La seconda guerra mondiale e la (compiuta) modernità architettonica
DALSEAGRAMALVALLOATLANTICO … Da Al Capone a Bruno Zevi …
Architecture in Uniform | Canadian Centre for Architecture (CCA)
La seconda guerra mondiale e la (compiuta) modernità architettonica
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Architecture in Uniform | Canadian Centre for Architecture (CCA)
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Mio piccolo interesse e poco trattato tema: “APPAREL IN UNIFORM”; cioè, se ho trovato il giusto termine in inglese: “ABBIGLIAMENTO IN UNIFORME”. Per esempio, il povero, arretrato e poco funzionale abbigliamento delle truppe del Patto d’Acciaio confrontato con il robusto, moderno, finanche elegante e funzionale abbigliamento delle truppe anglo-americane. Dall’elmetto agli scarponcini, dal sistema industriale, dall’impegno dei produttori, si capiva chi avrebbe perso la guerra. Mi son sempre chiesto chi fossero gli stilisti, i disegnatori, i tessitori di una uniforme mutevole, adattabile ai vari fronti, africani, europei, asiatici e micronesiani. Degli Art Director dell’industria del Cinema, di un Hal Pereira, per esempio, si può sapere tutto mentre nulla sappiamo degli atelier dove tutto, dalle misure fisiche dei soldati alla loro sicurezza, veniva studiato e realizzato. Per l’Asse, specialmente quella italiana era praticamente la stessa nelle dune, le savane e le steppe. Anche quella nazista era funzionale, robusta ed elegante nei climi moderati dei paesi continentali e del Mediterraneo ma erano inadatte nelle pianure gelate dell’Est al contrario di quelle russe che, calde e leggere, perrmettevano loro rapide controffensive.
Insomma, mi verrebbe da aggiungere la tesi per la quale è stata la seconda guerra mondiale a compiere la modernità dell’abbigliamento. Forse ci vorrebbe una mostra anche per questo aspetto non meno presente nella nostra vita contemporanea.
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