“DECADENTE” … “BAROCCHETTO” … “PROVINCIALE” …

memmo54 commented on IMCL Prize a Ettore M. Mazzola …

“Ciò che non si perdona ad Ettore è l’assoluta mancanza di riferimenti “illustri” recuperati tra i maestri internazionali. Quelli citati sulla vulgata bibliografia che ogni architetto pone innanzi a se come dichiarazione d’appartenenza
Non una citazione di alcun personaggio di spicco: non si intravede Mis Vanderrò, non si scorge Gropìus, tantomeno Le Curvasier.
Difetta anche di Dudok, Asplund, Bonatz, Oud, De Klerk ud ed altri nordici.
Ciò è letteralmente imperdonabile.
Ci si può ispirare al più lontano maestro islandese , finlandese, lappone, swahili o polinesiano..
Chiunque è benvento ed apprezzato: riconosciuto ed omaggiato.
La storia di tutti (…indistintamente “tutti”…di tutte le epoche di qualsiasi tendenza e/o ispirazione) è seriamente ed ampliamente considerata nonchè apprezzata.
Quella propria no !
Robetta, minuzie di cui non vale la pena interessarsi.
Stanche rimasticature beaux arts… al massimo “barocchetto” decadente. Le più astiose s’imperniano intono al mesto concetto di “falso storico”: come se la storia fosse solo quella nostra, contingente, e tutto il resto un sogno: incubo indotto da un demone pervicace.
Come definire quest’atteggiamento che lascia fuori, sminuisce e dileggia, per definizione, ciò che appartiene ed è sempre appartenuto alla propria cultura.
Provinciale ? Ci sono, forse, termini più adatti ?
Autolesionismo ? Cupio dissolvi ?
Eppure si sentono “impapocchiare” fumose spiegazioni sul al passo con i tempi, vagheggiamento di tempi futuri cui adeguarsi necessariamente, laboriose subornazioni della sociologia progressiva e democratica nonchè altre amenità .
M proprio questa mancanza, questo profilo quotidiano, dimenticato ma vero, è la carta vincente.
Saluto”

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8 risposte a “DECADENTE” … “BAROCCHETTO” … “PROVINCIALE” …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    caro Memmo, riporto di seguito il commento che ho postato in replica al tuo testo da cui è stato estrapolato questo nuovo post …. ma prima di farlo devo dire al prof. … ammazza quanto è difficile starle dietro!!!!
    infatti gli accusatori della “falsificazione” non si pongono problema alcuno se la “falsificazione” è quella di modelli decontestualizzati e inappropriati. Esistono migliaia di “falsi Terragni”, “falsi Le Corbusier”, “falsi Asplund”, ma anche tante “falsificazioni” di Ghery, Zaha, Koolhaas, Meier, ecc. … tra chi non è in grado di confrontarsi con i luoghi esistono due pesi e due misure, risulta molto più facile non avere regole ed autoproclamarsi “poeti”, basta poi inventarsi che “l’architettura contemporanea va fatta comprendere al popolino ignorante” e la frittata è fatta!
    In questo caso, anche a causa del luogo e del tipo di progetto, i miei modelli, e/o maestri sono quelli del periodo in cui la ricerca architettonica e urbanistica s’è addormentata, o meglio è stata manipolata. Ecco perché ritengo che risulti molto più utile riscoprire e rivalutare figure come quelle di Fasolo, Energici, Brasini, Giovannoni, Pirani, Sabbatini, Palmerini, i Piacentini, Guidi, Magni, Marconi, Marino, Martini, Milani, Sforza, Broggi, De Renzi (prima della follia) Aschieri (prima maniera), Vicario, Wittinch, ecc. … troppi ne ho dovuti omettere in questo messaggio

  2. ctonia ha detto:

    Mannò, caro Memmo… Hai un’idea della progettazione un po’ meccanicistica.
    A quanto ottimamente scritto da Giancarlo nel thread di riferimento, aggiungo che Ettore è il massimo dello “stilismo”: difficilmente lo si può presentare come uno “spontaneo” interprete dell’architettura tradizionale italiana etc etc, come se avesse nelle mani e nella mente il modo di costruire dei nostri padri e riuscisse ad esprimerlo “direttamente”, come cantando un’aria di Verdi. La scelta di Ettore è lucida, intellettuale, e perciò perfettamente astratta. Ed è tipicamente architettonica, malgrado lui ambisca moltissimo a non essere considerato “architetto” nel senso deleterio che attribuisce alla condizione attuale di questo mestiere millenario. Questa scelta la rispetto ma non la condivido, preferisco tentare di essere “classicamente moderno” e non preoccuparmi troppo della mia epoca, che passerà e sarà sostituita da un’altra, e poi un’altra ancora e sino a quando Dio vorrà. Ettore invece, e molti suoi colleghi soprattutto americani, sono convinti che la forma antica – ripresa letteralmente tramite fotocopie anastatiche e in chiarissima funzione di reazione estetica all’oggi – possa riportare in vita un tempo che non c’è più. Poi ogni tanto realizzano qualche edificio in telai di calcestruzzo armato e lo rivestono con queste belle madeleines, previamente renderizzate con filtri anticheggianti.
    Ad ognuno il suo tempo, o meglio la sua reazione al tempo presente. Però concedeteci almeno una nicchia nella quale di reagire al tempo non ce ne può importare di meno. Vogliamo progettare nel tempo che ci è capitato in sorte, e in questo “farci valere”, come scriveva il buon vecchio Mies. Per noi, per me, i maestri antichi e moderni sono contemporanei: ma non certo per le loro belle forme intese in senso letterale! Del Corviale di Ettore può andarmi bene l’idea spaziale della città compatta italiana, d’accordo, ma perché la devo imbellettare con madeleines da imbalsamatore?
    Oggi l’unico architetto che io conosca, oltre all’ottimo Gilles Perraudin, che proponga un ritorno al costruire tradizionale aggiornato tecnologicamente è Massimo Carmassi: il muro portante, un’architettura fatta di masse pesanti e stabili, un’idea antica di spazi solenni e atemporali capaci di accogliere qualsiasi funzione, costruiti “senza inganno” tornando al muro e alle sue leggi compositive e strutturali classiche. Tutto questo senza il bisogno di travestimenti di scena ma incorporando quanto di meglio ha prodotto “il prossimo tuo” e cioé il Moderno.
    Grazie!
    C

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Purtroppo Cristiano, tu se troppo lobotomizzato dallo storicismo per poterti accorgere che nei miei progetti non esiste alcuna fotocopia anastatica nemmeno di miei altri progetti.
      Ti indigni davanti a ciò che la sociologia e la psicologia hanno dimostrato assolutamente indispensabile: I DETTAGLI! E non da ora, ma già dagli studi eseguiti 100 anni fa, ovvero quando partirono i “piallatori” come i tuoi idoli.
      A proposito, tu e i tuoi omologhi non vi indignate affatto di fare le copie anastatiche dei vostri idoli per i vostri progetti, quella non è “falsificazione” o “stilismo”.
      Nessuno ha mai messo in dubbio che tra gli architetti interessati alla tradizione ci siano molti, specie americani come tu sottolinei, personaggi che lavorano col copia incolla meccanico e “godono” solo davanti all’uso di quello che loro considerano l’unico linguaggio classico, facendo grande confusione e disinteressandosi all’urbanistica, ma questo non fa di tutta l’erba un fascio
      Ma che te lo dico a fare, continua nelle tue convinzioni, non c’è peggior sordo di chi non sappia (e voglia) ascoltare.
      Le tue accuse, oltre ad essere infondate sono davvero patetiche, anche perché sono il copia incolla dei patetici discorsi triti e ritriti dei docenti e dei critici che non conoscono la differenza tra “storia” e “storicismo”.
      Il giorno in cui gli architetti sapranno fare a meno della rivalità forse si riuscirà ad essere tutti più onesti e rispettare maggiormente il lavoro altrui e, soprattutto la gente comune, spesso vittima delle elucubrazioni degli architetti

  3. massimo ha detto:

    quoto, nel mio piccolo, ctonia

  4. Pi ha detto:

    Arieccolo: lobotomizzato, patetico, ridicolo, i piallatori. Ma questo signore si è veramente montato la testa.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Caro professore, è davvero un peccato che, nonostante la moderazione del blog, certi commenti vengano pubblicati abbassando vergognosamente il livello del dibattito e, conseguentemente, del blog, pertanto sono costretto a replicare come “Pi” si merita.

      “Da quando in qua replicare alle idiozie ed alle accuse sarebbe un sintomo dell’essersi montati la testa?
      La realtà è che sei un “P”atetico, “P”enoso, “P”overo ignorante che non sa fare altro che nascondersi nell’anonimato e lanciare accuse idiote come questa, senza rendersi conto che, se davvero mi fossi montato la testa, non starei qui a perder tempo per rispondere alle fesserie che individui come te, che non sanno evidentemente fare altro, lasciano sul web.
      Vai a studiare e farti una cultura, rientra nei ranghi della civiltà e dell’educazione, e poi ne riparliamo.
      Mettiti in gioco e mostraci quello che fai tu, se fai qualcosa oltre che perder tempo a scrivere idiozie come questo tuo ultimo commento, così almeno ci dimostrerai qualcosa!
      Tra l’altro siete sempre il solito sparuto gruppetto di persone che scrivono sempre le stesse cose insulse e prive di fondamento, non vi fate “P”ena?

  5. Pi ha detto:

    Adesso si appella alla signora maestra (il professore) perchè censuri non i suoi insulti, ma le più che composte reazioni di qualcuno: puerile e comicamente esaltato.

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