LE BORGATE “RAZIONALISTE” … TRA “BAROCCHI” DE PRIMA … E “BAROCCHI” DE DOPO …

liuk commented on IMCL Prize a Ettore M. Mazzola …

“memmo 54, e con lui E.M.M., afferma che il barocchetto è stata l’ultima stagione architettonica romana degna di questo nome, buttando all’aria quasi 90 anni di storia, diciamo dagli anni ’30 in poi. Pur negandolo entrambi, queste prese di posizione richiamano la stessa furia ideologica, la stessa verve e lo stesso accanimento di Bruno Zevi nelle sue filippiche contro Piacentini, Bernini, Aldo Rossi o chi altro. Per rimanere all’edilizia residenziale, si nega con quell’affermazione un qualsiasi valore persino ad esperienze generalmente condivise pur se spesso criticate come l’INA casa, dal “paese dei barocchi” del tiburtino alle sperimentazioni di Muratori o Libera al Tuscolano. Oppure, consiglio di rifarsi un bel giro in quel meraviglioso, bistrattatissimo, esempio di razionalismo alla romana che sono le borgate storiche (Villaggio Breda, Quarticciolo, Trullo…), alcune meritoriamente restaurate recentemente, i cui progettisti erano ben consapevoli di innestarsi con nuova linfa nella tradizione urbana italiana ed europea, dalla città mediovale, con le sue piazze e le sue torri, fino a camillo sitte e giovannoni. Una perfetta scala umana, con una grande cura progettuale negli spazi comuni tra le case, pedonali e protetti, realizzata senza dover ricorrere, per scelta economica forse prima che ideologica e culturale, a cornici, stucchi, decorazioni, ovvero a quell’apparato tipico delle realizzazioni (splendide tra l’altro) dell’ICP romano degli anni precedenti, destinate del resto al ceto medio e all'”aristocrazia” operaia, non certo ai diseredati, sfollati e baraccati per cui venivano costruite le borgate.”

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2 risposte a LE BORGATE “RAZIONALISTE” … TRA “BAROCCHI” DE PRIMA … E “BAROCCHI” DE DOPO …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    in molti tra gli architetti amanti della pialla, amano le scatole, è nel loro diritto … peccato però che pretendano di chiamarle case e ci inscatolino la gente!

  2. memmo54 ha detto:

    Gran parte della decorazione è stata, da sempre, fatta con due sottomisure e qualche ricarica d’intonaco. Costo aggiuntivo: pressochè zero. Impatto formale: altissimo; rendono la scatola muraria una vera e propria casa. A volte basta un nonnulla.
    Ancora oggi è così.
    Perchè non ricorrervi se anche gli stucchi, le decorazioni e via elencando fanno parte anch’essi a buon diritto della tradizione italiana, europea da qualche millennio a questa parte ?
    C’è qualche motivo taciuto ?
    Qualche maledizione nascosta ?
    Un peccato originale ?
    Si ravvede, forse, l’opera del Demonio sotto le “madeleines” da imbalsamatore ?
    L’architettura è più ciò che ciascuno può vedere che quanto qualcuno ha nascosto od immaginato..
    Il novanta per cento della produzione storica è caotica, affastellata ed incoerente; tuttavia possiede un valore comunicativo che nessuno, in cuor suo, sente di poter eliminare senza perdere qualcosa.

    Saluto Perplesso

    P.S. : l’evidenza, presa anche a piccole dosi, fa bene…fa vivere meglio…tutti…

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