“SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO” … UNA TRACCIA …

Schermata 2014-05-16 a 23.07.00“Come dicevo, l’altro giorno mi era capitato di avere un appuntamento sotto EuroSky. Nell’attesa guardavo la torre con la sua stravagante copertura. Ero perplesso e con un senso di déjà vù. Avevo letto che la lastra inclinata sarebbe stata coperta da pannelli solari, che quella piana sarebbe stata usata come superfice per un eliporto. Chissà se era vero? Se ne dicono e se ne giustificano tante! Poi ieri sera, dopo un rapido zapping in Tv, mi accingo a gustarmi un Harrison Ford d’annata, anche lui “Sotto il segno del pericolo”. Arrivo al punto in cui si ordina a un caccia di decollare da una portaerei per bombardare un summit tra Signori della Droga. E allora capisco! Il caccia, pronto al decollo, è ancora immobile sul ponte orizzontale, i vari omini in differenti colori si agitano intorno con meccanici gesti di dita, mani, braccia. Poi una piattaforma si piega obliqua per riparare l’equipaggio dal calore e dalla forza del getto posteriore, una fiammata e l’F/A-18 Hornet decolla.
Beh, mi dico. Se uno si è ispirato alle nuvole, l’altro non si può ispirare ai War Games? D’altronde i linguaggi d’oggi, come in tutte le altre forme di pop art, non si colgono dal fatti, i più umili e cogenti, del nostro presente? E’ sufficiente che l’immagine sia potente e coinvolga il nostro subconscio. Campbell’s Soup, CocaCola, Stars and Stripes, distese di cretti dopo un’alluvione, fenomeni atmosferici da domare, manifesti vandalicamente strappati, discariche di stracci, tecnica heideggeriana dominatrice del mondo, forme e gesti colti sapientemente dagli Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Alberto Burri, Massimiliano Fuksas, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Purini. (Così è, se vi pare!)
Sergio 43 Schermata 2014-05-16 a 23.08.24

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Una risposta a “SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO” … UNA TRACCIA …

  1. Alzek Misheff ha detto:

    Estetica della Mazinga.

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