Piazza Vittorio … paura dell’antico … e del moderno …

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3 Responses to Piazza Vittorio … paura dell’antico … e del moderno …

  1. sergio 43 ha detto:

    Lo sapevo! Lo sapevo che finiva così! Meglio i piemontesi che questi sub-palazzinari! Me la ricordo la rapidità avida con cui buttarono giù questo palazzo d’angolo! Che c…, pardon!, che fortuna per gli speculatori poter approfittare delle crepe causate dalla malaccorta Linea A della metropolitana che dopo aver tracciato una decennale e oscena trincea a cielo aperto lungo la via Tuscolana, grattò le fondamenta dei palazzi sulla direttrice via Appia Nuova-via Emanuele Filiberto! Addio disegno unitario della nostra modesta Plaza Mayor! Modesta e popolare! Chissà quanto costeranno adesso al metro quadrato questi loft! Come é simile questa operazione speculativa con quella firmata Renzo Piano all’EUR! Stessa tabula rasa! Sapete che vi dico, dio mi perdoni? Stufo di sentire anche stasera i piagnistei degli aquilani sulle macerie, sul vicinato perduto, sul perduto rito dell’aperitivo e delle pastarelle domenicali, tutte cose che sembrano essere state mandate loro per un dispetto, io mi auguro che si faccia piazza pulita con degli enormi caterpillar di tutti i loro edifici collassati e poi si ricostruisca l’Aquila con lo stesso criterio messo qui in posa: nessuna ricostruzione filologica ma nuda, cruda e bruta ricostruzione senza storia e senza passato! Poi vedremo se saranno capaci di riconoscere la loro città tanto e giustamente agognata ( quando spunta questa parola, “agognata”, mi sembra di risentire ancora la voce di Renato Rascel:…la cognata…non c’era! Ma sì facciamoci una risata e suoniamo il violino come sulla tolda del Titanic!… Aspetta! Sta arrivando qualcuno al soccorso….No! Non é il Carpathia ma una nave di pirati pronti a distruggere e depredare tutto ciò che é rimasto in loco con un Progetto ben preciso che la consorteria ha chiamato Millennium!

  2. filippo de dominicis ha detto:

    Il problema sta nel manico…l’avesse progettato Rafael Moneo, avremmo avuto, almeno, un bell’esempio di speculazione…ma non ci è dovuto neanche il minimo sindacale della qualità diffusa. Un castello di carte.

  3. isabella guarini ha detto:

    Davvero fa paura la “modernizzazione dell’antico o l’antichizzazione del moderno”! Ha ragione Sergio 43 i lai dei terremotati dell’Aquila per la loro terra perduta non commuovono più, se non per le 308 vittime che hanno avuto a sfortuna di abitare in case assassine. Nel giorno dell’anniversario del terremoto dell’Aquila ho pensato alla Casa dello Studente e mi è parso davvero assurdo che gli esponenti dell’Università non si siano accorti del precarietà statica dell’edificio, a prescindere dalle competenze statali. E il Sindaco dell’Aquila continua a chiedere l’imposizione della tassa di scopo pro Aquila, ma non ci dice quanto abusivismo esistesse prima del terremoto e quanto abbia influito sui crolli.

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