Rosso Romano …

SCIPIONE

Riceviamo dal misterioso, ma evidentemente affezionato … Rondone Romano … questo commento sul Colore di Roma …
probabilmente siamo “coetanei” ed è forse anche per questo che la memoria ci tira brutti scherzi …
ci piace sfiorare a volo radente i tetti, le case, i palazzi, le piazze, le pietre, della nostra città …
ci piace il colore di Corot, dei francesi, degli olandesi, di Mafai, di Socrate, di Trombadori … di Scipione … naturalmente …
non ci piace questa Roma svarecchinata e meringata … tanto politicamente corretta/corrotta … uscita dalla centrifuga degli affari e della falsa cultura … strizzata e scolorita … come un cencio esangue … scorticata e riportata ad un’origine mai stata … solo per non prendersi le responsabilità di una scelta … neppure di un colore qualsiasi … ché tutto deve essere “normato” … da una scuola, da una regola “scientifica” … da un’appartenenza … da un’osservanza … anche per la scelta di un semplice colore di una facciata che, …
almeno per quanto riguarda il contemporaneo …
ma quante bestialità anche e soprattutto sul contemporaneo, … ma già sta scritto nel vecchio regolamento edilizio … eppure non cè condominio che non eserciti la sua squallida e pretenziosa creatività cromatica … (dagli Alberghi Rossi della Garbatella … alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia … perché è tutto più “tonto”? … perché si è scelta la via di un melenso quanto pruriginoso bon ton …
smorziamo i toni … quel “rosso”, quasi vermiglio, … così cafone … fa tanto macelleria … meglio un caldo “mattone” … più bruciato … autunnale … signora mia …

Ci scrive, appunto, il migrante volatile capitolino: …

“E’ un tema interessante questo. Sul quale litigo da anni. Ricordo una Roma molto più rosso scuro e grigio travertino da bambino (nonché io abbia mille anni, ma mi avvicino, e la mia anima è anche più antica). A volte perfino troppo. Palazzo Colonna era di fuoco. Sant’Ivo sembrava una mina di una matita carbone puntata verso il cielo.
Del resto le tele di Corot mi facevano capire che in quella porpora e in quella pietra c’era molto del severo, nobile (e papale) calore e colore romano, di almeno un paio di secoli.
Poi sono arrivati i teorici dell’azzurrino, quindi del giallino, se non del bianco gelateria. Roma è diventata candida (di romanelle per la verità, mentre i cortili e gli androni serbano rancore tenebroso). Mi pare una boiata. Ma intanto ci pensa l’inquinamento a riequilibrare il tutto.
Visto che siamo in tema, chiedo all’ArchiWatch se anche questa smania di estrapolare mattoncini a vista su facciate rinascimentali, barocche e settecentesche sia tanto corretta.
Guardando Palazzo Farnese ma ancor più Palazzo Odescalchi qualche dubbio mi viene. (http://www.palazzidiroma.it/palazzo%20Odescalchi.htm) Lesene insieme a mattoni a vista? Fa un po’ troppo ‘loft newyorkese’…
Grazie per le curiosità sempre di grande interesse.”
R.R.

P.S.
solo un’osservazione …
a proposito di scorticamenti e di mattoncini a vista …
sono anni che anch’io mi chiedo il perché di tanto accanimento …
casi eclatanti come Palazzo Farnese e Villa Giulia non possono poi che lasciare piuttosto sconcertati … soprattutto là dove si vedono (specialmente dopo i “restauri” …) affiorare strane e criptiche trame altrimenti “decorative” di un paramento murario, per il resto, a regola d’arte …
evidentemente sotto la maschera della scialbatura …
ah … la scialbatura … l’arte … della scialbatura …
emerge un messaggio … il segno … criptato, ma pur evidente … di una precisa volontà di “firmare” il manufatto …
magari il segreto di un’arte … “massonica” … per intriseca e tautologica definizione …
naturalmente di tutto questo non ho “prova” alcuna … solo … un dubbio che viene dall’impossibilità di un errore …
il caso … la dimenticanza di un garzone? …
alterare la cromia secondo un codice … una trama … sortirne un “disegno” …
è un po’ difficile che sia dovuto alla sbadatezza di un “mastro” …
cioè di un “maestro” …
e la messa in opera dei mattoni …
non era certo lasciata ai garzoni …

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3 risposte a Rosso Romano …

  1. RondoneR ha detto:

    Sono commosso per la pubblicazione del mio commento.

    Ringrazio con stima.

    Ps. Su Palazzo Farnese in tanti abbiamo ammirato quei misteriosi percorsi scoperti. Resta il fatto che non so quanto si debba a tutti costi esporli nudi dopo averli ritrovati. E’ un po’ come il mio dubbio atavico sullo sventramento del Colosseo. Una volta accertati i cunicoli ed i passaggi perché non ripianare la bocca sdentata? Mi piacerebbe camminare nell’arena. Ancora.

    ps2 Sui colori. Da qualche parte ritroverò le foto degli orizzonti romani della mia infanzia e ve le manderò accanto alle odierne. Giochetto spassoso di grande effetto. E nostalgia.

    ps3 Chiedo venia per quel “nonché” fuori luogo e dal misterioso nido faccio sapere che nasco negli anni di piombo, ma ripeto, l’anima è molto più antica.

  2. RondoneR ha detto:

    Sulle righe prima delle mie in corsivo posso solo applaudire…in silenzio, come di consueto.

  3. Silvia G. ha detto:

    Pensavo a come, nonostante tutte le possibile – e giuste – note di demerito ai colori sbiaditi di Roma, la nostra città sia ancora salva dal pessimo uso cromatico qualche centinaia di km più su, ancora entro il confine italiano, dove le case vengono colorate a tinte verde-giallo fosforescente.
    Ci fu una curiosa polemica di pro e contro qualche anno fa appena fecero capolino – nuove, spavalde…e spaventose – tra la nebbia padana.
    Sarà pure un bel “colpo d’occhio” in contrasto con il grigio nebbia, ma senza dubbio un gran “colpo basso” al gusto estetico!

    Professore, sempre mille e più complimenti per questo blog.

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