-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- Alterocca … il re della cartolina … addio palazzina …
- VIA DELLA CONSOLAZIONE ... ERA LA STRADA PIU' BELLA DEL MONDO ...
- Biblioteca
- ABACO PONTINO ...
- GIANCARLO ADDIO ...
- FRANZ PRATI CI HA LASCIATI
- VENTURINO VENTURA (giornata di studi) al Centro Studi Giorgio Muratore 17 aprile 2026
- WHERE IS ALDO
- Dante Tassotti ... tra Foschini e Minozzi ...
- AUGURI DARIO!
Commenti recenti
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
- Claudio De Santis -architetto su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- VENTURINO VENTURA (giornata di studi) al Centro Studi Giorgio Muratore 17 aprile 2026
- Presentazione del volume: “FRANCO PURINI. DISEGNI DI INVENZIONE 1964-2024” venerdì 15 maggio, presso la Curia Iulia, alle ore 16:30.
- Venerdì 17 aprile dalle 17:30 vi aspettiamo per un incontro di studi su VENTURINO VENTURA, al Centro Studi GM.
- Al Centro Studi GM. PRESENTAZIONE del volume “THE OTHER ROME” curato da Jean-Francois Lejeune 13 febbraio 2026.
- Al Centro Studi GM. PRESENTAZIONE del volume “THE OTHER ROME” curato da Jean-Francois Lejeune
Archivi
IL FILO ROSSO DEL RAZIONALISMO ROMANO …
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.






Eh no! Fermi tutti. Il copyright delle panchine-bare appartiene a Firenze, Piazza Santa Maria Novella
(ma non so allegare una foto, sorry)
PP
Costano poco………. io le ho fatte di cemento…… del resto al Comune di Roma: da” il meno è il più” a “pochi soldi pochi dettagli”……. in effigie: “Nozze con fichi secchi”
C’è anche il filo rosso del vandalismo romano, capace di fare in pezzi pure queste bare di marmo come ho visto ridotte, per esempio, le pesanti panchine, meno “razionalistiche” e più “in stile”, di Piazza San Lorenzo in Lucina. Non parliamo poi delle panchine di legno! Si smontano le stecche, si svitano i bulloni, si rubano, si portano via senza sostituirle quando sono diventate pericolose. Ho visto nei parchi inglesi le loro eterne e classiche panchine, intatte anche se il legno era diventato argenteo per la vetustà. Ho visto in un’area di sosta di un’autostrada francese dei pesanti manufatti di cemento, opportunamente incavati per le derrière, per lasciare ammirare comodamente le loro colline a vigneto. Quindi, come fece Swift, faccio “una modesta proposta”, economica e suggestiva. Nei vasti pratoni della periferia, disporrei come nella celtica Carnac, file e cerchi di econimicissimi massi grezzi di cava con pochi incavi bocciardati per la seduta” (l’ho fatto a casa mia usando l’arenaria locale ed il risultato é accattivante). nelle piazze cittadine disporrei, stesi per terra, i mozziconi di rocchi di colonna dei magazzini comunali (ho ammirato tale uso di seduta in una vecchia casa a pianterreno di Via del Governo Vechhio dove mi invitarono a bere un caffè indicandomi un pezzo di colonna infisso nel pavimento ove sedere. Quando chiesi come fosse stato possibile trasportarlo in quel soggiorno mi venne confermato che quel marmo stava lì da sempre). Adesso questi frammenti vengono usati dal Servizio Giardini, qua e là, come arredo urbano e tale uso per esempio si può ammirare lungo i viali della Passseggiata Archeologica (veramente, nei miei ricordi di bimbo ne ricordo molti di più; rubati anch’essi? Penso di sì perchè, tempo fa, sorpresero degli individui a caricare un pezzo di colonna di prezioso porfido. Ah! Un altro elemento che manca nella Passeggiata é il capitello che stava in cima alla colonna eretta di fronte alla bella chiesetta dei SS. Nereo ed Achilleo. Una notte arrivarono con un camion, si appoggiarono con il cassone alla colonna, fecero marcia indietro spingendo la colonna fino a farla crollare, lei e il capitello che, a quel punto, fu facile caricare e portare via come tantissime, innumerevoli cose del patrimonio cittadino, considerato invece, dalla comune sensibilità di oggi, res nullius. Mi sedetti sopra la colonna atterrata per riposare dopo una sgambata e riguardare la facciata. Adesso la colonna é stata rialzata di nuovo davanti la chiesa e il mio occhio si posa ogni volta sulla lacuna in cima. Forse era meglio lasciarla a terra, come memento e come utilità per i joggers).
Ragazzi, il mio suggerimento è meramente frutto di un ‘ironico disincanto sullo stato delle cose Non dategli peso!
Pingback: VANDALISMO ROMANO … | Archiwatch