“E’ evidente che il rustico giocattolone di Chris Burden con la città
del futuro non c’entra niente.
E anche come opera d’arte fa un po’ ridere ché ricorda certa Arte
Cinetica anni ’60-’70 (inguardabile oggi anche se lo GNAM fino a
qualche tempo fa gli aveva dedicato intere sale).
Soprattutto il gingillo di Burden mostra bene la totale superfluità
dell’architettura nel meccanismo di flussi reale e virtuale
contemporaneo e rende ragione del suo sbandamento disciplinare. Forse
se non avesse messo quegli scatoloni gheriani nella Policar tutto
avrebbe funzionato meglio.
Per qualcosa di analogo, ma più serio, che rende del tutto superfluo
culturalmente il lavoro di Burden, vedere l’architettura dei formicai
studiata, facendo il calco dei nidi, in un libro recente dell’Adelphi
che ho preso per il titolo che pruriginava le mie fasoliane ossessioni
disciplinari in architettura.
Un testo probabilmente OT per questo blog ma che si legge come un
fumetto per qualità dei disegni e capacità divulgativa degli autori.
Un filmato del lavoro che hanno fatto è qui:
Ants subterranean structures revealed !!!
allaprossimalorifaccio,”
giancarlo galassi





E’ vero. Definirlo un’opera d’arte mi sembra esagerato, ma senza gli sciocchi modelli di edifici il “giocattolone” di Burden, lasciato del tutto spoglio, risulta molto più convincente. Su YT c’è appunto un video che ne illustra il funzionamento senza l’intralcio visivo degli edifici. http://www.youtube.com/watch?v=06Q6berM0j0
filmato straordinario, mi dispiace per le formiche, ma la struttura è davvero incredibile. Grazie Giancarlo