Era PERRET! … PERRET! … non PERRIER! …

PERRET

Da Sergio De Santis: …

“Alla fine certe cose passano così … per ‘sto Perret manco due battute scamuffe …
… che ‘nvece sarebbe da fa’ un locost è annà co’ tutti l’archiuoccici a pariggi …
Ma forse è meglio così …
perchè tanto ce saremmo pure potuti aspetta qualcosa del tipo … “E’ STATO L’INIZIO DEL MALE !” con tutto il resto a seguire… o, in alternativa, qualche diabolico artificio da equilibrismo de ‘sta critica “de noantri” nella quale siamo “bravi” e patetici…
… comunque per quanto possa piacere o non piacere …
… il che mi fa pure sorridere … e qui mi fermo …
… per quanto possa o non possa piacere … “L’ Unesco, il 15 luglio 2005, ha inserito il centro della città di Havre, nel patrimonio mondiale dell’umanità. La superficie di 133 ettari, rappresenta secondo l’UNESCO “un esempio eccezionale d’architettura e d’urbanistica del dopo guerra” ed è uno dei rari casi di siti contemporanei inscritti in Europa”
Ma forse pure questi … ‘n ce capiscono niente …
ma si va! …
ritornamo sui nostri cari morfemi statici e dinamici … che annamo sur sicuro!
… almeno du risate se le famo pure …!!!

a professò’ … pensa che bello …
‘n’aroplano de archiuoccici alla conquista de la “ville” …
 
CHE FAMO? … ORGANIZZAMO?

http://whc.unesco.org/en/list/1181/

http://it.fashionmag.com/news/Prada-a-Parigi-per-le-architetture-di-Auguste-Perret,360869.html

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1 Response to Era PERRET! … PERRET! … non PERRIER! …

  1. Andrea Di Martino ha detto:

    A giudicare dalla galleria fotografica del centro di Le Havre, mi viene spontaneo il confronto col quartiere romano dell’EUR, perchè entrambi sono impostati su una griglia più o meno scenografica e monumentale. Inoltre, la bella immagine aerea del quartiere di Perret, col mare sullo sfondo, non ha altro effetto se non quello di riportarmi alla mente la possibilità, per l’EUR, di godere di una vista privilegiata sul litorale tirrenico, una volta giunti alla sommità dell’arco di Libera (nella remota ipotesi che venga realizzato). Il confronto tra i due quartieri mi sembra interessante, perchè dimostra come si possa ottenere una discreta varietà di effetti prospettici anche nell’ambito di uno schema semplice (e troppo spesso denigrato) come quello della griglia. Infatti, il quartiere di Perret, sia per la conformazione dello skyline, sia per una maggiore compattezza urbana, non presenta certo quella monotonia che possiamo attribuire al quartiere romano (che pure presenta al suo interno edifici di pregio). A mio modesto parere, la grandezza dell’architetto francese non è stata solo quella di aver saputo coniugare la modernità con la tradizione (ossia la prefabbricazione con un sobrio apparato di cornici e modanature), ma anche e soprattutto di aver prefigurato quelle intuizioni che, nel bene e nel male, sarebbero dilagate dopo la crisi del movimento moderno. In tal senso, uno dei suoi edifici pubblici, visibile nella galleria fotografica, mi ricorda il Lincoln Center di P. Johnson nella stessa misura in cui le sue torri dal profilo a gradoni mi ricordano alcuni progetti del grande A. Rossi. Ma anche queste analogie, così distanti nel tempo e nello spazio, non devono sorprenderci più di tanto, poichè, viste da una prospettiva più ampia, non sono altro che correspondances, come diceva er poeta (guardacaso anche lui esponente di una modernità prontamente silurata dalle cosiddette “avanguardie”)…

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