LENCI RITITOLA GALASSI …

Giancarlo Galassi a“Caro Giorgio,
ti allego per Archiwatch un mio breve scritto dal titolo “Il ritratto di Dorian Gray” e un’immagine su un’opera da me rititolata di Giancarlo Galassi.

Il ritratto di Dorian Gray
Un’opera rititolata di Giancarlo Galassi

Giancarlo Galassi ha partecipato alla mostra di pittura sull’Estate Romana di Renato Nicolini con un’opera dal titolo “Terza tavola criptomnestica (Nolli?)”. Si tratta di un “totem” ligneo di abete di 125 cm di altezza x 25 cm di base, prima dipinto di nero poi inciso nelle venature chiare. Nei prossimi anni, per effetto dell’esposizione alla luce e all’aria, quindi dell’invecchiamento, avverranno delle trasformazioni nella luminanza e crominanza delle parti incise nella materia viva di tale opera, che a distanza di sei mesi dalla sua creazione già dovrebbero iniziare a manifestarsi. Chissà se dalle profonde incisioni operate da questo valente autore, animato da una sempreverde curiosità intellettuale, sta lentamente affiorando il ritratto di un quasi dimenticato Dorian Gray che invecchia al suo posto, incatenando così il Galassi a un’eterna giovinezza.

Ruggero Lenci

14.1.2014

Questa voce è stata pubblicata in Architettura, Archiwatch Archivio. Contrassegna il permalink.

17 risposte a LENCI RITITOLA GALASSI …

  1. sergio de santis ha detto:

    Questa versione delle variazioni è quella che preferisco.
    Pare …
    si racconta …
    che facendo un poco di attenzione si possa ascoltare il giovane Glenn Gould accompagnare con la propria voce la infinita bellezza di queste note …

    ve la lascio al fine di agevolare una riflessione sulle preziose 10 righe donateci dal Professor Lenci che sicuramente da qualche parte, così come certamente anche la preziosa opera di Galassi, nascondono qualcosa …
    Porgo ad entrambi i miei più ampi ed ossequiosi saluti …
    SDS

    • aldofree ha detto:

      Prima che qualcuno ci veda degli oscuri nessi, ci tengo a dire che i due link non hanno alcuna attinenza (ormai li avevo postati in un’unico commento e non era mia intenzione).

      • sergio de santis ha detto:

        si vabbè che sei free …
        ma dato il casino …
        dicci almeno quale era quello giusto …
        se ce n’è uno giusto …

        sembrano infatti ambedue degli OT …

        a quel punto … forse … forse il TSO …
        ‘na cosa blanda comunque …

  2. aldofree ha detto:

    Non ci vuole un genio per capire che sono tutti e due degli OT, solo che li volevo postare come due commenti separati, mentre così sembrano avere qualche nesso recondito che forse solo lei con la sua solita verve ha intuito, e comunque sul TSO blando…proprio non riesco a ridere.

    • sergio de santis ha detto:

      Caro Aldofree,
      Mi rendo conto che ridere o fare battute sugli altri è molto più semplice che ridere di se stessi … cosa che in ogni caso aiuta.
      Francamente mi sembra anche che spendere righe su una questione inutile come questa, che certamente io ho alimentato, è cosa di poco conto rispetto alla ghiotta occasione che ci si presenta di avere un post pubblicato dal professor Ruggero Lenci …
      e su quale argomento poi …
      Ma torniamo a noi …
      Archiwatch è una vetrina un pò insolita …
      nasconde di tutto ed è sempre bene stare all’erta …quindi per questo motivo non do mai nulla per scontato …
      Sono uno che non resiste …
      sai … come i gatti …. quelli che alla fine pagano un prezzo alto alla curiosità …
      quelli li riconosci … li vedi per strada uscire strisciando da sotto le autovetture … a volta con la coda mozza e spesso con le orecchie un poco strappate … il pelo non proprio candido come il gattone di casa … che “tira” tanto …
      e quindi non posso fare a meno anche questa volta di farti notare che la mia risposta era calibrata sulle parole da te scritte …
      articolo la spiegazione:
      posso anche capire che i due link siano stati postati INSIEME per sbaglio (lo scrivi) e non posso escludere neanche che (ipotesi più remota) siano stati postati tutti e due erroneamente sull’articolo del Prof. Lenci
      Il dubbio però mi si rafforza leggendo il tuo secondo commento nel quale affermi che “i due link non hanno alcuna attinenza” … sai se avessi scritto “non hanno alcuna attinenza con il post su cui li ho pubblicati” sarebbe stato chiaro … nella forma pubblicata si potrebbe pensare che il significato possa essere, oltre a quello di non avere attinenza con il post di Lenci, di non avere attinenza tra loro … da cui la mia domanda “dicci qual’è quello giusto” e poi tutto il resto sul quale è evidente che non sai ridere ma magari pretendi che ridano del tuo di TSO sul Vaginal Knitting…
      C’è poi un altra questione almeno per il primo post …
      perchè scrivere OT? … quasi come fosse un avviso …
      scriverlo indica la coscienza di sapere che questo argomento è postato in un ambito con il quale ha poca pertinenza …
      ed io penso … se sa che è OT ma perchè cavolo lo posta a fare?
      Da qui l’impressione che forse poteva nascondere, almeno la prima risposta, un piccolo inganno … conseguentemente il secondo link sarebbe stato quello effettivamente postato per sbaglio …. cioè il primo solo apparentemente OT … visto che poi si tratta di architetti … e che l’argomento che piace tanto a questa platea, quello della fuffa (mi sento male solo a scriverla questa parola) si sarebbe potutto sottilmente riproporre e insinuare nel post del professor Lenci …
      quindi chiedeo chiarimenti su una personale interpretazione di quanto da te scritto.
      Questo semplificando ….
      Si semplificando ..
      l’avrei potuta fare più complicata ma non voglio oscurare la complessità cerebrale del morfema dinamico.
      Quindi hai capito il perchè della mia replica o è troppo complicato?
      In ogni caso, in subordine, ti chiedo se non li, ma dove avresti voluto postare i due link?
      Sai a questo punto la curiosità è tanta!
      Io purtroppo non avevo trovato alcun nesso recondito … la mia solita verve … in questo caso … non ha funzionato.
      E comunque il TSO era appunto blando e non come il tuo che se avesse trovato adesione (e dato l’argomento) si sarebbe detto un poco più robusto …
      ridi aldofree … ridi …

      • aldofree ha detto:

        …cazzo ma c’ha la laurea in dietrologia? I due link non hanno attinenza tra loro nè tantomeno con il post di Lenci, ora se vuole le fornisco pure le impronte digitali, così la facciamo finita.

  3. MAURO ha detto:

    Sarebbe interessante capire qualcosa di più dell’immortale opera!
    Invece, è preferita una prosa “sdolcinata”, da Fazio di Archiwocccce, quando presenta, con prosa “supina” e interessata, il libri (che non ha mai letto).
    Colmo di “luminanza”, arrabbiato perché nessuno invecchiaal mio posto,
    Vi saluto.
    MAURO RISI

    • sergio de santis ha detto:

      e cosa vuoi capire dell’opera?
      non mi sembra che ci sia molto …
      come peraltro in tante “opere” di quella mostra …
      quello che c’è da capire è più sull’autore ….
      rispetto al quale il professore ci ha dato una indicazione nemmeno così velata …

      almeno mi pare … criptomnesticamente parlando … ovviamente!

      ma qui è dura …
      non credo che il “dibattito” si alimenterà facilmente …
      siamo su un campo minato …
      ti saluto ,
      colmo di crominanza!

  4. :G ha detto:

    Caro Lenci,
    il fotomontaggio è divertente. Ma più mi ha impressionato quanto la tavola l’abbia colpita. Già alla mostra! Ma sono passati mesi! E che dire in proposito? Sarà invecchiata sicuro ma al momento è sarcofagata in magazzino, mummia di polietilene a bolle. Lontano dagli occhi lontana dal cuore.
    Le esigue soglie dei miei scaffali si stanno pian piano tappezzando di cose nuove che mi sembrano più gentili e refrattarie a quella. Qualcosa su AW del 23 u.s. Riuscissi mai a metterne insieme una quindicina per fine anno e dare un senso al 2014! Del resto gli amici ci mettono meno a portarmele via del tempo che ci impiego a farle. E di tempo, e lo dico apposta per scaramanzia, non si sa quanto ne ho.

    Si sta come in autunno
    nel reparto oncologia
    i ticket salvacode

    Grazie,
    :G

    PS. Del resto mi sorprende anche tanta elegante attenzione visto che potevo pure trattarla meglio di come invece nel tempo (appunto) ho recensito i suoi libri su questo blog in cui siamo tutti un po’ troppo e maniacalmente rompicazzi. Inutilmente.

  5. Andrea Di Martino ha detto:

    le infinite contaminazioni della lingua e l’eterna giovinezza di significati reconditi profondamente incisi, beninteso nelle teste di legno (non necessariamente di abete)…

    • sergio de santis ha detto:

      non saprei Caro Andrea …
      secondo me qui ci troviamo in questioni più raffinate … che bisogna analizzare con estrema cura al fine di evitare figure barbine … quindi eviterei … ma solo in questo caso e non voglio condizionarti … commenti che possano sucitare nell’opinione (Archiwatchica) sentimenti eccessivamente avversi a quelle pratiche di analisi , se vuoi spesso anche superficiali, che si consumano costantemente e “pedantemente” tra i plissè del blog …
      Ti inviterei inoltre a valutare nuovamente la questione tenendo anche conto della risposta del Galassi, di cui il Lenci “sembrerebbe” apprezzare quella sempreverde curiosità che lo anima, ma anche di quanto pubblicato da Falso Cascioli, entità “molto vicina” a GG, nella sua ultima vignetta intitolata “Blog Compatta Architetti Indifferenziati” … Ne farei più che altro una questione di analisi dell’espressione … sai … qui in fondo si tratta di professori ed è altamente probabile che tali post nascondano messaggi capaci di restare al disotto della soglia di una chiara percezione …
      ma poi anche in senso linguistico …
      non è lo stesso per noi che, ovviamente quando parliamo o scriviamo, (ammesso che il mio sia uno scrivere) non essendo titolati nè tantomeno ri-titolati, in fondo qualche “sfondone” (non riesco a scrive’ sfonnone …perchè?) ce lo possiamo permettere con maggiore tranquillità …
      studiamo … studiamo …
      chissa cosa ci attende …
      cari saluti,
      S.

  6. sergio 43 ha detto:

    Caro Giancarlo, incuriosito, sono tornato al “23 u.s.. In effetti, comprendo i tuoi amici, Deliziosa la nuvola in un cielo dorato. Eh! Le nuvole debbono galleggiare nel cielo! Nun ce so’ chiacchiere!

  7. sergio de santis ha detto:

    Caro Aldofree,
    ti ringrazio per la cortese parziale risposta …
    no … le impronte digitali non sono necessarie …
    Però il rapporto tra noi si potrebbe definire completo se tu potessi dirmi in quale post avresti voluto inserire i link.
    Ovviamente non mi aspetto che tu risponda sicuramente … ti faccio notare però che trattasi per me di dato importante per i miei studi di dietrologia che come sai vanno avanti per tutta una vita … come accade in qualsiasi settore profesionale che si voglia affrontare con serietà.
    Chiaramente come già espresso nella precedente risposta accetterò volentieri come dato di studio, qualora fosse aderente alla realtà, anche l’ipotesi di un inserimento random.
    Grazie della collaborazione e spero a presto!
    SDS

    Mi scuso ancora con il Professor Lenci per l’occupazione abusiva del suo Post.

  8. sergio de santis ha detto:

    Bisogna aggiungere, per dovere di cronaca, che nelle svariate, etiliche telefonate tra appassionati alla improvvisa presenza del Prof. Lenci sulla ribalta Archiwatchica, uno dei motivi di maggiore discussione ed approfondimento è stato intorno all’uso dei termini Luminanza e Crominanza circa la futura variazione di colorare e… di “luce” dell’opera di Galassi …questo linguaggio da tubo catodico ha perplesso un poco tutti … ricordando ai più il noioso periodo di studio di quell’esame … Fisica Tecnica e Impianti … piuttosto che un contesto di creatività ed espressione poetica all’interno del quale il breve scritto voleva sembrarsi calare con quella eleganza raffinata notata da tutti.
    Tutti questi ubriaconi della polemica da quattro soldi certamente non sono però degli autentici sprovveduti … hanno quindi deciso di mettersi li .. rimboccandosi le maniche … a lavorare , perchè se un professore usa certi termini qualche motivo profondo ci sarà pure ….
    In secondo piano è passato, almeno in un primo momento , la possibile relazione tra l’azione delle incisioni , le lacerazioni dell’animo che la vita ti impone, la realtà totemica della esistenza “galassiana” e il solo apparente arbitrio della scelta del famoso libretto di Oscar Il Selvaggioe …
    Materiale ce n’è …
    ora bisogna solo studiare … interpretare … leggere le opere …

  9. Andrea Di Martino ha detto:

    Scusate ma quanno è troppo è troppo. Er troppo stroppia, direbbe quarcuno… E allora, nello spirito di Falso Cascioli (vero “alter ego” del Galassi), mi permetto anch’io di praticare un po’ di sana dissacrazione. Ditemi voi se dobbiamo star qui a discutere del significato di termini come luminanza e crominanza in rapporto all’opera in questione e alle sue modificazioni nel tempo, solo perchè (cito testualmente), “questo linguaggio da tubo catodico ha perplesso un poco tutti … ricordando ai più il noioso periodo di studio di quell’esame … Fisica Tecnica e Impianti … piuttosto che un contesto di creatività ed espressione poetica all’interno del quale il breve scritto voleva sembrarsi calare con quella eleganza raffinata notata da tutti”. Ma tutti chi? Quelli che hanno preso parte alle (non meglio precisate) “etiliche telefonate tra appassionati”? Ma appassionati di che? Del Galassi artista? Dell’arte in senso lato? Delle interpretazioni che di essa ci vengono fornite da un noto cattedratico di San Pietro in vincoli? In realtà, anche nell’ipotesi che quello scritto sia di natura sottilmente burlesca (detto con riferimento alla sottile allusione della frase che ho citato all’inizio), è evidente che l’effetto sortito da quello scritto va ben al di là dell’intenzionalità stessa dell’autore, configurandosi, paradossalmente, come un fatto di assoluta serietà, ma in un senso che va precisato una volta per tutte. Il fatto consiste nello spostare il discorso sull’arte nell’ambito di un tema che investe il concetto stesso di arte. Il tema (che poi è un tema di scottante attualità), è quello del ruolo dell’arte nell’era della riproducibilità tecnica. Non sarà superfluo ricordare che gli artisti stessi hanno affrontato tale tema, sia in modo serio (come le tele elaborate al computer da M. Schifano), sia in modo scanzonato (come la ben nota (e di fatto insolente) provocazione di P. Manzoni). Naturalmente, il fatto che l’insolente “manufatto” di P. Manzoni sia stato esposto nei musei, come un qualsiasi manufatto artistico (sebbene nessuna persona sana di mente lo riterrebbe tale), non poteva sortire altro effetto se non quello di concentrare la nostra attenzione su un (pericolosissimo) fenomeno altrimenti noto come “culto della personalità”, ovvero quel fenomeno per il quale il soggetto in quanto tale costituisce l’unica giustificazione del contenuto (merda sì, ma d’artista, appunto). Allora, il senso (sia pure imprevisto) della storica bischerata di Livorno, è stato quello di dimostrare che le artigianali “teste di Modigliani” sarebbero state giudicate belle non perchè intrinsecamente belle, ma solo per il fatto che, attraverso forme di suggestione collettiva (come quella indotta dal prestigioso intervento televisivo di Argan), si era maturata la convinzione che, a realizzarle, fosse stato proprio il genio di Modigliani, tanto è vero che quando tale convinzione è venuta meno, nessuno si è sognato di attribuire a quei manufatti l’etichetta di manufatti artistici. Il fatto poi che tale convinzione sia crollata solo dopo pesanti reticenze, costituisce un ulteriore (e più incisiva) dimostrazione, ovvero la dimostrazione di quali brutti scherzi (loro sì) può giocare una qualsivoglia forma di autosuggestione collettiva. Ciò vale anche per quei fenomeni mediatici finalizzati a mitizzare degli artisti che, di fatto, sono degli pseudoartisti, quindi il fatto che, ai fini della succitata dimostrazione, ci si è serviti nientemeno che di Modigliani (ovvero un artista autentico), non poteva non infastidire alcuni benpensanti dell’epoca (che ovviamente scagliarono i loro anatemi nei confronti dei 3 bischeri di Livorno), ma questo non toglie nulla all’oggettività della dimostrazione, come del resto non toglie nulla all’ilarità che ancora oggi riesce a suscitare (basti pensare alla faccia che fece Argan una volta resosi conto di aver fatto la classica figura da peracottaro, per giunta in mondovisione)… Ecco, il fatto saliente è che una tale ilarità è perfettamente equiparabile a quella suscitata da chi, in rapporto al “misterioso oggetto del rititolamento”, si domanda se vi sia sufficiente “materiale” per metterci a “studiare”, come stanno già facendo coloro che (cito testualmente), “hanno quindi deciso di mettersi li .. rimboccandosi le maniche … a lavorare , perchè se un professore usa certi termini qualche motivo profondo ci sarà pure ….” Ed è appunto a questi infaticabili “lavoratori della blog critic” che bisognerebbe rammentare l’altissimo valore didattico di quei manufatti emersi da ben altre “profondità” (quelle dell’Arno). Un valore didattico che queste mie note hanno cercato di descrivere, ma senza nessuna velleità di aspirare alla storicizzazione dello stesso, per il semplice motivo che quella storicizzazione è già stata consegnata alla Storia. Fate conto una sorta di “rititolamento” di un’opera (anzi, tre), a beneficio di chi, in un certo senso, non ha “titoli” (a meno che qualcuno, tra voi, voglia farmi credere che l’appellativo di “bischero” rientri tra i titoli accademici)…
    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/2014/notizia/livorno-una-mostra-rende-omaggio-alle-false-teste-di-modigliani_2018810.shtml

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