L’orenda palazza de Mario …

L’ho sempre trovata orrenda, …

ma, per qualcuno, è il capolavoro …

di un “maestro” …

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28 risposte a L’orenda palazza de Mario …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    però l’allineamento perfettamente simmetrico della “P” con la finestra ci sta proprio bene: forse non sta per “parcheggio” ma per “porcata”.
    Ciao
    Ettore

  2. simona granata ha detto:

    posso dissentire? ho sempre pensato, passandoci davanti anche più volte nel corso di una giornata ,che queste “torri” con zampette, quei tagli in diagonale degli infissi, servissero a smatrializzare l’effetto muro che trovo nell’edificio vicino, ma se du professori non la vedono così mi ritiro in buon ordine. comunque ” porcata” mi pare eccessivo. scusate.simo

  3. ctonia ha detto:

    Scusate, ma è Ridolfi?

  4. giancarlo galassi ha detto:

    Eppure ricorda molto uno di quegli edifici che si intravedono sullo sfondo dei disegni visionari di Lorenzo Mattotti (adesso forse noto anche agli architetti per i suoi ahimé orrendi ritratti di archistar sulle copertine di Domus).

    La città espressionista «L’uomo alla finestra» oppure di quella dove si perdono i pensieri dell’autobiografico «Signor Spartaco».

  5. nero tulip ha detto:

    E’ brutta p’esse brutta! :)

  6. pietro pagliardini ha detto:

    Ma che state a dire? Questo è il progetto del geometra mario rossi.
    Il geometra mario bianchi di Arezzo è parecchio più bravo.
    Per favore….!
    Pietro

  7. biz ha detto:

    Per dirla alla Vujadin Boskov “ma chi ha sbagliato? Ridolfi?”

    Però: la palazzina Inail è del 1952 (primo dopoguerra). Immagino i vincoli, economici, di quantità, di richieste, ecc. (si può fare ottima architettura in palazzine economiche? in palazzine in genere? Forse no)
    E aggiungo: forse 50-60 anni è la distanza storica peggiore (ormai distante ma non ancora esoticamente antico).

  8. sergio 43 ha detto:

    Mò che v’ha fatto ‘sta “palazza”? A parte il fatto che può essere che “quandoque bonus dormitatat Homerus” ma non è vero che dovremmo valutare l’architettura anche in pianta, sezione ed alzato oltre che per quel momento della discussione teorica, la sperimentazione, le condizioni date, ecc.? Me lo ricordo il disegno della pianta di questo edificio, stupefacentemente disegnato a mano, come facevano gli architetti antichi, da Ridolfi. Era un momento di riflessione sul tema zeviano dell'”architettura organica”, con la sperimentazione del modulo esagonale wrightiano? Nun me ricordo!E’ passato tanto tempo, sono cose oramai passate ma mentre noi passiamo un edificio rimane per un tempo infinitamente più lungo. Come vogliamo rispettare, capendolo, l’angolo di Piazza della Moretta, rispettiamo e capiamo anche questo fronte di Viale Marco Polo, se no che facciamo? Ogni generazione ha il dovere di proporre, se ne è capace, il suo pensiero ma non ha il diritto di buttare a fiume il passato perchè “nun me piace ‘o presepe”. Per cui, anche se siamo in minoranza, come Simona e LdS, voto “sì”.

    • LdS ha detto:

      il mio commento su simona era soprattutto legato al fatto che non ci si deve farsi intimorire dai cosiddetti prof che si riducono a giudizi come “porcherie” e altre similitudini. poi magari sono i primi che ce l’hanno col famolo strano delle archistar e di fronte ad una cosa normale e dignitosa san solo lagnarsi attraverso giudizi, francamente, banalotti…

      robert

    • giancarlo galassi ha detto:

  9. LdS ha detto:

    pietro… ma non erano tuoi idoli i geometri?

    robert

  10. pietro pagliardini ha detto:

    Mi domando se il giudizio su questo edificio sarebbe lo stesso, per chi lo apprezza, non sapendo che è di Ridolfi.
    Se fosse del geom. mario rossi penso che nessuno se lo sarebbe filato neanche di striscio.
    Mi ricorda l’immancabile “intenditore” di vino, presente ad ogni cena, al quale con l’etichetta giusta puoi far bere anche l’aceto.
    robert, i geometri sono grandi perché non si fanno le pippe con gli idoli dell’architettura: murano e basta. Detta in altro modo, non hanno sovrastrutture mentali tra se stessi e la realtà per cui se sono liberi… lasciamo perdere, se gli dai regole precise si attengono a quelle. Quello che conta per loro è strappare il permesso di costruire. Gira e rigira, la colpa è sempre degli architetti, che fanno le regole.
    Saluti
    Pietro

    • mauro ha detto:

      Vedi, caro Pietro, concordo circa il fatto che spesso esprimiamo giudizi condizionati dal conoscere prima il nome di questo o di quell’altro architetto.
      Ridolfi, per chi ne conosce l’opera, rimane un Maestro indipindentemente dall’esito di questa palazzina “da geometri”.
      Circa la categoria, è vero che “murano e basta”, anzi MURANO FIN TROPPO, perfino dove NON DOVREBBERO PROGETTARE.
      E’ verissimo, per loro (ma spesso anche per gli Architetti, purtroppo…) conta “strappare il permesso di costruire”: pensa quando, le pubbliche amministrazione, dovranno ammettere l’ILLEGITTIMITA’ DI MOLTI PERMESSI DI COSTRIURE RILASCIATI AI GEOMETRI? Che goduria! Una volta tanto, non sarà colpa degli architetti, che di colpe, peraltro, ne hanno fin troppe…..

      http://www.professionearchitetto.it/news/notizie/12998/Geometri-no-alla-progettazione-di-costruzioni-in-c-a

      I geometri sono insuperabili nel catasto, nella topografia, come tecnici di cantiere; ma a progettare? Hanno semplicemente studiato altro.
      Non hanno idea di composizione (come molti architetti!!!), di urbanistica, di storia dell’architettura etc etc.
      Esempio banalissimo: quando si va in sala operatoria, chi si farebbe mai operare da un infermiere, anzichè dal chirurgo, medico laureato? Nessuno, ovviamente. Per l’architettura, va bene che a progettare sia chiunque…..
      Ossequi
      Mauro

      • pietro pagliardini ha detto:

        Di sentenze come queste ce ne sono millanta! Speriamo sia quella buona. Sarebbe un elemento di chiarezza nella bolgia delle competenze. Ma non facciamoci grandi illusioni. Comunque, se anche fosse, non aspettiamoci che senza geometri il Paese torni ad essere il Bel Paese!
        Ciao
        Pietro

  11. Emmanuele Pilia ha detto:

    Scusate, ma a parte il fatto che l’intento del buon Mario non era fare un bell’edificio, ma il paragone con gli edifici contigui (cronologicamente e spazialmente) lo vogliamo fare? Non è un capolavoro, non è un bell’edificio, ma neppure ci troviamo di fronte al male assoluto…

  12. salvatore digennaro ha detto:

    Mi ricorda vagamente Mackintosh, non è bella ma ha un certo fascino misterioso.

  13. ctonia ha detto:

    Mario Ridolfi! Per me è stato ed è un maestro di architettura… Certo, è più elegante Gardella, e oggi le sue architetture ci sembrano un film di Aldo Fabrizi, d’accordo. Eppure…

  14. ettore maria mazzola ha detto:

    ferma restando la bruttezza di questa palazzinaccia, vorrei ricordare, a tutti coloro i quali non riescono a criticare Ridolfi, questa frase del suo discepolo Fiorentino: «ci sono due modi di fare Architettura … o forse ce n’è solo uno … c’è quello semplice e pacato dell’utilizzazione degli schemi super testati che l’edilizia pubblica in Italia – e non considero solo quella romana – ha più o meno accettato. E poi c’è quello sperimentale, che è il metodo a cui l’esperienza di Corviale appartiene. Io ricorderò sempre come Ridolfi, che è stato il mio vero maestro, sempre mi diceva: “quando progetti per un cliente (e l’edilizia pubblica è un cliente come un qualsiasi altro privato), senza rivelarglielo tu devi sempre sperimentare” perché, in effetti, queste sono esattamente le opportunità nelle quali gli esperimenti possono essere fatti!»
    Chiuderei alla Peppino De Filippo dicendo … e ho detto tutto!!!
    Ciao
    Ettore

  15. ctonia ha detto:

    Ma che c’entra, Ridolfi il Corviale non l’avrebbe fatto manco morto. Ettore, su Ridolfi credo che non hai appigli :-)
    saluti
    c

  16. ettore maria mazzola ha detto:

    caro Cossu,
    appigli ne ho eccome:
    Fiorentino dichiarò apertamente di aver applicato l’insegnamento di Rodolfi in merito alla “sperimentazione senza mai informare il cliente”, e questo per me basta a dubitare fortemente del “maestro” se poi prendo in esame alcuni suoi progetti, dico che l’orrenda palazza, come l’ha definita Muratore non è un incidente di percorso, ma l’ennesima prova della mediocrità di un personaggio che disegnava (graficamente) molto bene ma costruiva malissimo. Penso che il suo peggior progetto sia la sopraelevazione di via Paisiello, una vera e propria torta in faccia al bel palazzetto preesistente, il tipico progetto di chi, non avendo la capacità di confrontarsi con la preesistenza la nega. So bene che non mi darete mai ragione, ma nemmeno potete portarmi a cambiare idea su Ridolfi.
    Ciao
    Ettore

    • ctonia ha detto:

      Mario Ridolfi costruiva malissimo? Mario Ridolfi non aveva la capacità di confrontarsi etc?
      E’ uno scherzo?
      Siamo a Striscia la notizia?
      Quando arriva Staffelli?
      Mi saluta Greggio e la Hunziker?
      baci
      c

  17. mauro ha detto:

    Egregio Ettore, non capendo la trasposizione (errata, a mio parere) della frase di Ridolfi al caso del Corviale, le chiedo, in che senso Ridolfi è stato il suo maestro, e quando le avrebbe detto tale frase? Così tanto per capire meglio.
    Ho un qualche modestissimo dubbio. Sostenere che “disegnava (graficamente) molto bene ma costruiva malissimo”, mi fa pensare male (sarà peccato, ma talvolta ci si prende, diceva il Divo…), circa la sua conoscenza dell’opera del Maestro, tanto da definirlo “mediocre”.

    In Ridolfi il disegno (compositivo) e la costruzione coincidono magistralmente.

    Dovessi avere pensato troppo male sul suo episodio con il “suo” Maestro, vorrà dire che il Divo ha torto……
    saluti
    Mauro

  18. ettore maria mazzola ha detto:

    Ridolfi è stato il maestro di Fiorentino e non mio, e dato il risultato, è stato un pessimo maestro.
    Gli edifici di Ridolfi sono uno più brutto dell’altro, guardateveli pure dal web se non li conoscete, trovatemene uno talmente apprezzato universalmente da poterlo definire l’opera di un maestro e poi ne parliamo (tra l’altro un “maestro” non avrebbe mai prodotto una “palazza” come quella qui riportata).
    La figura di Ridolfi è stata sopravvalutata dalla cultura del tempo (forse a causa dalla povertà culturale dell’epoca e perché, come si dice, nel paese dei ciechi quello con un occhio è meglio), sicché nelle università ci hanno insegnato che i progetti del “maestro Ridolfi” fossero sublimi. Riconoscere che non fossero proprio come ci sono stati raccontati non è un reato, semmai richiede solo coraggio.

  19. pasquale cerullo ha detto:

    Forse Ridolfi si limitava a progettare case da abitare…

  20. ettore maria mazzola ha detto:

    Caro Pasquale,

    perché cosa facevano secondo te Magni, Pirani, Sabbatini, Marconi (Plinio), Palmerini, Nori, Trotta, Energici, Wittinch, ecc.? Io dico che facevano lo stesso, ma lo facevano meglio e a costi e tempi minori, e lo facevano quando il problema casa era reale e non basato su stime di matrice speculativa!
    Ciao
    Ettore

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