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nuova resistenza » IL MANIFESTO-Il grattacielo di Roma, lusso …

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6 Responses to Casepertutti …

  1. paolo di caterina ha detto:

    palazzinari…!

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Utile, utilissimo… quanto un clistere a base di orticaria. Questa specie di twins towers collegate, e facciamo corna, è un investimento dei costruttori per soddisfare la sete di aria pariolina mancante. Se di ciò ha bisogno Roma capitalòe, allora nulal da ridire. È quello che si merita.

  3. salvatore digennaro ha detto:

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    Come già detto su questo argomento diversi mesi fa il problema (dipende dai punti di vista) di questo intervento non è tanto la qualità architettonica del grattacielo ma è l’operazione immobiliare e soprattutto finanziaria da vertigine che a noi semplici cittadini e architetti non è dato partecipare.
    Cmq non capisco cosa ci sia di molto riuscito dal punto di vista architettonico, per me è un grattacielo non malvagio, dove il costo degli appartamenti cresce con l’altezza e con la campagna romana che si riesce ad ammirare dalle finestre PUNTO
    P.S. Dimenticavo…c’è anche il grande pannello fotovoltaico DUE PUNTI
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  4. sergio43 ha detto:

    Seh!Palazzinari questi! Magari! Vuoi mettere i costruttori e i progettisti che quelli chiamavano per dare un volto nuovo a una città tanto particolare come la nostra,sia nell’intervallo “fatidico” tra le due guerre mondiali, quando Roma veniva trasformata da una città per tanti aspetti ancora vernacolare ad una più moderna capitale, sia nell’ultimo dopoguerra quando c’era tanto da costruire e ricostruire? Tutto questo fu fatto con il linguaggio moderno che l’allora ottima Scuola d’Architettura pre-68 di Valle Giulia consegnava ai suoi iscritti. Questo linguaggio, che come tutte le espressioni umane si basava sul senso e sul significato, venne spazzato via da illusi demiurghi che approfittarono della consociativa debolezza politica e culturale di quegli anni, altrettanto “fatidici”. Prima buttarono via i padri poi l’acqua con tutto il ragazzino. Dal che si interruppe il naturale succedersi e svilupparsi delle generazioni di architetti. Prima c’era un continuo confronto concreto, non virtuale, tra un grande numero di esperrienze progettuali. Adesso si parla, e questo blog ne é il termometro, delle solite tre, quattro figure strabordanti che soffocano ogni altra voce non ammanicata a dovere. Troppo semplicistica e di parte spiegazione? Forse! Anzi, senz’altro! Ma in un blog bisogna fare purtroppo una reductio ad unum! Immagina adesso una città tutta con la tessitura di questa facciata| Altro che falansterio! Corviale al cospetto é un garbato borgo su una collina!

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  6. maurizio gabrielli ha detto:

    Abbiamo scoperto una società dove non tutti i beni d’uso sono per tutti ! Che alcuni beni sono per pochi abbienti . Che quelli costosi sono per chi se li può permettere e quelli di massa sono per il consumo di massa !Capperi ! Fra un pò scopriremo le classi sociali e le differenze sociali …Poi magari qualche volenteroso vorrà approfondire la differenza tra valore di scambio e valore d’uso,tra lavoro e capitale, tra salario e profitto,fra rendita e sfruttamento dell’uomo sull’uomo.Il capitalismo in Italia oggi è così come lo vediamo, ma è in via di mutazione e nulla si può dare fuori dalle sue regole e contraddizioni.A meno chè non le si cambino. Compito che non spetta agli architetti ma su cui hanno spesso detto, scritto e fatto cose interessanti.A cominciare dalla rendita fondiaria e i suoi meccanismi infernali che influenzano e indirizzano l’architettura.

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