se vorrà – di un suo riscontro, la saluto cordialmente e la ringrazio per il suo interessantissimo blog!

Danilo Corradi

PS: che sbadato…quasi dimenticavo di allegarle la minuscola chiesa di Coldipastine, frazione rurale – e ribadisco: rurale – sempre in comune di Sarnano (MC)

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Un parere assolutamente negativo …

Riceviamo, sempre sul tema fulignate, da Pietro Samperi, che ne è il presidente e che qui ringraziamo, questo comunicato dell’Unione Cattolica Italiana Tecnici (UCITecnici): …

“L’Unione Cattolica Italiana Tecnici, riunita in Roma in congresso nazionale, presa in esame la chiesa di S. Paolo in Foligno, inaugurata il 26 u.s., in base alla documentazione raccolta sul luogo da alcuni suoi membri, ritiene doveroso esprimere un parere assolutamente negativo sul progetto dell’arch. Fuksas, non solo e non tanto sotto un generico aspetto architettonico, quanto sotto quello delle caratteristiche proprie di una chiesa cattolica. Per progettare e arredare gli edifici liturgici, che costituiscono un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, conservato e offerto al pubblico godimento, la Chiesa si è rivolta sempre ai migliori artisti del momento, ma questa volta è incorsa in “celebrità” non idonee a comprendere ed esprimere i significati di un’opera il cui primo requisito è di ispirare sentimenti ed emozioni intese al raccoglimento e alla preghiera. Spiace che la scelta del progetto sia stata vittima di un modernismo falso e insensibile ai valori spirituali. Lo dimostra la stessa inaccettabile motivazione di tale scelta da parte della commissione esaminatrice del concorso, che tra l’altro la considera “un segno deciso e innovativo che risponde alle ricerche internazionali più avanzate….”. A prescindere dalla inconsistente genericità, essa potrà riferirsi ai soli aspetti architettonici, ma non certamente alle irrinunciabili caratteristiche espressive di una chiesa cattolica.
Purtroppo questo non è che un esempio della tendenza a introdurre nelle chiese forme e arredi che, anzichè rispondere a reali criteri estetici e spirituali, ne snaturano significati e funzioni attraverso soluzioni miranti soltanto a effetti pseudo-architettonici che, a prescindere da autentici valori, hanno il solo obiettivo di stupire comunque, contribuendo al generale degrado etico dell’epoca attuale.
L’UCITecnici si rivolge rispettosamente agli organi competenti della Chiesa affinchè siano stabiliti e rispettati idonei criteri per l’adozione di nuovi modelli architettonici e tecniche costruttive, che spesso, attraverso arbitrarie interpretazioni delle innovazioni introdotte dal Concilio Vaticano II nel-la continuità delle chiese cattoliche, divengono oggi gratuite stravaganze e rotture che rischiano di portare il degrado etico fin nella casa di Dio. Approfittando del tradizionale arricchimento nel tem-po delle chiese cattoliche mediante varie forme di arredo, si spera che anche questa recuperi almeno in parte (a cominciare da una croce in evidenza sull’edificio) immagine e valori oggi assenti.”

9 maggio 2009

…

Un’altra voce “assolutamente” contraria, …

molte delle motivazioni addotte, francamente, mi sfuggono …

forse … perché, personalmente, …

non ho la più pallida idea di che cosa si intenda, oggi,

per … chiesa … “cattolica” …

e, anche, tutto sommato per … “architettura” …

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Ancora e sempre … il Futuro è nel Tratturo …

altairpinia

Ricveviamo e volentieri vi giriamo: …
Workshop internazionale ALPUJARRA – IRPINIA
Immagini di paesaggi del Mediterraneo a confronto

nell’ambito di ” INCONTRI di ARCHITETTURA _ 11° “  IRPINIA , a cura di Angelo Verderosa / viaggio di maggio nel paesaggio dell’Alta Irpinia, crocevia naturale di segni orografici, percorsi, relazioni; luogo di incontro e di pausa nello stazionamento. LUNEDI’ 18 e MARTEDI’ 19 MAGGIO 2009

con  Università degli Studi di Napoli “Federico II” / CLM5U – Dipartimento di Progettazione Urbana e Urbanistica / Cattedra di Progettazione Architettonica IV prof. Donatella Mazzoleni / Corso di Ecologia del Paesaggio prof. arch. Maria Maddalena Simeone  +   Universidad de Granada / Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Granada / Area de Urbanistica y Orientaciòn del Territorio / Cattedra di Urbanística y Ordenación prof. Marcelino Martin Montero

Il workshop internazionale organizzato dalle Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli Federico II e Granada (Spagna)  si propone di analizzare due casi-studio, con lo scopo di comprendere, rappresentare e confrontare le identità locali, i processi di trasformazione, le ibridazioni culturali di due brani paesistici del mediterraneo.
I due i casi – campione a confronto sono:
– la sub-regione dell’Irpinia (Campania, Italia)
– la sub-regione dell’Alpujarras (Andalusia, Spagna).

L’itinerario ‘IRPINIA’, preparato da Angelo Verderosa, propone la lettura del paesaggio altirpino attraverso le vie dei fiumi.
Vie parallele al corso dei fiumi che nei millenni trascorsi favorivano relazioni commerciali e culturali tra le popolazioni delle coste (tirrenica ed adriatica) e quelle dell’entroterra appeninico campano.  Vie di relazioni, di transumanze e di pellegrinaggi.
Nell’ambito di pochi chilometri si trovano le sorgenti dei principali fiumi (e acquedotti) del meridione d’italia: il Calore, l’Ofanto, il Sele.
L’Alta Irpinia crocevia naturale di segni orografici, percorsi, relazioni; luogo di incontro e di pausa nello stazionamento.

…

Il programma completo è in http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/05/13/alpujarra-irpinia/

ofanto

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Finezze metropolitane … sotto i pini di Roma …

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Pur di passare inosservati …

purdiuno

purdidue

purditre

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Kubo ar cubo …

KUBOARCUBO

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I tre cubi …

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Immagine 1

Immagine 2

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Ancora una volta … l’Uomo al centro … altrimenti … dove? …

luomoalcentro

Riceviamo da Nikos Salingaros …
In difesa di Franco Purini  

“Mi sembra eccessiva la critica che si è elevata contro Franco Purini. I due edifici realizzati a Ravenna e a Gibellina non sono male. Anche io, un demolitore professionale di progettazione presuntuosa non trovo molto da criticare in questi due edifici di quattro piani: li trovo piuttosto normali e non vedo un elemento che possa contribuire ad una inadeguatezza funzionale. La forma degli edifici è modesta e adeguata, mentre l’innovazione che risiede nei dettagli non rovina la funzione dell’edificio. Certo, io avrei progettato altri edifici, e sicuramente avrei utilizzato un altro linguaggio delle forme per l’ornamentazione (mi riferisco alla trave aggettante che buca la gronda).

Mi incuriosisce questa critica molto forte, che si è levata contro l’amico Franco, quando abbiamo dei mostri edilizi che invadono l’Italia. Dov’è la critica contro tanta mostruosità: perché gli stessi critici stanno zitti di fronte ai crimini contro l’architettura? Per non citare nomi specifici, conosciamo tanti lodati grattacieli, sedi universitarie, e anche chiese che hanno un aspetto satanico. Perché ve la prendete con Purini? Lo stato attuale dell’architettura ignora gli edifici modesti per lodare tutti quelli che fanno più rumore e sono dissonanti al massimo grado.

Io vedo nel futuro un’architettura che mette al centro l’uomo, cioè, un’architettura coerente con il contesto e piacevole per gli utenti. Un’architettura intelligente che utilizza le nuove tecnologie per uno scopo preciso migliorando la qualità della vita. Quest’architettura dev’essere necessariamente modesta: l’opposto di cosa vediamo nelle riviste. L’adattamento architettonico è escluso fin dall’inizio nei progetti delle archistar.

Non credo che i musei storti e sbilanciati saranno con noi tra un secolo, perché ultimamente giudicati inutilizzabili. Dunque, quale esempio dell’architettura della nostra età sopravviverà? (E ci sono tanti ossessionati con l’architettura che «esprime il proprio tempo»!) Forse sopravviverà un edificio che si è utilizzato continuamente per cento anni, perché davvero funzionale e non dannoso? Forse una farmacia in Italia?

Stimati colleghi, per piacere, se vogliamo un’architettura migliore, fate attenzione dando importanza e valore agli edifici piuttosto modesti, condannando la superbia architettonica con l’invettiva che merita.

Saluti a tutti”
Nikos

“Per un’architettura migliore” … “l’uomo al centro” …

questa … ci sembra proprio di averla già sentita da qualche parte …

caro Nik …

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Cubo con Palla … e capre …

gibellinaqua

qualche tempo fa … sul set di …

EARTHQUAKE 68 – GENTE DI GIBELLINA …

un bel film-documentario di Emanuele Svezia

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