IL FILO ROSSO DEL RAZIONALISMO ROMANO …

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Caracalla, nuovo arredo urbano spuntano le ‘panchine-bare’

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4 risposte a IL FILO ROSSO DEL RAZIONALISMO ROMANO …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Eh no! Fermi tutti. Il copyright delle panchine-bare appartiene a Firenze, Piazza Santa Maria Novella
    (ma non so allegare una foto, sorry)
    PP

  2. Efisio Pitzalis ha detto:

    Costano poco………. io le ho fatte di cemento…… del resto al Comune di Roma: da” il meno è il più” a “pochi soldi pochi dettagli”……. in effigie: “Nozze con fichi secchi”

  3. sergio 43 ha detto:

    C’è anche il filo rosso del vandalismo romano, capace di fare in pezzi pure queste bare di marmo come ho visto ridotte, per esempio, le pesanti panchine, meno “razionalistiche” e più “in stile”, di Piazza San Lorenzo in Lucina. Non parliamo poi delle panchine di legno! Si smontano le stecche, si svitano i bulloni, si rubano, si portano via senza sostituirle quando sono diventate pericolose. Ho visto nei parchi inglesi le loro eterne e classiche panchine, intatte anche se il legno era diventato argenteo per la vetustà. Ho visto in un’area di sosta di un’autostrada francese dei pesanti manufatti di cemento, opportunamente incavati per le derrière, per lasciare ammirare comodamente le loro colline a vigneto. Quindi, come fece Swift, faccio “una modesta proposta”, economica e suggestiva. Nei vasti pratoni della periferia, disporrei come nella celtica Carnac, file e cerchi di econimicissimi massi grezzi di cava con pochi incavi bocciardati per la seduta” (l’ho fatto a casa mia usando l’arenaria locale ed il risultato é accattivante). nelle piazze cittadine disporrei, stesi per terra, i mozziconi di rocchi di colonna dei magazzini comunali (ho ammirato tale uso di seduta in una vecchia casa a pianterreno di Via del Governo Vechhio dove mi invitarono a bere un caffè indicandomi un pezzo di colonna infisso nel pavimento ove sedere. Quando chiesi come fosse stato possibile trasportarlo in quel soggiorno mi venne confermato che quel marmo stava lì da sempre). Adesso questi frammenti vengono usati dal Servizio Giardini, qua e là, come arredo urbano e tale uso per esempio si può ammirare lungo i viali della Passseggiata Archeologica (veramente, nei miei ricordi di bimbo ne ricordo molti di più; rubati anch’essi? Penso di sì perchè, tempo fa, sorpresero degli individui a caricare un pezzo di colonna di prezioso porfido. Ah! Un altro elemento che manca nella Passeggiata é il capitello che stava in cima alla colonna eretta di fronte alla bella chiesetta dei SS. Nereo ed Achilleo. Una notte arrivarono con un camion, si appoggiarono con il cassone alla colonna, fecero marcia indietro spingendo la colonna fino a farla crollare, lei e il capitello che, a quel punto, fu facile caricare e portare via come tantissime, innumerevoli cose del patrimonio cittadino, considerato invece, dalla comune sensibilità di oggi, res nullius. Mi sedetti sopra la colonna atterrata per riposare dopo una sgambata e riguardare la facciata. Adesso la colonna é stata rialzata di nuovo davanti la chiesa e il mio occhio si posa ogni volta sulla lacuna in cima. Forse era meglio lasciarla a terra, come memento e come utilità per i joggers).
    Ragazzi, il mio suggerimento è meramente frutto di un ‘ironico disincanto sullo stato delle cose Non dategli peso!

  4. Pingback: VANDALISMO ROMANO … | Archiwatch

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