sergio 43 commented on ERICH & LUISE … CERCANO CASA …
“Si prega correggere il fumetto della deliziosa Luise, lì dove dice …”er barcone“…
In correto linguaggio romanesco, così come, una volta per tutte, è stato espresso dal “Dante de noantri“, il nume dei Quiriti, il nostro Giuseppe Gioacchino Belli, si dice…”la loggetta“…., non essendo “er barcone” altro che “una grossa barca“. Non è “lana caprina” ma “filologia“!
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Gent.mo Sergio43 …
accolgo con grande interesse la sua gradita osservazione …
di accurata messa a punto filologica e linguistica …
propendo anch’io, infatti, per una necessaria revisione del testo citato …
il quale, peraltro, offresi a più che discutibili e affatto incerte interpretazioni semantiche, …
ma ritengo che il suo pur apprezzabile suggerimento …
possa offrirsi, anch’esso, a qualche plausibile fraintendimento …
“loggetta” infatti appare termine altrimenti desueto …
e vezzeggiante alla maniera del Gadda lombardo …
ironeggiante, nordico e lacustre di cui già discutemmo tempo addietro …
è quindi termine forse meno ambiguo, ma certo altrettanto, e per altre vie, inappropriato …
propenderei quindi, senza nulla togliere all’autorità del suo apprezzato suggerimento …
per la locuzione ” barconcino” che …
escludendo finalmente qualsiasi implicazione di ordine nautico …
e magari anche fluviale …
riuscirebbe altresì più congruo …
sia sul piano tipologico-costruttivo che su quello semiotico-linguistico …
trattandosi nella fattispecie di evidente concetto metropolitano e quindi senz’altro moderno …
cosa, evidentemente, particolarmente apprezzata dalla suddetta Luise …
che costretta sulla “loggetta” si vedrebbe ristretta, la poveretta, a mo’ di medieval Giulietta …
tuttociò senza, naturalmente, nulla togliere …
all’autorità indiscussa del nostro venerato Gioacchino …





Caro Prof, il mio intervento era scherzosamente serioso. Ben altre incazzature mettono, l’un contro l’altro armati di foglio e penna, i Soci dell’Accademia e Centro Culturale Giuseppe Gioacchino Belli quando ci sono le letture poetiche. Ci si accapiglia su verbi, sostantivi e vocali per mantenere tutta la Purezza dei Sonetti, tra chi, i più puristi chiamati anche i “romaneschi”, non ammettono altra possibilità formale di quelli e tra chi, chiamati i “romanoidi” (e non c’è offesa peggiore di questa!) al contrario, concedono che l’antico vernacolo possa evolvere, per effetto di antichi e nuovi inurbamenti, in un idioma che, pur mantenendo il suono e la calata tipica, accetta parole in un italiano corrotto per cui, appunto “il balcone” diventa “er barcone”.
“La loggetta”, in un verso che vuole essere in romanesco, è locuzione non desueta o vezzeggiante ma corretta.
Una delle ultime, se non l’ultima grande interprete della canzone romanesca, Gabriella Ferri canta:
“Bella ragazza che c’hai cento amanti
affaccete ‘n tantino a la loggetta,
se semo radunati tutti quanti
pe’ fattela senti’ ‘sta canzonetta….”,
e anche Claudio Villa canta:
“Noi c’avremo la loggetta, du’ gerani e le panzè,
tu sarai la reginetta…..”
Sarebbe stata solamente formalmente corretta, in un sonetto a rima baciata, la versione “romanoide”:
“Bella ragazza che c’hai cento amanti
affaccete ‘n tantino a quer barcone,
se semo radunati tutti quanti
pe’ fattela sentire ‘sta canzone…..”
oppure:
“Noi c’avremo un barconcino, du’ gerani e le panzè,
tu sarai ‘l mio tesorino….”
Romaneschi o romanoidi possono accettare la locuzione “barconcino” solo se riferito a “reggipetto a barconcino”, armamentario sconosciuto alle Nine, alle Righette e alle Nunziate per cui logicamente introvabile nel “monumento alla plebe romana”. Anche noi ci vergogneremmo di usare, se del caso, “reggipetto a la loggetta”!
Sto sempre sullo scherzo leggero, Prof., ma ammetterà che proprio quando si affrontano argomenti per puro spirito dilettante le questioni si fanno serie.
Renovatio urbis…