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LC
In breve, per come la vedo io e per che cosa mi dice questa foto. Questa é la nostra civiltà, amata e millenaria civiltà, in cui ci stanno i grattacieli di Manhattan in primo piano e gli “isolati” di Queens e Brooklin sullo sfondo (mi riferisco alla vexata quaestio tra la casa alta e l’isolato basso). Tutto viene da molto lontano. Mentre delle città mesopotamiche, asiatiche, mesoamericane siamo capaci di ritrovare i palazzi reali e i templi ma nulla sappiamo (la faccio sempre breve) dei luoghi abitati, dei luoghi dove si stabilivano i rapporti tra i cittadini perchè in questi contesti gli uomini erano solamete sudditti invisibili, se vai a scavare in una città antica dell’Occidente troverai prima di tutto le agorà in un contesto greco e i fori in ambito romano. Lì si discutevano le norme, lì si firmavano i contratti, lì si discuteva di filosofia o delle gesta di un atleta, lì si scontravano gli interessi e si dichiaravano le guerre e si siglavano le paci. Tutte queste attività, strettamente connesse operativamente e che sono il motore del nostro mondo, si svolgono adesso nelle City di Londra, nelle Wall Street di New York, nella Defense parigina, ecc. (Roma mettiamola fuori! Milano già è un’altra situazione!). A questo servono gli agglomerati di grattacieli, eredi di agorà e fori. Chiudo questo discorso un pò sgangherato e pieno di buchi, invitando a una discussione che non sia soltanto o bianco o nero. Noi siamo architetti, attenti all’uomo e alla natura e alla loro mutevolezza, non alle idee imprescindibili che possono imprigionarci.