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9 Responses to

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    tantissimi auguri Professore,
    e grazie per queste meravigliose cartoline … altro che palle dorate e grattacieli!
    Ne approfitto per complimentarmi simpaticissimi post sulla conferenza e sul progetto abominevole di Desideri a Firenze.

    Ettore Maria Mazzola

  2. paolo di caterina ha detto:

    auguri a lei……. e a tutti gli archiwatchisti

  3. Ester ha detto:

    Scusi professor mazzola ma perché e’abominevole un auditorium dove la musica si sente come si dovrebbe sentire ?

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    perchè non è accettabile che la funzione debba essere indipendente dalla forma e dall’estetica, e l’edificio è orrendo. Inoltre c’è stato l’ennesimo sperpero di denaro che, specie di questi tempi non è ammissibile.
    Sono felice dell’acustica, sperando che sia davvero come dice lei, ma proporzionalmente parlando, il tempo in cui la gente passa davanti all’edificio è notevolemente superiore a quello che passa all’interno, quindi Desideri farebbe bene ad imparare a progettare … l’ho avuto come professore (era assistente di Aymonino) ed è stata l’esperienza più deleteria della mia carriera di studente, tant’è che dovetti cambiare assistente, sapere che oggi quell’uomo possa essere considerato una delle nostre archistars mi sconvolge!

  5. francesco ha detto:

    Auguri a tutti. All’imperdibile Muratore e ormai irrinunciabile Falso. Sarcasmo e ironia per far affiorare nella maniera più spassosa e intelligente il vero senso della realtà. Lo spernacchiamento a scala mondiale di Paolo Desideri, visti i commenti che arrivano dall’altra parte dell’oceano, raggiungono una vetta che difficilmente è superabile. .. ma anche se si volerà più basso l’anno prossimo, ma non credo e staremo a vedere, vale la pena seguire questo strano blog che parla di architettura come mai prima. Mi auguro di farmi divertire e pensare ancora ancora e ancora. E questo vale anche per i commentatori: auguri!

  6. Pietro Pagliardini ha detto:

    Buon Natale a lei professore e a tutto lo spettabile pubblico, senza distinzione tra modernisti, antichisti, tradizionalisti, archicefalici, microcefalici, archistar, krieriani, lecorbusierani, salingarosiani, prestinenziani, puriniani, puristi, futuristi, fascisti e comunisti. E tanto che ci siamo mettiamoci pure i tassisti e i farmacisti, i montiani e i berlusconiani (tertium non datur). E per rovinarmi un Buon Natale anche a fuffas e alla sua nuvola d’acciaio.
    A Natale è tregua, altrimenti che Natale è?
    Pietro Pagliardini

  7. ester ha detto:

    Scusi professor Mazzola. continuo ad avere dubbi su un giudizio ” architettonico” formulato e pesato sul tempo ” proporzionale” passato davanti o dentro un edificio e su ricordi spiacevoli di quando si era studente alle prese con un assistente che forse sarebbe stato utile contraddire (succede a tutti) piuttosto che scegliere la sua più facile recusazione.Oltretutto il privilegio di essere stati allievi di Carlo Aymonino, a mio parere se mi fose capitato, avrebbe dovuto essere ripagato proprio con una tensione progettuale anche di tipo conflittuale che lui ( C.A.) avrebbe forse saputo capire.Ma questo lo dico, non essendone stata allieva, ma solo conoscendo la sua opera, la sua ricerca e i suoi studi. Sullo sperpero di denaro, sempre che la levitazione dei prezzi venga dimostrata come incongrua,interessarsene è compito di chi dovrà farlo. Aspettiamo gli esiti. Sperando che Desideri non lo sconvolga più di tanto le auguro un sereno nuovo anno ringraziandola per la sua attenzione con cui segue questo blog così utile a noi giovani architetti senza architettura.

  8. ester ha detto:

    ovviamnte,nel post precedente, è ricusazione e non recusazione; del’errore me ne sono accorta solo rileggendo … e.p.

  9. ettore maria mazzola ha detto:

    gent.ma Ester,
    Il professor Aymonino, in quell’anno era in giro per il mondo, e venne all’esame solo per miracolo, rientrando dal Canada con tanto di jetlag. Ricordo la sua faccia assonnata e distaccata da tutto ciò che lo circondava.
    Quanto alla “ricusazione” di Desideri, le cose non stanno come lei potrebbe immaginare: l’ho seguito, ed inseguito, visto che alle revisioni veniva solo quando gli faceva comodo, per oltre 9 mesi, e l’ho abbandonato solo quando, dopo un mese di tentativi, e con l’esame pronto, non ebbi la possibilità di incontrarlo per la revisione finale che mi avrebbe consentito di presentarmi all’esame. Sa bene che se l’assistente non glielo consente, difficilmente, e a suo rischio e pericolo, può presentarsi al docente.
    Sicché passai dalla Angelini che, visti gli elaborati mi accolse subito, anche se, per rispetto del collega, dopo la prima revisione “dovette” farmi fare qualche modifica che potesse creare le condizioni per ritenere che, se non avevo ancora sostenuto l’esame la responsabilità era del progetto, e non di chi non veniva a fare revisioni!
    Quanto al tempo trascorso all’interno e all’esterno di un edificio, il problema è questo: sapendo che all’interno di un edificio c’è qualcosa che mi interessa, ci entro e la guardo, ma lo faccio in base ad una mia specifica volontà, può essere una cosa bella o brutta, ma la cosa non va ad incidere sul senso del bene e del bello comune. Se invece IMPONGO (guardi come appare brutto e irrispettoso questo termine scritto in maiuscolo) la visione di un qualcosa che rispecchia solo ed esclusivamente il mio ego, faccio violenza a chi non la gradisce, e questo non è giusto!
    Chiedere dunque che, almeno per l’esterno degli edifici, venga ripreso in considerazione il concetto di “decorum”, non è una pretesa ideologica, bensì una richiesta di umiltà da parte degli architetti che amano violentare a loro piacimento i luoghi in cui intervengono … specie di certi architetti che risiedono ed hanno studio in edifici storici siti in pieno centro.
    Buon anno
    Ettore Maria Mazzola

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